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Videogames che passione

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videogamePlaystation, psp, xbox, nintendo. Ormai le consolle vanno di moda e in certi casi rischiano di diventare un vero e proprio problema.
Che fine hanno fatto i tempi in cui non si vedeva l’ora di terminare i compiti per correre in strada e giocare con gli amici? Oggi i ragazzi preferiscono “Fifa” o “Pro Evolution” ad una partitella con amici in una villetta del paese. Si riuniscono nelle case per passare il tempo davanti a queste diaboliche consolle che sotto certi aspetti stimolano in parte il cervello ma che rischiano di creare dipendenza.
A Genova, un ragazzo di 13 anni si rifiutava di mangiare e di andare a scuola per non interrompere i videogiochi di guerra. La madre si è rivolta ai carabinieri che hanno ritenuto opportuno ritirare consolle e giochi.

Prima di giungere a questo gesto estremo, la mamma ha provato a persuaderlo in tanti modi, facendosi aiutare anche dai familiari ma i risultati non sono mai stati positivi, anzi, questi atteggiamenti scatenavano delle reazioni nervose e violente da parte del tredicenne.
Molto spesso si è parlato degli atteggiamenti che certe persone assumono dopo un lungo periodo passato davanti alla consolle e ovviamente molti sono contrari ai giochi di guerra o di violenza che quotidianamente si trovano nei vari negozi di videogames.
Per non parlare del problema della sedentarietà e del poco movimento che i ragazzi fanno, accantonando anche attività sportive che potrebbero servire a livello fisico e relazionale.
A contrastare quest’immagine della sedentarietà ci ha pensato però la Nintendo che con la Wii ha avvicinato alle consolle anche persone adulte.
Ed effettivamente possiamo spezzare una lancia a favore di questo tipo di consolle. I ragazzi si riuniscono per sfidarsi in gare che coinvolgono anche il corpo. Certo non sarà come correre in un campo di calcetto o nuotare in una piscina olimpionica ma il coinvolgimento risulta essere ben diverso rispetto alle altre consolle.
C’è comunque da constatare questo grande boom delle vendite che è anche accompagnato da tanta pubblicità. "I videogiochi – racconta Federico Clonfero, di Rockstar Games – sono accompagnati su internet da forti attese. Ci sono riviste di settore online, forum che anticipano il gioco pubblicando immagini del gioco, anche solo semplici schizzi. E il tutto a parecchi mesi di distanza dall'uscita del titolo".
Negli ultimi tempi, i videogames  sono diventati oggetto di indagine, tra studiosi che li ritengono una delle forme di narrazione contemporanea più intrigante, e ludologi che prediligono puntare sulla loro intima essenza di giochi.
 

 


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Marco Fiorentino collabora con noi da Mercoledì 04 Novembre 2009.

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