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A che servono gli economisti?

Mariano Leone Opinione - Opinione
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bimbi_cucina

“Mi persuado  ogni giorno di più che  non c’è studio più inutile di quello dell’economia politica (…). Perché  costringere gli studenti a studiare quella roba?”
A scrivere questa affermazione non era uno sprovveduto ma un certo Vilfredo Pareto che di economia ne capiva, tanto da  contrassegnare gli studi economici dell’inizio del secolo scorso.
La domanda è da riproporsi oggi con una nuova formulazione. 
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Corsi e ricorsi storici

acqua

“Gli uomini che non sanno il vero delle cose procurano d’attenersi al certo, perché non potendo soddisfare l’intelletto con la scienza, almeno la volontà riposi sulla coscienza”.
Bieco plagio o citazione? Una dichiarazione sulla monotonia lavorativa, come va di moda adesso?
Oppure, più semplicemente, le nostre serate trascorse in compagnia di Bruno Vespa?
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I Signori degli orizzonti

Giusto per dar seguito alla precedente recensione del libro: “Le crociate viste dagli Arabi”, quest’oggi si vuole continuare nella recensione di un libro che solo in apparenza è uguale ma in realtà ci invita a scoprire l’intimità di un impero che ha dominato e condizionato molto spesso positivamente il mondo per diversi secoli
Quella degli ottomani fu una storia di espansione e declino durata seicento anni. Cominciò ai piedi delle montagne dell'Anatolia, si nutrì delle energie delle zone di frontiera per poi travolgere il potere bizantino e portare alla costruzione di un impero che all'epoca del suo massimo splendore si estendeva dal Danubio al Nilo. L'impero era islamico, ma molti dei suoi sudditi non erano musulmani e nessuno cercava di convertirli. Controllava le più importanti vie commerciali tra Oriente e Occidente, ma non era particolarmente interessato al commercio. Era un impero turco, ma molti dignitari, funzionari e soldati erano slavi dei Balcani. Chi viveva fuori dai suoi confini lo temeva, i popoli che ne facevano parte lo consideravano un miracolo di dinamismo e organizzazione. Prodigioso anche nella decadenza, nonostante la crescente corruzione, l'inconcludenza di alcuni sultani e l'inettitudine dei comandanti militari, smentì per trecento anni continui pronostici di imminente collasso e riuscì comunque a sopravvivere ai suoi più acerrimi nemici: lo zar di Russia e l'imperatore asburgico.

Jason Goodwin accompagna il lettore in un viaggio dilatato nel tempo e nello spazio in cui capitoli narrativi si alternano ad altri dedicati ad aspetti particolari, come il ritmo di vita all'interno dell'impero o il modo in cui gli ottomani combattevano o andavano per mare.
Tanto nominato quanto poco conosciuto, l'Impero ottomano arrivò a estendersi, a partire dalle polverose colline dell'Anatolia, fino all'Arabia, il Danubio, il Mar Nero e il Maghreb. All'interno delle sue frontiere vissero insieme, conservando le proprie principali caratteristiche, popoli di culture molto diverse (greci, albanesi, curdi, tartari, arabi). Popoli che con tutte le loro tradizioni, usanze e credente sfilano in questo libro. Jason Gooclwin racconta con vivida originalità la magnificenza di Solimano il Magnifico, la perfezione della burocrazia ottomana, il terrore che i suoi eserciti provocavano sui nemici, le stravaganze dei giannizzeri e di non pochi sultani, gli intrighi del serraglio, 10 sviluppo di città come Salonicco (importante centro della comunità sefardita), Sarajevo, Belgrado, Ragusa e, naturalmente, Istanbul. Lina completa panoramica storica dei mosaico etnico, culturale e religioso che tu 11 territorio dominato dai "signori degli orizzonti".
La ricostruzione fortemente evocativa di seicento anni di un Impero con pochi uguali nella storia delle civiltà.

