A Preganziol, borgo non lontano da Treviso, sono prodotte e confezionate oltre 35 tonnellate di pasta fresca ripiena al giorno. È cuore della Alibert, azienda fondata nel 1967, che riunisce una grande passione culinaria alla continua ricerca di nuovi gusti e sapori. Per questo occorre monitorare il mercato e seguire le tendenze di consumo. È il compito di Elisa Zanasi, responsabile Marketing Strategico e Direzione Italia di Alibert.
Com’è cambiata in quarant’anni la realtà aziendale e quali sono i programmi di Alibert per il futuro?
“Io lavoro in azienda soltanto da alcuni anni, pertanto non ho vissuto direttamente la nascita e l’evoluzione di Alibert. Ho potuto capire però che il mercato di riferimento non è più quello degli anni ’70 e che, soprattutto negli ultimi anni, esso si è evoluto in modo rapido e totale, ed anzi, tale tendenza sarà sempre più incalzante.
Oggi, una marca che voglia affermarsi o imporsi su larga scala, come Alibert, deve saper individuare e costruire un posizionamento ancor più preciso e definito. Alibert, grazie ai valori solidi che la sostengono da sempre, quali la familiarità, la passione e la qualità totale, è arrivata ad essere una marca riconosciuta, sinonimo di affidabilità e serietà.
Nei prossimi anni però, sarà necessario affermare altri valori, per rispondere ad un mercato sempre più esigente ed internazionale.
Non ci allontaneremo mai dai nostri valori, che sono un patrimonio inestimabile, ma dovremo trovare contesti nuovi, nuovi mercati e prodotti in cui sia possibile affermarli, in modo unico e distintivo”.
Qual è il rapporto con il canale distributivo? Com’è cambiato nel tempo?
“In un mercato molto complesso e concorrenziale, abbiamo saputo restare competitivi puntando sulla qualità e sull'impegno dei nostri venditori, affinando nuove strategie di promozione e di rapporto con i clienti e, soprattutto, dimostrandoci molto flessibili in termini di gamma prodotti: tutto questo ha fornito al reparto commerciale gli "argomenti" per mantenere l'azienda interessante agli occhi del mercato. La crescita dei marchi privati negli ultimi anni ha provocato ulteriori cambiamenti nell’organizzazione e nella gestione del lavoro.
In questo senso, le aziende del canale distributivo che hanno scelto di investire nello sviluppo delle loro private label, come scelta di qualità e non di prezzo, rappresentano sicuramente dei partner importanti e con i quali si può creare un rapporto di fiducia, basato sui risultati.
È importante d’altro canto, che un’azienda di produzione, sappia offrire, sia per le referenze a marchio privato sia per quelle a marchio proprio, prodotti sempre innovativi e ricette originali, per fornire un servizio ed una qualità importanti”.
Quali sono le aree di maggiore penetrazione nel mercato italiano?
“Siamo da sempre molto legati alla regione in cui lavoriamo, ma siamo comunque presenti, più o meno in modo uniforme e diffuso, in tutte le aree del territorio nazionale, sia con le marche private, sia con le referenze a marchio Alibert sia infine con i nostri marchi di fantasia. Il fatturato di Alibert per regione, infatti, è abbastanza omogeneo”.
Quanto incide il mercato estero nel vostro fatturato e verso quali paesi esportate?
“Ad oggi, esportiamo in 35 paesi in tutto il mondo ed il fatturato estero rappresenta il 50% del nostro fatturato totale. Il nostro mercato di riferimento per l’estero resta comunque l’Europa (Francia, Spagna, Germania, Portogallo, Austria, Inghilterra e Belgio).
Siamo presenti nelle più importanti catene di supermercati, quali ad esempio El Corte Inglès in Spagna, Auchan e Metro in Francia, Billa in Austria, per i quali realizziamo anche i loro marchi privati.
Entrare in queste realtà come copacker ci ha permesso di costruire un rapporto basato sulla fiducia reciproca e, grazie alla qualità e al servizio dimostrati, siamo riusciti ad introdurre anche il marchio Alibert, in particolare i prodotti della nostra alta gamma, Chef Gourmet”. Il mercato della pasta fresca (secondo i dati Iri a.t. novembre 2009) ha infatti registrato una crescita del 2,9% delle quantità commercializzate. Conferma questi dati e come spiega questo fenomeno proprio nell’anno della crisi?
“Anche noi abbiamo confermato nel 2009 gli stessi volumi del 2008. In linea di massima, pertanto, si conferma questo dato generale del mercato, ottenuto però soprattutto con le private label, che rappresentano il settore in crescita, non solo per la pasta fresca, ma per tutti i prodotti del food. Nel 2009, inoltre, noi abbiamo iniziato a sviluppare dei progetti nuovi molto importanti, in termini sia di rafforzamento della nostra rete commerciale, sia di creazione di nuovi prodotti. Questi processi sicuramente forniscono dei segnali di fiducia rilevanti al mercato e confermano il posizionamento di Alibert come azienda da sempre focalizzata sullo sviluppo e sull’innovazione, a 360 gradi”.
In quale prospettiva di sviluppo si sta muovendo l’azienda? È previsto il lancio di nuovi prodotti?
“La nostra azienda si muove sempre credendo molto nel marchio Alibert, nonostante il momento non molto favorevole per i follower, in generale. Il mercato, infatti, è maturo, pertanto, proporre nuovi prodotti rappresenta uno degli obiettivi più importanti da perseguire, al fine sia di entrare in nuovi mercati, sia di consolidare il nostro posizionamento in quelli dove siamo già presenti.
Lo sviluppo di nuovi prodotti è un lavoro che ci impegna tutti fortemente, e che deve fondere l'apporto creativo del reparto Ricerca e Sviluppo con una strategia di marketing più focalizzata e con una politica commerciale, più incisiva, a volte anche più coraggiosa”.

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