Il piacere più intenso che una donna possa provare è dato dalla esperta stimolazione della “perla nera” come chiamavano i saggi del “Tao-Sen,” il nascosto punto erogeno che tutte le donne hanno... il problema sta nel trovarlo. Nel 1944 il Dottor Grafenberg gli diede il nome come lo conosciamo oggi “Punto–G.
Le nostre donne almeno quelle che gravitano nella parte di mondo non islamica, sono splendidamente affrancate dalla sudditanza sessuale, dettata dalle ipocrite convenzioni, che fino a pochi anni addietro costringevano l’altra metà del cielo a mascherare la naturale ricerca dell’intenso piacere fisico.
Questo avveniva soprattutto per paura del maschio dominante, che le giudicava predisposte al “puttanesimo” allorché manifestavano la voglia ed il desiderio di conoscere le variegate molteplici appaganti vie, che la meravigliosa sfera della sessualità femminile riserva a tutti coloro che sanno come percorrerle.
Purtroppo in giro ci sono milioni di maschi chi più o meno dotati, ma sicuramente pochi “uomini” Nel senso che è notevolmente difficile trovare negli esponenti del cosiddetto “sesso forte”, coloro che davvero conoscono l’arte di soddisfare con rispetto e dedizione le loro compagne. Questi rari cultori dell’eros, le amano con forza e tenerezza conducendole a scoprire il vero intenso piacere, che porta le donne fortunate a vedere un caleidoscopio di tinte variegate, donando loro le inebrianti sensazioni che fanno vibrare tutto il corpo mentre esplodono nella testa fuochi d’artificio susseguenti, squassanti, coloratissimi.
Il punto G sembra essere più o meno sensibile a seconda del tipo di donna. Il suo potenziale erotico ha bisogno però di essere stimolato. Una volta localizzato, il misterioso punto erogeno permette di accedere ad un piacere più intenso notevolmente più lungo e voluttuoso rispetto a quello clitorideo. Vi chiederete: ma dove si trova? Il misterioso punto G è situato sulla parete anteriore della vagina dietro l’osso pubico. In generale è a metà strada tra l’ingresso e la parte posteriore della vagina stessa. Ossia a circa quattro centimetri dall’entrata.
Ogni donna però è unica, ed il punto G può trovarsi proprio all’ingresso oppure in fondo alla vagina è importante localizzare con certezza questa zona erogena. Per riuscirci basta inserire un dito leggermente incurvato verso il ventre nel canale vaginale. Dopo circa quattro cm si percepisce che la pelle è meno liscia o addirittura rugosa. Sfregando per un po’ questo punto la parte inizierà a gonfiarsi ed indurirsi dato l’afflusso del sangue. A seconda delle donne la stimolazione può essere piacevole subito o diventarla con il giusto tempo e ritmo.
Il punto G diventa molto più sensibile se prima si stimola anche il “Clitoride”, qualora il partner sia inesperto, bisogna guidalo verso il punto G. Esso deve essere stimolato in modo più intenso e prolungato rispetto al clitoride con movimenti circolari o di va e vieni se si possiede un “Sex-Toy”, meglio se ricurvo, che permetta la doppia stimolazione dei due punti erogeni. Esistono delle “posizioni” particolarmente favorevoli per raggiungere orgasmi plurimi e susseguenti, come ad esempio la penetrazione posteriore, che permette all’uomo di raggiungere facilmente la parete anteriore della vagina, oppure la posizione dell’amazzone che consiste nel cavalcare il partner dirigendo il movimento e la direzione del “pene”. Importante è inclinare la schiena all’indietro.
Ad un certo punto lei ti guarderà imbarazzata e ti dirà di avvertire una strana sensazione come un leggero stimolo a fare “pipi”, non smettere dannato imbecille. Poichè dopo pochi secondi la “Perla-nera” esploderà dando alla tua compagna di giochi amorosi, nuove appaganti, intense sensazioni.
Colonnello 179 Marco Colombini

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