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Occupay. Perché fanno tanta paura

Mariano Leone Opinione - Opinione
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guerriglia

Giuro che avevo previsto che le dimostrazioni di Roma avrebbero avuto l’evoluzione violenta alla quale abbiamo assistito.
Indipendentemente dalla responsabilità delle violenze, il dibattito e l’interesse si è spostato dalle ragioni della protesta del movimento ai problemi di sicurezza. Perché fanno paura le ragioni della protesta?
La rozzezza dei propositi dei manifestanti (non paghiamo il debito, vogliamo la democrazia diretta ecc.) non può far paura, fanno paura le domande che pongono. Perché esiste questa distribuzione della ricchezza così iniqua, perché la gestione del futuro è stata demandata ad una classe politica complice con il sistema finanziario. Messe così sembrano domande inoffensive per qualsiasi sistema economico politico. Ma per quale motivo la reazione in Italia e negli Stati Uniti  ha visto il dispiegarsi di energie politiche di notevole consistenza?
Parliamo prima della reazione negli USA e poi fare un breve riferimento all’Italia.    
In America i Tea Party che numericamente hanno raccolto adesioni in numero notevolmente maggiore a quello degli Occupy non hanno provocato le reazioni che i ragazzi che occupavano Wall Street hanno generato nella classe finanziaria e politica del paese.
Esiste una diversità di reazione del potere politico ai due fenomeni che vedono i Tea Party numericamente più consistenti e con un programma apparentemente più radicale e gli occupay
circoscritti ad un numero limitato.
Il programma dei Tea Party: non pagare le tasse, eliminare il ruolo dello stato mi sembra decisamente rivoluzionario e con una capacità di deflagrazione del potere costituito maggiore che non le istanze generiche dei giovani Occupy.
I Tea Party sono considerati dal potere politico predominante come velleitari nella loro richiesta di abolizioni della tasse e di un ridotto ruolo dello stato.
Sono già digeriti in quanto presenti nella tradizione del liberismo americano.
Questa vocazione contro lo stato non è nuova. Ma questa vocazione libertaria è storicamente contraddetta nella pratica politica americana e queste contraddizioni sono  insite nella stessa definizione di liberismo.
Per cui mentre vengono proclamate viene accettato di fatto che il salvataggio delle banche avvenga con risorse federali e gravi sulle spalle di tutti i cittadini americani attraverso le odiate tasse.
Obama per una, peraltro timida, contestazione al comportamento dei banchieri e per la legge Wolker che voleva impedire che le stesse banche che avevano avuto gli aiuti federali riprendessero le loro attività speculative, è stato accusato di essere socialista, comunista ed infine non americano.
Antiamericani sono stati definiti anche i ragazzi che hanno occupato la piazza di Wall Street.
Una candidata al senato americano Elizabeth Warren che ritiene di dover riformare il sistema finanziario americano è stata definita una parassita.
Tutto il sistema finanziario e politico repubblicano ha promosso contro di lei una campagna di denigrazione con argomenti patriottici.
Questa campagna sproporzionata per violenza e dispiego di mezzi, rispetto all’esigua consistenza numerica dei contestatori o alla inconsistenza di forza politica di una semplice candidata al senato americano deve avere motivazioni profonde.
Chi replica alle contestazioni non sono gli industriali americani, non sono gli Steve Jobs, non sono coloro che possono accampare un merito di impresa.
Chi tenta di delegittimare l’oscura candidata al senato o i ragazzi di Occupy sono coloro che non hanno argomenti per giustificare la loro ricchezza. La loro ricchezza è nata da una situazione di privilegio come di privilegio e il trattamento fiscale delle loro ricchezze.
Non temono il numero di queste contestazioni ma temono la qualità delle domande.
Perché devono decidere i poteri finanziari la politica economica  del paese? Perché il potere politico è intimamente connesso a questo potere? Perché la ricchezza si è trasferita a loro? Chi decide le guerre Tornando all’Italia l’operazioni di annichilimento delle proteste dei manifestanti ha le stesse finalità. Sottrarsi alle stesse domande indipendentemente dal numero che i dimostranti possono mettere in campo.
Perchè il merito è stato cancellato da molti aspetti della vita civile ed economica del paese?
Le aziende che fanno più profitti sono quelle  che beneficiano di concessioni statali (Energia, Autostrade, Televisioni,Telefonia ecc).
Gli imprenditori che mettono denaro proprio nell’impresa vengono penalizzati rispetto a quelli che usano il denaro che una consorteria di pochi nomi dispone attraverso banche ed assicurazioni.
Questa consorteria gestisce risorse non sue come proprie con i risultati ai quali assistiamo (Cirio, Parmalat). Le carriere universitarie sono nella disponibilità di un sistema familiare che impedirà per i prossimi venti anni l’accesso alla carriera universitaria a tutti quelli fuori dalla famiglia, la classe politica è sempre la stessa da venti anni ad accumula benefici economici e sociali, la stessa classe politica si perpetua attraverso i figli ed i parenti. La borsa italiana è nana ed è gestita da poche famiglie finanziarie, le banche ed assicurazioni sono di fatto governate da un trentina di persone che si scambiano le cariche amministrative. Il sistema ha costituito una classe di funzionari a tutti i livelli sia centrali che periferici sulla base di clientele, questa classe rimarrà per altri venti anni  anche quando cadrà questo indirizzo politico. Allora  non so  più  dire cosa è più violento. Un estintore lanciato contro una camionetta o questo sistema creato per i privilegi di pochi a scapito dei più.   

 


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Autore di questo articolo: Mariano Leone

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