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Da spezieria a stabilimento industriale. Tassoni la forza della tradizione

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cedrata

Le sue origini risalgono alla metà del 1700 come spezieria in località Piazzolla, nel centro storico di Salò. Divenuta farmacia nel 1868 è stata acquistata prima da Nicola Tassoni e nel 1884 da Nicola Amadei che ha mantenuto il nome del suo predecessore e sviluppato le potenzialità industriali dell’attività. In un primo tempo separando l’attività della farmacia da quella della distilleria che in principio produceva Acqua di Cedro, liquore simbolo dei salotti gardesani d’epoca. Fu poi la volta dello sciroppo di cedro da allungare con acqua che veniva prodotto nell’area di Viale Bossi a Salò dove tuttora c’è la sede legale e l’attività è ancora guidata dagli eredi Amadei. Negli anni sessanta l’azienda gardesana ha conosciuto il suo splendore e si è radicata nell’immaginario dei consumatori come simbolo del buon vivere.
Alla fine del 2009 l’azienda si è trovata a un bivio. Vendere il marchio o reinvestire nel mercato continuando in piena indipendenza. Ha scelto la seconda strada. Potendo contare su un prodotto riconosciuto, nonostante la sua bottiglietta sia senza etichetta, ma di un colore inconfondibile.
“Ciò che rende ancora unica la Cedrata Tassoni è la naturalità del prodotto, l’italianità e la dimensione emotiva del consumo”, spiega l’amministratore delegato, Angelo Bettinzoli.
Cominciamo dal primo punto.
“Ancora oggi, anche se è pressoché scomparsa la produzione gardesana e ci approvvigioniamo dalla Calabria, siamo ancora noi a estrarre in azienda dalle bucce del frutto l’aroma di cedro utilizzato in dosaggi diversi come base di tutti i prodotti. È una vocazione antica, che rappresenta la nostra forza. Nel nostro stabilimento di Salò produciamo giornalmente circa 200 mila pezzi, scegliendo sempre l’inconfondibile bottiglietta di vetro senza etichetta”.
L’italianità, però, non è solo un fatto di materia prima?  
“Certo. Siamo orgogliosi di essere ancora un’azienda al 100% italiana del settore beverage che non è stata rilevata da nessuna multinazionale. Quando due anni fa ci siamo trovati a un bivio e la famiglia Amadei ha deciso di reinvestire, ha messo in atto una riorganizzazione aziendale e aperto nuove linee di produzione. E non si fermerà qui”.
Chi è oggi il consumatore della Cedrata Tassoni?
“Indubbiamente il consumo del nostro prodotto è legato al ricordo. Il ripetersi del jingle pubblicitario cantato da Mina comunica i valori intrinseci di un prodotto che ha un’immagine conservatrice. In prospettiva la scommessa è proiettare storicità e radici nel nuovo secolo attraverso l’innovazione”.
Come pensate di avvicinare il prodotto alle nuove generazioni?    
“Il bere miscelato offre nuovi modi di consumare la cedrata avvicinandola ai giovani. Il nostro trend di crescita è sostenuto negli ultimi anni grazie all’affermazione di fenomeni legati all’area dell’happy hour. In molti bar si consuma l’Appertass, aperitivo che miscela Aperol e Cedrata. Dunque oltre a vantare, come le dicevo, una dimensione emotiva del consumo possiamo vantare nuove fasce di appassionati”.
Riguardo la commercializzazione?
“Il canale Ho.re.ca. è per noi il più importante, e assorbe il 65% del nostro prodotto. Le restanti quote di mercato sono distribuite nella Gdo e la Puglia e la Campania sono aree di consumo importanti”.
Quali sono gli obiettivi futuri?  
“Siamo una piccola azienda di grandi prospettive che costruiamo giorno per giorno a piccoli passi. Stiamo realizzando il nuovo piano industriale con il quale intendiamo rafforzare la nostra presenza sul mercato italiano e affacciarci a piccoli passi all’estero. In autunno cominceremo con il mercato tedesco. Parallelamente rafforzeremo la nostra immagine con una mostra itinerante che partirà da Napoli. L’obiettivo rimane sempre quello di abbinare il prodotto a eventi e nomi di prestigio”.   
 


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Michele de Sanctis collabora con noi da Lunedì 28 Settembre 2009.

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