 

 

 

Italia dreaming

Eugenio Benetazzo Opinione - Opinione
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abbraccio

Alcune sere fa ho avuto modo di riguardare in vhs una vecchia commedia italiana girata negli Stati Uniti agli inizi degli anni novanta ed intitolata California Dreaming, in cui i vari personaggi, interpretati da noti attori italiani, organizzavano un viaggio coast to coast per visitare, scoprire e conoscere la cultura e la movida americana. Inutile aggiungere che la meta finale doveva essere la tanto desiderata California, lo stato che per eccellenza  allora incarnava tutti i sogni ed aspettative di libertà, divertimento, appagamento e spensieratezza di vita. Sono passati ormai quasi 20 anni da quella pellicola, direi che oggi dovrebbero proporre un remake intitolandolo California Nightmare.
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I numeri della prostituzione in Italia

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Le prostitute in Italia sono circa 50-70 mila, di cui 25.000 immigrate e almeno 2.000 minorenni. Il 65% delle prostitute, pari a circa 30.000  donne, lavora in strada, il 29,1% in albergo. Le altre ricevono i clienti “in privato”.
 

Il 94,2% delle prostitute sono donne, il 5% sono transessuali, lo 0,8% sono travestiti. Il 59% delle prostitute straniere arriva dalla Nigeria, il 14,1% dall'Albania, il 10% dalla ex Jugoslavia, l'8,1% dal Sud America il 3,6% dal Nord Africa.

A fronte di un 12% di prostitute sieropositive, sono l'80% i clienti che chiedono espressamente di avere rapporti senza preservativo e quasi il 45% di essi vengono accontentati. In media il costo di ogni prestazione si aggira attorno ai trenta euro. Il giro d'affari si aggira intorno ai 90 milioni di euro al mese. A cibarsi di questo denaro sono le organizzazioni criminali, gli sfruttatori. Sono una percentuale esigua finisce nelle tasche di chi si prostituisce che, in ogni caso, non gode di alcuna tutela.

 

Le cose non cambiano

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In tutti i quotidiani leggiamo che le borse cadono, lo spread sale e la disoccupazione raggiunge i massimi. Non è una novità! Sono anni che leggiamo la stessa cosa e probabilmente si andrà avanti ancora per molto allo stesso modo; ma i quotidiani continuano a titolare nella stessa maniera.
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La celiachia si può vincere

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Forse non tutti sanno che il numero uno del Ranking Atp di Tennis è celiaco.
Stiamo parlando di Novak Djokovic, nato a Belgrado il 22 maggio 1987, diventato il tennista più forte del mondo in seguito ad una vittoria ai danni di Jo-Wilfried Tsonga, nella semifinale del torneo di Wimbledon 2011.
La sua intolleranza al glutine, ignorata fino agli Australia Open del 2010, ne limitava le prestazioni, costringendolo addirittura ad abbandonare dei match in seguito a vomito e diarrea.
In seguito a delle analisi che confermano la celiachia, Djokovic cambia alimentazione, eliminando pane e pasta a vantaggio di una nutrizione integrale a base di soia e pollo.
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E’ ancora possibile sognare

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Siamo nel 2012. E questa, in linea generale, è una buona notizia. Lo è certamente perché siamo vivi, e di questo non possiamo non essere grati. Ogni anno, ogni mese, ogni giorno ed ogni momento sono risorse disponibili per crescere, per realizzare e per godere. Qualcuno, soprattutto all’interno del panorama finanziario, si attendeva stravolgimenti clamorosi in Italia, in Europa e nel mondo?
Se non ce ne sono ancora stati, a tutt’oggi, di concreti è da considerarsi, altrettanto, una buona notizia. In questo scenario chi è disposto ad acquistare per 500 euro un oggetto che costa (e quindi vale?) pochi centesimi? In realtà dalla seconda metà del 2011 la situazione è apparsa in grande trasformazione. La maggior parte delle persone, professionisti del settore e non, si attendeva la prosecuzione della ripresa avviata nel 2009 e proseguita nel 2010. Si è invece trovata catapultata, nel bel mezzo delle vacanze estive, in uno scenario che ha progressivamente esteso la percezione del pericolo. L’attenzione dei media e della gente comune si è focalizzata sulla finanza, come in ogni bolla speculativa che si rispetti, al rialzo o al ribasso che sia. Il focolaio della crisi è stata l’Italia, o almeno così è parso.
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Chi ha detto che le liberalizzazioni siano la soluzione?

