Dapprima le bretelle due fasce di tessuto o cuoio, venivano usate solo con ganci esterni ai pantaloni, decisamente una visuale antiestetica certo, ma il problema non sussisteva in quanto le bretelle, venivano accompagnate rigorosamente e quindi coperte dall’immancabile panciotto. Col tempo l’uso del panciotto divenne facoltativo e quindi in disuso anche l’abbinamento. Le bretelle furono messe da parte durante la prima guerra mondiale quando gli uomini per comodità si abituarono all’uso della cintura da divisa che non sostituirono del più del tutto. Considerato da sempre un accessorio maschile, tipico anche dei gangster mafiosi dei film americani, da cui i ‘rude boy’ (i ragazzi grezzi o rudi) giamaicani, ne hanno imitato lo stile tramandandolo agli skinhead, le teste rasate, che le portano anche pendenti per metterle in mostra. In seguito le case di moda, ne hanno create anche per donne. Da filosofo a banchiere da gangster a cowboy, le più simpatiche restano quelle del famoso Steve Urkel.

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