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Piccoli bulli crescono: il 41% delle vittime alle elementari, il 22% alle medie

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"Bullismo e dintorni', ovvero il bullismo nelle scuole, pubbliche e private cattoliche, elementari e medie. Scopriamo così che alla domanda 'cosa ti piace meno della scuola?', quasi la metà dei ragazzi, il 42,3%, risponde: il comportamento di alcuni compagni. Nel dettaglio, si dicono vittime di episodi di bullismo oltre 4 bambini su 10 alle elementari e il 22,4% alle medie, percentuali che salgono nel caso di studenti stranieri. Questa è la fotografia scattata da una ricerca condotta nella Capitale.

L'università Salesiana, ha ascoltato 1.661 studenti di diverse scuole per una ricerca sulle manifestazioni aggressive dichiarabili come atti di bullismo. Dei 1.661 intervistati, 844 maschi e 806 femmine; 717 gli intervistati iscritti ad un istituto pubblico, 944 ad uno privato. Le fasce di età prese in considerazione sono 8-10 anni per le scuole medie, 11-14 per le scuole superiori. Solo 110 studenti, dei 1.661 intervistati, dichiarano di essere stranieri e rappresentano il 7,1% degli alunni di scuola elementare e il 6,2% di quelli iscritti alla scuola media. Gli intervistati sono stati 424 alunni di sesso maschile e 407 di sesso femminile, iscritti alle scuole elementari statali e private cattoliche. Cinquantanove sono stranieri di cui quarantotto iscritti alla scuola statale e 11 ad una scuola privata cattolica.

 