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Ho difficoltà a pensare che il problema dell’Italia sia risolvibile con le cosiddette liberalizzazioni.
O meglio fatele o facciamole ma non cercate di convincerci che sia la soppressione delle regole a risolvere la crisi.
Forse abbiamo bisogno di più regole. Di regole più stringenti. Regole per i comportamenti dei nostri politici, regole per il mercato finanziario, regole per gli amministratori pubblici.
Regole che ridistribuiscano la ricchezza, che preservino le risorse energetiche dalla privatizzazione, che ridistribuiscano i servizi sociali, che diano migliori scuole per tutti, una sanità migliore per tutti. 
Regole che separino gli istituti finanziari dal loro ruolo di banche di investimento e banche di credito ordinario.
Regole che ci preservino dagli scivolamenti. Esemplare il caso del comandante della nave da crociera che ha affermato di essere scivolato nella scialuppa di salvataggio. Poi è scivolato in un taxi ed infine è scivolato in albergo.
Vorremmo regole che impediscano ad un Ministro di scivolare nell’acquisto di una casa pagata da altri o di scivolare in vacanza milionarie pagate da altri o di scivolare nel favorire cognati ed imprenditori amici.
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Asce di Guerra

asce_guerra

Formato: Brossura; Pagine: 462; Lingua: Italiano; Editore: Einaudi
 

Chi l’avrebbe mai detto. Un Italiano ha combattuto in Indocina contro i francesi prima e gli americani dopo.
C'erano anche italiani a combattere i guerriglieri Meo, nel fango e nell'orrore della giungla indocinese. Uscito in prima edizione nel 2000 presso Tropea, viene riproposto il romanzo corale, avventuroso e documentario in cui gli autori raccolti sotto il nome collettivo di Wu Ming e Vitagliano Ravagli fanno rivivere una pagina sanguinosa di storia, cancellata dalla memoria ufficiale. Alla base della ricostruzione, testimonianze dirette, tra cui quelle dello stesso Ravagli.

Sotto la patina pacificata della storia ufficiale, ci sono storie che ancora fanno male. Come quella di Ravagli, il partigiano mancato che va a combattere in Laos a fianco dei guerriglieri comunisti, insieme a un piccolo ma consistente drappello di europei.

Tutti combattenti "invisibili", guardati con sospetto da quelle "formiche rosse" che non capiscono le loro motivazioni. Di fronte, gli indigeni Meo, "bande di ragazzi, quasi bambini, feroci come belve". Molti muoiono, Vitaliano torna. Il suo disagio, la sua storia, aprono una crepa nel presente, si saldano ad altri disagi, altre storie, altre fratture della Storia.
 

 

 

Cresce l’uso e la fiducia nella rete

rete

Che internet abbia rivoluzionato il mondo, è un dato di fatto. Dopo quasi due anni è stato presentato il IX Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione. L’istantanea è quella di un paese diviso in cui gli utenti Internet rappresentano il 53,1% (+6,1% rispetto al 2009) della popolazione. Questo dato però mostra un’ulteriore divisione generazionale e di istruzione l’87,4% degli utenti ha un’età compresa tra 14-29 anni e il 72,2% ha un’istruzione elevata.
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Propensione all’acquisto di beni degli italiani

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La Federazione Moda Italia ha commissionato ad AstraRicerche un monitoraggio sul "sentiment" degli italiani e la loro propensione all'acquisto, con particolare riguardo al settore moda, in questo Natale 2011. L'indagine ha rivelato che il 68% degli italiani ha una percezione negativa della propria situazione socio-economica. Ed in tale situazione, anche il clima di fiducia degli italiani non poteva essere positivo, tant'è che il 61,5% degli intervistati si è dichiarato pessimista riguardo al proprio futuro nel prossimo anno, a fronte di un 38,5% che ritiene che la situazione si manterrà stabile o che ci possa essere un lieve miglioramento. Quindi la maggioranza dei consumatori è preoccupata, depressa, pessimista riguardo al futuro e di certo anche i necessari sacrifici previsti dalla manovra "Salva Italia" non aiuteranno ad incrementarne la fiducia. Si tratta di un trend gravemente preoccupante: basti dire che dopo l'Epifania 2010 i "positivi" ammontavano al 63% contro un attuale 38,5%, con un vero e proprio tracollo dall'inizio del giugno 2011 (quando i soggetti con sentiment positivo erano ancora pari al 55% degli intervistati).
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Iran. Da dove viene la minaccia di una guerra?

