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Guerra in Libia: sangue e petrolio

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guerra_civileIn questa progressiva disamina dell’andamento della guerra di Libia: vuoi per la conoscenza dell’andazzo ritrito, concernente il solito iter operativo dei “Papaveri” occidentali, con e senza galloni, che continuano imperterriti a fare gli stessi errori costati carissimo a molti popoli, vuoi per una certa intuitività, sono riuscito ad anticipare gli accadimenti effettivamente verificatisi durante la sudicia guerra in corso nella terra del Rais Muhammad Gheddafì.

Come puntualizzato nelle precedenti disincantate analisi scritte con un tantinello di amara ironia la Coalizione guidata ora dalla NATO, è incappata esattamente nella trappola che avevamo ipotizzato. il Rais capendo che dal cielo pioveva un po’ troppo, specialmente “bombe”, ha messo velocemente in azione i suoi contractors di  elite, infiltrandoli in tutte le città riconquistate a suon di cannonate ai “Peones del deserto” meglio conosciuti col nome di Ribelli.

Questi mercenari non sono i feroci “caproni” pagati 30 dollari al giorno provenienti dalla Sierra-Leone e via cantando, specialisti nella pratica da loro definita con un macabro “eufemismo” - maniche corte o maniche lunghe? Domanda generica che veniva posta sghignazzando - Poi a seconda della risposta data dall’aguzzino di turno, tagliavano con un machete i polsi o le braccia al disopra dei gomiti.
I veri Contractors si chiamano così in gergo perché firmano un contratto a paga giornaliera esigibile mensilmente. Nel caso del conflitto Libico la paga prevede 300 dollari “Day” quando il mercenario è in Stand-By, che salgono a 500 in caso di ingaggio armato con il nemico da contrarre al momento. Questi sono dei veri e propri soldati di ventura super addestrati tra cui molti ex veterani di cruente campagne militari,  provenienti dagli eserciti di mezzo mondo.

La Coalizione è stata costretta ad ammettere ufficialmente la presenza dei reparti speciali della CIA e dei Delta-Force. il compito loro assegnato è una specie di “ultima spiaggia”, devono piazzare dei “Puntatori-Laser”, raggi elettronici che per dirla in breve, agganciano i sistemi direzionali delle cosiddette ”bombe intelligenti” guidandole con chirurgica precisione sul bersaglio con lo scarto al massimo di un metro lineare. Questo risponde a verità. Peccato che chi le sgancia, non dice che un ordigno da 500 Kg. ad alto potenziale fa “tabula rasa” nel raggio di 250 metri. Ciò sta a significare che in un agglomerato urbano forse viene centrato l’obbiettivo strategico ma chi abita nel fulcro dell’esplosione, vecchi, donne, bambini, fanno una misera fine. Queste tragedie ricorrenti vengono chiamate  dagli ipocriti  eufemisticamente   “danni collaterali”.
Vi domanderete: e i cari “cuginetti” Francesi che hanno innescato il “casino” primario cosa fanno? Ovviamente cercano di scaricare la colpa del futuro probabile stato di immobilismo politico, su qualcuno o qualcosa ancora non ben definito. Comunque le gatte da pelare per i Transalpini sono molteplici, la Lega Africana ha già fatto una rapida marcia indietro. I Ribelli sono stati presi a calci in culo dai lealisti di Ghaddafì.che li hanno ricacciati indietro di 300 Km- La Nato  ha messo in un angolo i “mangiarane” con il cappello da “ciuccio”in testa. Il desideratissimo petrolio è ancora nelle mani del Rais. Insomma c’è poco da ridere per gli spocchiosi Galletti made in France.
L’unico vero conquistatore francese, Napoleone, era un Soldato proveniente dai quadri intermedi degli ufficiali “de l’Armee” e come tale era alquanto “Trucido”e poco dedito alla pulizia come quasi tutti coloro che dovevano partecipare a lunghe e logoranti campagne di guerra. L’Imperatore pare gradisse gli afrori e gli odori forti. Le cronache dell’epoca raccontano che inviasse un Ussaro alla moglie Giuseppina con un messaggio chiaro “Je arrive....ne te lave pas” (vengo da te non ti lavare). Inoltre i maligni cronisti del tempo insinuarono che il Bonaparte prediligesse i rapporti che i benpensanti definiscono “contro natura”.... Attenzione Sarkozy.!
L’unione Africana non soddisfatta dall’operato dell’Eliseo potrebbe inviare un messaggero con un esplicito minaccioso dispaccio: “Sarkò ne te lave pas”.

Colonnello 179 - Marco Colombini

 


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Autore di questo articolo: Marco Colombini

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