Dal 1885 ad oggi il principio è lo stesso. Dal produttore al consumatore con la stessa passione e attenzione alla qualità. E visto che non basta fare un buon prodotto ma occorre anche venderlo,la
Merak, azienda pugliese di bevande alcoliche e analcoliche, aggiunge l’attenzione al prezzo.
A raccontarlo è Francesco Giannandrea, direttore commerciale che parte proprio da quella storia antica, che “affonda le sue radici proprio negli ultimi anni del 1800, quando i miei nonni Francesco e Maria Concetta avviarono a Putignano una caffetteria la cui specialità erano il latte di mandorla e la pasta di mandorle pestate in un mortaio in pietra”.
Quel mortaio ancor oggi gelosamente custodito nello stabilimento segna il passare del tempo. Se a partire da lì dovesse segnare delle tacche come su una meridiana, in corrispondenza di quali eventi vorrebbe fermare l’ago?
“Dovremmo fare il salto di una generazione, arrivando a mio padre Giacomo che nel secondo dopoguerra aprì una nuova caffetteria dove continuò la produzione artigianale del latte di mandorla, commercializzandolo con il significativo nome di “Beltion”, dal greco “il migliore”.
L’altra tappa significativa l’abbiamo scritta io e i miei fratelli Angelo e Roberto nel 1995 con la costituzione della Merak e con l’inaugurazione nel 1997 di un nuovo stabilimento dotato di impianti tecnologici di ultima generazione, e di un laboratorio per lo sviluppo e il controllo della produzione”.
Cosa resta dell’artigianale produzione di latte di mandorla?
“Resta che anche su scala industriale è il nostro prodotto di punta. Viene ancora oggi preparato, senza l’aggiunta di aromi e conservanti, utilizzando solo mandorle accuratamente selezionate.
Ne siamo stati i pionieri tanto che oggi oltre alla produzione a marchio Beltion di Fiordilatte di Mandorla, già pronto da gustare e di uno sciroppo da diluire, produciamo anche per altri marchi”.
Può farci un esempio?
“Quello della Granarolo mi sembra il più significativo. Forniamo loro il latte per la preparazione dello yogurt al latte di mandorla. Oltre le solite certificazioni sulle qualità nutrizionali del prodotto per essere partner dell’azienda romagnola occorre rispettare anche una sorta di contratto
etico con gli operai. Ma quando ci inviarono il loro regolamento invitammo subito gli ispettori perché eravamo già pronti. Mi faccia dire con un pizzico d’orgoglio che siamo sempre stati un passo avanti”.
Parliamo ora al beverage alcolico.
“Limoncello e amaro Mediterraneo sono i nostri cavalli di razza. I più venduti e conosciuti. Ma mi permetta di parlare anche di altri nostri prodotti, forse meno conosciuti ma dei quali siamo orgogliosi. Mi riferisco al nostro amaretto bianco: “Opera Beltion”. Un prodotto naturale realizzato con mandorle fresche che è stato recentemente premiato al Salone Internazionale dell'Alimentazione (SIAL) di Parigi come prodotto innovativo. È molto conosciuto all’estero e a riprova della sua elevata qualità c’è l’inserimento l’amaretto nel servizio di bordo della Classe Magnifica di Alitalia, ovvero la classe business per le destinazioni intercontinentali raggiunte dai Boeing della nostra compagnia di bandiera, che serve solo tutto il meglio dei prodotti Made in Italy”.
Quali sono i rapporti con i canali distributivi?
“I nostri prodotti sono commercializzati in tutta la Gdo in Calabria e in Puglia, dove il nostro amaro è il più venduto dopo il Lucano. Mentre al centro nord abbiamo una diffusione a macchia di leopardo con la presenza in alcune importanti insegne”.
Migro vi ha fatto conoscere anche a Tortona.
“Siamo vostri fornitori da moltissimi anni, da quando c’era il primo Cash a Terlizzi. Si è
instaurato un rapporto che è andato sempre avanti costantemente crescendo con l’espandersi dell’azienda. C’è sempre stata una buona collaborazione e fiducia”.
Come posizionarsi in un mercato fortemente concorrenziale?
“Le grandi catene della distribuzione organizzata guardano molto al prezzo. Noi,però, non vogliamo rinunciare alla qualità, anche per un prodotto di fascia intermedia. Lì la concorrenza è tanta e per
noi che veniamo dal sud non è facile imporci”.
Più facile all’estero?
“Paradossalmente si, attraverso una clientela di distributori e importatori, i prodotti Merak sono
oggi conosciuti e apprezzati anche su numerosi mercati esteri. Stimerei che il 30% della nostra produzione ormai viaggia verso i Paesi di tutto il mondo”.
Quali sono, in conclusione, i vostri obiettivi futuri?
“Stiamo studiando altri due prodotti che speriamo di commercializzare entro fine anno nel mercato italiano. Poi naturalmente intendiamo consolidare la presenza dei nostri marchi in tutta la penisola
e incrementare le vendite all’estero dalle quali, come ho detto, stiamo ricevendo buone soddisfazioni. Ecco direi che fuori dall’Italia riusciamo a presentare meglio il prodotto per quello
che è senza pagare dazio alla sua zona di produzione, che anzi rispetto alla materia prima delle nostre bevande costituisce un valore aggiunto”.

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