I Cinesi erano attenti osservatori della natura e dei suoi fenomeni, anche negli aspetti più sottili e nascosti da cui erano capaci di cogliere profondi insegnamenti; sapevano essere in sintonia con essa, seguendone e rispettandone i ritmi, senza contrastarla né porsi in conflitto, ma, soprattutto, di ogni fenomeno indagato, uomo compreso, consideravano la totalità degli aspetti in una visione globale e unificante, diremo oggi”olistica”.
Questo modo di pensare e poi di conseguenza di affrontare la vita, rivela la sua matrice Taoista, quella corrente filosofica di pensiero il cui obbiettivo primario era l‘osservazione della natura e delle sue leggi per adeguarvisi, anziché cercare di piegarle alle proprie esigenze, fluendo così in sintonia con esse secondo il noto principio etico della “non azione”, poiché l’intervento umano non è in grado di mutare il corso naturale degli eventi e, se tenta di farlo, finisce solo per creare disarmonia.
Sempre secondo il pensiero taoista tutto ciò che accade nell’universo, tutto ciò che si manifesta nel piano macrocosmico, quale espressione del Tao, l’Assoluto indistinto primordiale, si ripete anche su un piano microcosmico dell’uomo, un universo dunque in miniatura composto dagli stessi elementi, mosso dalle stesse energie, soggetto alle stesse leggi che compongono, muovono e governano stelle e pianeti, secondo una visione unificante.
Insieme a queste profonde determinanti influenze Taoiste, anche il Confucianesimo e il Buddismo costituirono dei significativi apporti per il pensiero e la cultura cinese, il primo per il notevole tentativo di dare un preciso ordinamento alla struttura sociale, sollecitando anche l’intervento attivo degli individui nella società, il secondo per il costante richiamo meditativo alla pratica del “vuoto interiore”.
La medicina cinese è dunque una medicina Globale, infatti considera l’uomo nella totalità degli aspetti che lo compongono in una visione davvero unitaria, senza suddividere, parcellizzare e indagare le singole parti fine a se stesse, come fa la specializzazione della nostra medicina, ma riconducendo sempre tutto all’unità: unità funzionale dei vari organi, unità inscindibile del corpo con la psiche, unità nell’equilibrio intimo e profondo delle forze che lo animano, così che il problema a carico di un organo riguarda tutto l’individuo e non si deve curare solo la malattia, ma il malato nella sua interezza, non si deve prestare attenzione al sintomo, ma all’uomo tutto nell’unità del suo manifestarsi. La globalità della visione cinese riguarda però anche l’unità profonda con cui l’uomo viene considerato rispetto alla natura e alle sue energie, rispetto cioè all’ambiente in cui esso è inserito e vive e che agisce su di lui con la totalità dei suoi aspetti.
“Globale” allora significa anche prendere in considerazione nella cura tutti gli aspetti che alla vita della persona sono correlati, quindi l’alimentazione, il movimento, la casa in cui abita, la meditazione, ecc. La visione è così davvero globale in tutti i sensi e diventa una interessante ricerca ampia ed integrale non solo sull’uomo e sulla sua salute, ma sul mondo intero e la sottile interdipendenza tra tutti i fenomeni.
(... continua)
Roberto Boschini
Maestro di Yoga e Massaggio Ayurvedico.
Presso il “Centro Yoga Il piccolo Amrit” a Martina Franca.
www.ilpiccoloamrit.it

Twitter
Myspace
Slashdot
Furl
Yahoo
Googlize this
Blinklist
Facebook
Wikio
Diggita
Kipapa.cc
Notizieflash
OKnotizie
Segnalo
Ziczac