Dallo studio emerge che il 45,9% dei bambini va a scuola abbastanza volentieri, soprattutto i maschi. Solo l'11% risponde poco volentieri. Andare a scuola e' stimolante soprattutto perche' e' bello stare con gli amici per il 36% degli intervistati, mentre il 22,9% risponde "perche' si ha l'occasione di imparare tante cose". Ma alla domanda 'cosa ti piace meno della scuola', quasi la metà degli intervistati, il 42,3%, risponde: il 'comportamento di alcuni compagni'. Scindendo il dato nelle differenze di genere, scopriamo che il 52% e' di sesso femminile, mentre il 33,3% di sesso maschile. Approfondendo la questione, si scopre che al 22,6% dei bambini non gradisce i pettegolezzi (il 23,3% femmine e il 22,9% maschi), mentre il 20,5% non sopporta alcune manifestazioni violente come gli spintoni (22,4% femmine e il 18,9% maschi). Una media del 15,6% fra maschi e femmine viene infastidita dal turpiloquio. A fare le spese di un certo accanimento comportamentale sono i bambini stranieri: quasi il 52,5% degli intervistati denuncia dei comportamenti molesti dei propri compagni. Passando a scandagliare la natura delle prepotenze si riscontra come l'83,2% (equamente distribuito fra maschi e femmine) e' stato testimone o e' venuto a conoscenza di atti di violenza verbale, il 74,7% di esclusione (il 71,2% dei maschi e il 78,1% delle femmine), il 67,2% di violenza fisica (il 69,6% dei maschi e, sorprendentemente, il 64,9% delle femmine intervistate), e il 60% di danni o furti. Tutto questo testimonia una forte percezione fra i piu' piccoli del fenomeno bullismo. Analizzando nello specifico i dati relativi alla domanda sulle percezioni delle prepotenze di tipo verbale, risulta che le forme più ricorrenti sono le prese in giro (45,4% degli intervistati ), il turpiloquio (25,7%), gli insulti (20,1%). Il 40,8% degli intervistati afferma di aver visto alcuni compagni prendere a calci altri bambini, mentre il 35,8% ha visto volare schiaffi nei confronti di bambini piu' indifesi. Nel 39,5% dei casi di violenza fisica è un maestro che interviene. Solo il 19,9% degli intervistati ha visto un compagno intervenire per difendere la vittima. Questi dati sono sostanzialmente sovrapponibili fra le realtà scolastiche statali e quelle cattoliche. Alla domanda 'sei stato vittima di bullismo', il 41,6% dei bambini ha risposto 'spesso', solo il 9,9% degli intervistati dichiara di essere stato 'spesso' attore di atti di bullismo, a fronte di un 50,9% che ha riferito di aver compiuto atti di bullismo raramente. Scindendo il dato per genere, si rileva che il 67,5% sono i bulli maschi e il 32,5% le bulle femmine. Fra i maschi vige in bullismo più diretto, come ad esempio il fare male (20,8% maschi; 14,6% femmine). Viceversa fra le femmine il bullismo si esprime in forme indirette, come ad esempio l'esclusione (22,5% maschi; 31,6% femmine) e le prese in giro (28,9% maschi; 35,5% femmine). Il 49,2% dei bambini stranieri, ovvero 29 su 59, è stato vittima di bullismo, mentre solo 8 su 59, ovvero il 13,6%, si sono definiti bulli. Nel loro caso osserviamo come le prepotenze subite siano maggiormente gli insulti (35,6% dei casi), l'esclusione (il 25% dei casi) e le prese in giro (il 23,8% dei casi). Le differenze culturali implicano che il 42,4% dei bambini stranieri sia stato oggetto più o meno frequente di dispetti, rispetto ai 27,2 punti percentuali riscontrati negli intervistati italiani. Non e' eccessiva la differenza di vittime del bullismo fra le scuole elementari statali e quelle private cattoliche: su 397 bambini iscritti in istituti statali, 186 hanno dichiarato di essere stati "spesso" vittime di bullismo (il 46,9% dei casi). Mentre su 438 iscritti in scuole private cattoliche, 161 hanno dichiarato di aver subito con frequenza atti di bullismo (il 36,8% dei casi). Mentre ci sono piu' bulli nelle scuole statali (50 su 397, ovvero il 12,6% dei casi), rispetto alle scuole private cattoliche (33 su 438, ovvero il 7,5% dei casi).
Su tale questione, il 41,8% degli intervistati dice di aver subito insulti, il 39,7% afferma di aver subito menzogne sul proprio conto, ed il 32,3% lamenta prese in giro. Le prepotenze vengono perpetrate da una persona sola nel 39,5% dei casi, da un piccolo gruppo (2/3 persone) nel 31,4% dei casi. Gli atti di bullismo avvengono, in genere, nei luoghi non sorvegliati dagli adulti. La "ricreazione" e' nel 64,4% dei casi il contesto spazio/temporale in cui le giovani vittime subiscono prepotenze. Nel 22,8% il luogo è la palestra, o nel 21,9% dei casi, il cosi' detto "cambio ora", ovvero lo spazio di tempo che intercorre dall'uscita di un maestro dalla classe all'arrivo del docente dell'ora successiva. Un dato rassicurante e' che il 52,5% degli intervistati, nega di aver visto complicita' fra i compagni e i "carnefici". Piuttosto il 51,5% dei bambini non rimane indifferente agli atti di violenza.
Un dato giudicato interessante e' che il 56,3% dei ragazzi intervistati e' abbastanza soddisfatto del proprio fisico (83,8% maschi e 75,2% le femmine), ed una percentuale di 85,8 punti ingloba i ragazzi che si descrivono come "gradevoli". Altro dato da far emergere e' che il 60,3% dei preadolescenti che hanno risposto al questionario, si definisce "uguale agli altri", come a dimostrare una sostanziale positivita' nel sentirsi omologati al gruppo. Il 23% vorrebbe essere piu' magro (13,8% maschi e 32,6% femmine) a fronte di un 16,9% che preferirebbe essere piu' alto (16,2% maschi e 17,5% femmine). "Aperto" e "testardo", rispettivamente con una frequenza del 41,9% il primo (40,2% maschi e 40,2% femmine) e 33.9% il secondo (34,5% maschi e 33,8% le femmine), sono gli aggettivi che meglio descrivono i ragazzi intervistati. Il 29,4% si definisce "timido" (24,5% i maschi e 34,6% le femmine).
Il 38,1% dei ragazzi che frequentano le scuole medie si trovano abbastanza bene con i compagni di classe, mentre il 63% dichiara un sostanziale benessere nella convivenza con gli altri colleghi della scuola. Sono "amici con cui divertirsi" quelli incontrati a scuola per il 70,9% dei ragazzi maschi intervistati e il 42% delle femmine. Altro dato rilevante e' che il 18,9% dichiara che "quasi sempre" chi assiste ad atti di bullismo ride e si diverte, "facendo il tifo" per il bullo. Della serie piccoli bulli crescono.
 

 


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Autore di questo articolo: Benedetta Maffia

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