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Mi si consenta tutto. Considerazioni immorali di un politico imprenditore

Angelo Lo Verme Moda e Tendenze - Satire
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palazzo_chigi

Mi si consenta di combattere questi perfidi comunisti che vogliono toglierci i nostri beni e si vogliono mangiare i nostri bambini. Noi super ricchi dobbiamo resistere, resistere, resistere! Quando eliminammo la tassa di successione, risparmiammo un bel po’ di milioni di Euro alla faccia dei comunisti che ce li vogliono togliere per ridistribuirli più equamente dicono! In culo all’equità, chi è più bravo è anche più ricco! Dicono: ma dipende con quali mezzi! Machiavelli diceva che il fine giustifica i mezzi, e chi sono io per non ascoltare un letterato così autorevole?

E mi si consenta di falsare il bilancio delle mie aziende televisive. Abbiamo già detto che conta il fine no? che è il profitto, e non il mezzo. Più soldi abbiamo e più possiamo dare lavoro, per cui è anche un’azione lodevole falsare i bilanci. Così abbiamo depenalizzato per tutti il falso in bilancio per avere mano libera nella gestione delle nostre amate aziende, in tal modo questa masnada di giudici giustizialisti schierati a sinistra e mentalmente disturbati non ci vengono più a rompere le balle a casa nostra! Liberismo, deregulation, privatizzazione, salari non fissi ma imposti soltanto dalle leggi di mercato, tasse uguali per tutti se proprio devono esserci sono le moderne parole d’ordine, come vaticinava quel gran genio e nobel per l’economia Milton Friedman.

Mi si consenta quindi di evadere le tasse se superano un terzo del reddito! E’ giusto così! Noi super ricchi dobbiamo proteggere i nostri soldi dal fisco iniquo, quando questo ci vuol togliere i nostri sudati risparmi per ridistribuirli ai poveri. In culo ai poveri! Che vadano a lavorare e non pensino ad altro! Ci siamo noi a pensare a tutto. Che cosa vogliono di più? Possono vedere tanti bei programmi d’intrattenimento sulle mie tv e divertirsi senza scervellarsi di niente! Loro devono usare soltanto le braccia e a noi lascino l’uso del cervello. Loro tirino la carretta e noi pensiamo a guidare i cavalli. Così possono fare sport gratis, mantenere sano il loro sistema cardiocircolatorio e non rischiare ictus e infarti. Ah ah ah ah! Che vogliono di più questi miserabili!

Mi si consenta di ricorrere sempre ai decreti legge per bypassare il Parlamento, questa inutile appendice cosiddetta democratica, incapace di decidere in tempi rapidi. In culo la democrazia! Basta uno come me che sa decidere in tempi brevi per risolvere i problemi della gente; ma anche i miei ovviamente, eh eh eh eh! Questo me lo si consenta almeno! Un padre deve pensare ai propri figli ma principalmente a se stesso!

La corte costituzionale, questa palla al piede di noi liberali, ha bocciato il lodo Alfano. La legge deve essere uguale per tutti!, dicono. Parole parole parole! E che mi dite allora di questo accanimento giudiziario nei miei confronti? Nessuno è così perseguitato dalla giustizia come me, e questa sarebbe la legge uguale per tutti?! Avrei corrotto giudici, falsato bilanci, fatto patti con la mafia. In questo modo non mi vogliono lasciare lavorare per il Paese! Ma ho pensato che ho tanti legittimi impedimenti per non recarmi nei tribunali e rispondere alle illazioni di questi folli al servizio della giustizia. In culo alla giustizia! Basta un altro decreto legge per legalizzare il mio legittimo impedimento.

E, per favore, mi si consenta di riformare questa giustizia mal funzionante con l’introduzione del processo breve. I processi in Italia durano troppo ed io ho bisogno di uscire presto dalle mie rogne giudiziarie. Concludiamo i tre gradi di giudizio nel tempo limite di sei anni, così molti miei processi salteranno, alla faccia di queste toghe rosse mentalmente disturbate!
Dicono che salteranno migliaia di processi importanti, e chi se ne frega! Tutti liberi in questa mia Italia liberale! In galera ci vadano i ladri di polli, che non servono a niente in questa società a misura di noi furbi che facciamo progredire la società. Perciò, togliamo questa rottura di palle delle intercettazioni. Non si può nemmeno parlare liberamente con gli amici, con questi curiosoni che devono ascoltare e registrare le nostre conversazioni. Guardoni! Viva la privacy!

Questa razza di giudici rossi si dimentica il bene che ho fatto per esempio alla gente dell’Aquila nel costruirgli tanti alloggi! Naturalmente me ne vanto e voglio farlo sapere incessantemente tramite i miei molteplici mezzi d’informazione. Me lo si consenta! Se uno fa del bene è giusto che tutti lo sappiano. Mi dicono che non è disinteressata la mia voglia di far del bene. Invece non è vero, il mio è il partito dell’amore: io amo la gente, quella che mi vota. Chi non mi vota non ha capito un cazzo della vita! Mi rimproverano che ho speso soldi pubblici per realizzare l’evento in una spettacolare forma mediatica. Ma la politica è innanzitutto visibilità per giungere al cuore della gente che deve votarmi. Per niente i sondaggi parlano del mio 72 % di consensi! I soldi pubblici è lecito spenderli per questo fine: è la democrazia, no? Viva questo tipo di democrazia! La gente mi ama.

Le malelingue poi dicono che in Italia non c’è più libertà di stampa. Ma non è che ogni giornalista può calunniarmi impunemente! E’ giusto che quando lo fa si assuma le proprie responsabilità. Io lo denuncio per diffamazione e gli chiedo risarcimenti milionari, così la prossima volta ci penserà due volte prima di calunniarmi. Dicono che questo tipo di intimidazione sia “autocensura preventiva”. Quanti paroloni dotti sanno inventarsi questi giornalisti di sinistra! E poi dicono che non c’è libertà di stampa. O paroloni tipo “editto bulgaro”. Che ho fatto mai? Mi si consenta che se dei giornalisti fanno un uso criminoso della televisione, io giustamente li faccio cacciare via. Biagi, pace all’anima sua, Luttazzi, Guzzanti, Santoro, mi odiano. L’odio è un peccato ancor prima che un crimine, così, con tanto amore nel cuore, li ho fatti fuori per dargli la possibilità di redimersi; li amerei ancor di più se venissero a lavorare per le mie televisioni! Quanto bene potrebbero fare al mio servizio. Persino Gesù Cristo ha fatto tanto bene ed è salito sulla croce per salvare l’umanità! E io non posso contattare i vertici della RAI per punire e far redimere questi peccatori e assicurargli così il regno dei cieli?! A me poi basta il regno qua in terra, sono troppo modesto per ambire a quello celeste, per ora.

I giudici di Trani volevano indagarmi in un periodo preelettorale solo perché ho parlato al telefono – spioni guardoni voyeur che non siete altro! - con i vertici dell’agcom per concordare la chiusura di Annozero, questa trasmissione a senso unico che mi disturba tanto! Che avrò fatto mai? Questi giudici di sinistra che vogliono dettare l’agenda politica nazionale devono smetterla una volta per tutte di rompermi le balle! 

 


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Angelo Lo Verme collabora con noi da Mercoledì 16 Dicembre 2009.

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