Mariano Leone Opinione - Opinione
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guerra

Sappiamo tutto delle manovre e degli esperimenti in Iran sui missili. Sappiamo la loro gittata e sappiamo che potrebbe colpire Israele.Sembra che  l’Iran si sta attrezzando per costruire una o due bombe atomiche.  Non mi fa paura che uno stato si fabbrichi le sue bombe mi fa più paura il fatto che sia partita una campagna mediatica su questo accadimento. Non possiamo non ricordare come è partita la guerra in Iraq.
Sembrava che l’ex alleato degli USA si fosse attrezzato per le più micidiali armi chimiche della storia e avesse dichiarato guerra al mondo intero. Poi abbiamo scoperto che aveva un esercito così scalcagnato che si arrendeva alle telecamere. Da quel pretesto sono passati 10 anni di occupazione militare. Ora le truppe sono state ritirate senza che sia stato spiegato al mondo per quale motivo
è stato invaso un paese sovrano.
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La motivazione degli atti tributari

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Gli atti impositivi adottati dall’Amministrazione finanziaria e dagli altri Enti impositori (Regioni, Province, Comuni, Camere di Commercio e via discorrendo), rappresentano provvedimenti finali a rilevanza esterna e ad esternazione scritta.
A rilevanza esterna in quanto l’atto tributario, di natura recettizia, deve essere portato a conoscenza dell’interessato (id est notificato) in ossequio agli artt. 60 del D.P.R. n. 600/73 e 26 del D.P.R. n. 602/73.
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Al limone, ma non la solita torta

torta_limone

Un dessert fresco ed intrigante da portare in tavola nei giorni di festa o da gustare con le amiche. Si serve freddo. E’ colorato. E’ gustoso. Deve riposare in frigo per almeno dodici ore. Buon appetito.

Ingredienti per torta al limone (dosi per 6 persone):

Per la base: biscotti secchi 250 g; 2 cucchiai di zucchero semolato; burro 100 g 
 Per il ripieno: 3 uova; 1 bustina di gelatina in polvere; zucchero 80 g; 2 limoni; panna 200 ml; 1 limone per decorare 

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Niente più spese quando si fanno pagamenti con carte di credito e debito al distributore

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Dal 01 gennaio 2012 è entrata in vigore la Legge di Stabilità n. 183 del 12 novembre 2011, (G.U.n.265 del 14/11/2011) con la quale all’art. 34, comma 7, è stato previsto che: “a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge le transazioni regolate con carte di pagamento presso gli impianti di distribuzione carburanti, di importo inferiore ai 100 euro, sono gratuite sia per l’acquirente che per il venditore”.
Questa gratuità prevista dalla ns. Legge rientra in un programma di contrasto alla criminalità e di lotta al riciclaggio favorendo i pagamenti a mezzo carte di credito e di debito.
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Viaggio nella crisi

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E se facessimo come l’Argentina? Dieci anni fa, nei primi mesi del 2002, 200.000 cittadini argentini lasciarono il loro paese per tornare alla loro patria di origine: l’Italia.
Dopo 10 anni questi cittadini sono ritornati in Argentina trovando un paese trasformato.
Un paese con gli indici di povertà scesi ad un quarto di quelli degli anni ’90. Un paese che cresce con ritmi dal 7 al 10% l’anno. Un paese che ha rinazionalizzato tutto quello che la politica di asservimento ai dettati del FMI (fondo monetario internazionale) aveva privatizzato. Tutto era diventato dei privati. Sanità, scuole, banche, energia, acqua,linee aeree, poste.
A completamento dell’operazione, nel 2005 l’Argentina con il sostegno del Brasile e del Venezuela di Chavez ha chiuso i conti con il FMI.
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