Come per la nazionale di calcio ritengo che tutti gli italiani siano in grado o si ritengono in grado di formare la squadra di governo.
L’ispirazione me l’hanno data Tremonti ed il nostro capo del Governo quando hanno parlato di lotta all’evasione fiscale.
Si proprio loro. Evidentemente nella qualità di esperti del settore sono le persone giuste per azionare una guerra efficace all’evasione. Per cui su questo criterio ho provato a concepire un nuovo consiglio dei Ministri.
Va benissimo Tremonti per la lotta all’evasione. Chi è più esperto di lui per la sua ultradecennale attività professionale. Potrebbe anche farsi aiutare da qualche sottosegretario scelto fra i suoi collaboratori. Potrebbe dare qualche delega al suo sostituto nello studio di consulenza fiscale.
Un ex giovane ufficiale della Guardia di Finanza che durante una ispezione in Mediaset è stato colto da folgorazione ed ha abbandonato la carriera militare per un più gratificante ruolo nello studio di Tremonti. Ma anche l’ultimo collaboratore di Tremonti è degno di un incarico almeno da sottosegretario se la Camera non delibererà per il suo arresto.
Ma anche la lotta alla mafia merita una scelta opportuna. Un Ministero per l’Antimafia.
Come esperto suggerirei Totò Riina.
Per la Pubblica istruzione andrebbe benissimo l’attuale Ministra Gelmini ma l’affiancherei con padroni del CEPU. Un ruolo di sottosegretario spetterebbe comunque di diritto al Trota. La sua esperienza di bocciature alla maturità lo rende un esperto sullo stato della cultura nel nostro sistema scolastico.
Per le Politiche verso l’Immigrazione è scontata la candidatura di Borghezio. Ha le idee chiare e chiaramente espresse in più occasioni.
Ai Lavori Pubblici c’è l’imbarazzo della scelta. Si potrebbe fare riferimento a Penati come candidato recente ma la scelta è vastissima. Non mi preoccupa. La quantità di esperti nel settore è così vasta che non voglio mortificare nessuno. Si potrebbero pescare i candidati da una vastissima platea. Ricordiamoci di assegnare un ruolo, un sottosegretariato al nostro ex responsabile della protezione civile Guido Bertolaso.
Per un Ministero della riforma del diritto societario mi vengono in mente i padroni della Parmalat e della Cirio.
Per un Ministero della Riforma del nostro sistema bancario il riferimento d’obbligo è a Geronzi. Un signore che come fattorino, per i suoi precedenti penali, non l’avrebbe assunto nessuna banca ma come Presidente di istituti finanziari lo abbiamo avuto per decenni.
Un posto a Don Verzè nel Ministero della Sanità dovrà contenderselo con un'altra decina di candidati e vedo difficile la scelta per eccesso di candidati. Da privilegiare quelli che inventavano operazioni fasulle o che prescrivevano protesi inutili.
Per un Ministero degli Esteri va benissimo l’attuale Ministro Frattini. Il suo comportamento durante la crisi con la Libia è emblematico del livello della sua informazione, del suo intuito diplomatico e della alta considerazione che la diplomazia internazionale ha di lui.
Per il Ministero Rapporti con le Regioni e per la Coesione Territoriale (un Ministero che già esiste non lo sto inventando io) ovviamente la scelta è per il nostro Ministro Umberto Bossi.
Per il Ministero della Pari Opportunità, per acclamazione, Patrizia D’Addario.
Esiste un Ministero per la Gioventù per il quale candiderei il nostro attuale Presidente del Consiglio o in alternativa zio Michele da Avetrana.
Potrebbe bastare ma invito i lettori a corroborare con le loro indicazioni il loro ideale Consiglio dei Ministri.

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