Si utilizza prevalentemente argilla verde preferibilmente in pezzi (non in polvere per non creare dei grumi). Si può preparare in casa artigianalmente con pezzetti di argilla verde da stemprare in acqua, ma sul mercato esistono dei prodotti già pronti (che poi saranno illustrati), che facilitano la preparazione e sono molto efficaci.
Reazioni possibili: Come in ogni tipo di cura si possono verificare reazioni impreviste e sgradite. Proprio perché le prime azioni di un cataplasma sono la mobilitazione e il drenaggio, spesso la prima reazione è di aggravamento o di aumento delle dimensioni del male; è questo il motivo per cui in malattie nelle quali una simile reazione non è accettabile (cancro, cirrosi, eccetera) le cure d’argilla vanno evitate, oppure effettuate sotto sorveglianza medica.
Nei casi contrari, invece, non bisogna spaventarsi di possibili reazioni strane, ma insistere nei trattamenti che risolveranno il problema.
Precauzioni: L’uso esterno dell’argilla non richiede generalmente particolari precauzioni, salvo quelle generali di non fare applicazioni al basso ventre, sul petto e sui reni nel periodo digestivo e di sospendere ogni trattamento durante il periodo delle mestruazioni. In ogni caso è meglio iniziare una cura in modo molto blando per poi intensificare le applicazioni.
Controindicazioni: E’ necessario evitare i cataplasmi nelle persone molto anziane o nei malati a cui questa cura può sottrarre molto calore, così come nelle persone che abbiano avuto reazioni violente in precedenza (insonnia, nervosismo affaticamento non risolti in pochi giorni).
La compressa: Per zone vaste del corpo o su precisa indicazione, l’uso di una compressa sarà da preferire al cataplasma. Si tratta di una preparazione che usa come veicolo un telo imbevuto di argilla verde.
In una terrina abbastanza grande da contenere tutto il telo che si utilizzerà si versano una parte di argilla e quattro di acqua lasciandole amalgamare per qualche ora. Dopo avere mescolato si sarà ottenuto un fango molto liquido di consistenza sierosa e di colore chiaro. Si prenderà allora il telo possibilmente di lino e già usato in modo che assorba bene, lo si immergerà nel fango, lo si toglierà dal recipiente lasciandolo scolare e lo si poserà sulla parte da curare.
Potrà essere freddo, tiepido o caldo a seconda delle esigenze.
Pennellature locali: Per malattie della pelle, i problemi superficiali e le cure di bellezza si possono fare delle pennellature con una pasta semiliquida di argilla, passata sulla parte da trattare con un pennello grosso e morbido. Si lascerà la pasta semplicemente sulla pelle, senza ricoprirla con alcunché e la si toglierà risciacquando con acqua tiepida quando sarà seccata.
La polvere d’argilla: Per questo uso va usata solamente la cosiddetta argilla ventilata, un’argilla verde fine e impalpabile a granulometria molto regolare. Grazie al suo elevato potere assorbente la si può usare nel trattamento locale di acne e foruncoli in generale, sfruttandone le proprietà disinfettanti e ricostruttive dei tessuti lesi. Allo stesso modo la si può usare per cospargere piaghe, ulcere, eczemi. Può essere usata come polvere rinfrescante e come medicamento in tutti i casi di arrossamento ( particolarmente in quello dei neonati, al posto di talco o altre polveri).
La frizione d’argilla: L’acqua argillosa viene passata energicamente su alcune parti del corpo, per aumentare il calore nei casi di reumatismi, artriti, dolori articolari, sciatica o anchilosi (patologie vata).
Unguenti d’argilla: Ascessi, foruncoli, geloni, gonfiori, verruche, macchie e rossori possono essere agevolmente curati, cioè fatti maturare con impacchi di unguento d’argilla in polvere. Molto buono a scopo disinfettatnte è anche l’impasto che si prepara aggiungendo ad una soluzione satura calda di sale marino la quantità di argilla in polvere per preparare una pappa solida. Applicare questo impasto sulla parte e lasciarlo agire per tutto il giorno, cambiandolo almeno due volte. Quando apparirà il pus, passare a cataplasmi freddi di sola argilla.
Tamponi d’argilla: Per problemi della pelle ben localizzati, preparare una pappa di molto solida di acqua e argilla, farne una palla, avvolgerla in una garza ed applicarla per due ore sulla parte interessata.
Il “sonno” d’argilla: Il paziente viene fatto distendere nudo su un letto d’argilla ben pulito, aereato, spesso e coperto abbondantemente da coltri di lana: il sonno che lo coglierà sarà veramente ristoratore! E’ una pratica difficile da realizzare in casa, ma che forse si potrebbe fare in giardino o su una spiaggia all’aperto, riposando nudi sulla terra per qualche quarto d’ora, per scaricare ogni tensione.
Roberto Boschini
Maestro di Yoga e Massaggio Ayurvedico.
Presso il “Centro Yoga Il piccolo Amrit” a Martina Franca

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