Riscuotere le tasse attraverso la bolletta della luce è una estorsione: “se vuoi la luce devi pagare adesso e qui quello che voglio io”. Questo è il diktat semplicissimo del nuovo dittatore democratico; senza alcun criterio equitativo né considerazione per le necessità dei contribuenti si impone quel che i politici credono essere utile al mantenimento dello statu quo. “Se vuoi evitare il baratro e quindi se vuoi lasciare le cose come stanno” (cioè con questa casta al potere) “devi pagare e siccome qualcuno potrebbe fare il furbo ed evadere ricorriamo alla estorsione” che così viene rappresentata come cosa buona perché utile a non cadere nell’abisso cioè a lasciare le cose come stanno con questi politici al potere.
Nessuno che ricordi che la gente non ha nessuna responsabilità per gli ammanchi; nessuno che si chieda se veramente il baratro (cioè l’uscita dall’euro) è veramente peggio di quel che ci sta capitando; nessuno che indichi una strada diversa -quasi che non possa esistere!- perché anche i media sono perfettamente allineati ai potenti.
Che fa la gente di fronte a tanto scempio di democrazia? Può protestare, anche più volte, anche rumorosamente, ma se tutti quelli che si avvicendano al potere non fanno che volere la stessa cosa (vedi il caso italiano: dove destra e sinistra vogliono entrambe l’aumento delle tasse), ci si arrende. Per morire.
Questa è la partita che si sta giocando in Grecia dove vogliono riscuotere la patrimoniale attraverso la bolletta della luce: c’è lo scontro tra una concezione centralista, brutale, teutonica che ha imposto alla Grecia di prendere i soldi dalla gente, -qui e subito, senza se o ma- e la concezione mediterranea che è molto diversa (che, noi mediterranei, riteniamo più civile). Sistema, quello tedesco, che già al proprio interno ha prodotto una popolazione avvezza e rassegnata a seguire in maniera precisa (appunto, proverbialmente, teutonica) i diktat del centro. Diktat necessari a garantire ai ricchi di rimanere tali mentre qualche milione di disoccupati rimangono anch’essi, tali.
Dispiace contraddire gli amici tedeschi, ma questo sistema e questa cultura non è condiviso dai mediterranei: sarà che non ci si arricchisce, ma noi vogliamo essere più liberi e meno servi di quel che servirebbe per essere ricchi e potenti à la tedesca.
Finchè stare in Maastricht comportava mettere una firma su un pezzo di carta, poteva andare, e l’abbiamo accettato di buon grado; gli ideali che hanno portato a Maastricht: quello della fratellanza europea, quell’altro dell’Europa che ci paga una porzione dei nostri debiti, dell’euro che ci avrebbe arricchiti tutti e di un lungo periodo senza guerre in Europa, andavano bene e l’abbiamo abbracciato volentieri; ma quando questo sistema è divenuto fallimentare e si sta trasformando in una camicia di forza e una trasformazione culturale nella quale i mediterranei devono comportarsi da tedeschi, allora non va più bene.
Va detto chiaro e forte che non c’è niente di più forte della cultura, non quella mnemonica che si apprende dai libri o nelle scuole, ma quella con la quale si nasce, che scorre nelle vene, fatta di idealità ereditate, di modelli di vita antichi, di costumi e socialità consolidate, di certezze ataviche, di modi di lavorare e produrre che fanno oggi continuare a vivere attraverso le nostre opere, i nostri cari,... per queste cose ci si immola e si diventa martiri. Questa cultura, che è la forza più grande di ogni altra, oggi si contrappone alla crescita del potere politico in Europa e in Grecia a scapito della gente; una forza che vuole che il proprio spazio non venga ristretto per pagare i debiti fatti da altri per altrui scopi.
Ai nostri simpatici amici germanici diciamo chiaramente: convincetevi una volta per tutte, non saremo mai tedeschi.
Cosa farà la piazza di Atene? Si arrenderà alle imposizioni tedesche portando con se nell’abiura della propria cultura il resto del Mediterraneo? Si stancherà di protestare per attendere la lenta morte per inedia? Oppure terrà duro e manderà a farsi benedire trattati ed euro; gridando che il modo tedesco di governare non è migliore di quello che abbiamo ereditato da tremila anni di Storia anche se siamo stati per tremila anni senza Pil, tassi, rating, convergenze, ecc ecc.? è meglio l’apparente caos delle città mediterranee o l’ordine silenzioso di quelle tedesche?
Entrambi i modelli in questo momento producono disoccupati e sono economicamente e socialmente bloccati; nessuno dei due ha dimostrato di essere il migliore, quindi conviene che ognuno si tenga il suo se no finiamo con il comprare faustianamente e con soldi veri e propri, un po’ dell’anima di qualcun altro. E alla lunga il diavolo non vince.

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