“Mangiare è un atto agricolo e produrre è un atto gastronomico” si legge sul sito web di Terra Madre. Il cibo è cultura, politica, socialità, sviluppo. Il film-documentario “Terra Madre” di Ermanno Olmi mostra un contadino veneto che per quarant’anni continua a zappare la sua terra nonostante l’industria agroalimentare abbia invaso il pianeta e avvelenato terre e acque. “Quest’uomo ha vissuto la corruzione della nostra terra come un atto sacrilego e ha posto in salvo il suo piccolo mondo”. I popoli andini chiamano la Terra Pachamama, che significa “madre tempo-spazio”, eterna, cosmica ed unica nell' incredibile vastità dell’universo. È tutto qui il sapere, è questa la rivelazione: il futuro è nel passato.
“Non ereditiamo il mondo dai nostri padri, ma lo prendiamo in prestito dai nostri figli” dice un proverbio pellerossa e poiché noi siamo in questo mondo ma non siamo di questo mondo è meglio prenderci cura della Terra per restituirla integra ai nostri discendenti. Dal modello “global” è necessario transitare al modello “glocal”. Divenire i giardinieri del nostro pezzetto di mondo. I popoli indigeni lo sanno da secoli.
A dicembre si celebra il Terra Madre Day. Appuntamenti sparsi nei cinque continenti e centrati su otto temi sviluppati da gruppi di lavoro guidati dai grandi nomi della battaglia “green”: Wolfgang Sachs, Jeremy Rifkin, Serge Latouche, Fritjof Capra, Marcello Buiatti, Vandana Shiva e Carlo Petrini di Slow Food. Biodiversità ed ecosistemi, energie rinnovabili, sovranità alimentare, politiche ed educazione sostenibili, cinquecento eventi globali per lanciare un appello per la salvaguardia delle radici comuni dei popoli della terra, della ricchezza della biodiversità. La giornata segue di pochi mesi l’enorme successo dell’ONU del cibo, il Salone del Gusto e Terra Madre 2010, alla quarta edizione torinese organizzata da Slow Food. Settemila persone per 162 paesi del mondo. La visione condivisa da contadini, pescatori, allevatori, distributori, cuochi e consumatori della filosofia slow è di tipo olistico: contribuire ad un modello di sviluppo “modernamente” antico, rispettoso dell’ambiente, della cultura popolare, fatto di comunità in rete che dialogano anche con scienza e tecnica. Un progredire intelligente che è anche un ritorno ad una agricoltura biodiversa, non intensiva,senza fertilizzanti in netta opposizione alla distruzione dei terreni fertili e alla intossicazione scriteriata del pianeta. Vandana Shiva, fisica e attivista verde, vent’anni fa salvò dalla omologazione industriale i semi di molte piante in via di estinzione dando vita ad una fattoria in India oggi modello di sostenibilità agroalimentare. Un tempo c’erano 80mila piante commestibili mentre oggi non vi sono che otto coltivazioni, soprattutto mais, soia, riso e frumento, tutte nelle mani delle grandi aziende multinazionali. Il cibo sostenibile è fortemente legato al territorio per cultura e per storia, è a chilometri zero e si avvale di tutti coloro che custodiscono tradizioni, saperi. È in guerra con il junk food e i prodotti della grande industria alimentare di massa. Secondo la FAO vi sono più di un miliardo di affamati nel mondo, un sesto della popolazione del pianeta, nell’Italia della crisi invece, finiscono nella spazzatura 4.000 tonnellate di alimenti e in America l’obesità infantile raggiunge il 30 per cento. “Il corpo obeso del bambino occidentale e lo scheletro di quello africano sono il prodotto dello stesso sistema alimentare, entrambi possono essere evitati”, Vandana Shiva denuncia un modello di sviluppo nevrotico nel quale contano più i profitti che gli esseri umani.
Il Terra Madre Day sostiene il progetto Mille Orti in Africa. Con il contributo di ognuno sarà possibile avviare orti scolastici e comunitari in tutti i paesi africani, coltivati con tecniche sostenibili privilegiando le varietà locali.
Che il mangiar sano pulito e giusto sia la strada del futuro lo conferma pure il successo strepitoso avuto in America di Eataly, il tempio dell’eccellenza gastronomica italiana nel cuore di New York all’angolo tra la Quinta Strada e la 23esima che libererà gli americani dall’incubo della mala-alimentazione e dal Frankenstein-food degli Ogm. Dalle “uova delle galline felici” alle mozzarelle di Andria prodotte in tempo reale, dalla natura alla tavola, il mangiar sano è un atto politico. Eataly è vetrina di alta cultura, difesa dell’ambiente e della salute del cittadino e promozione turistica. Benvenuto allora Terra Madre Day, un passo in più verso la decolonizzazione del pensiero, un altro degli anticorpi teso a risanare le malattie di questo pianeta.

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