Il 2011 è un anno importante per la Riseria Cremonesi. Da celebrare. Ricorrono, infatti, i sessant’anni dell’azienda. “La catena della qualità non deve esaurirsi in azienda ma proseguire fino alla tavola del consumatore”. È questo il principio fondamentale sul quale dal lontano 1951 ad oggi si è basata tutta l’attività della Riseria Cremonesi. Questo è lo spirito con il quale il fondatore, Egidio Evelino Cremonesi, oggi Presidente onorario dell’azienda, ha trasformato la materia prima risone nelle pregiate varietà di risi italiani, che poi ha tramandato ai suoi figli Andrea e Paolo, oggi dirigenti dell’azienda di famiglia. “Siamo entrati con gradualità – ci racconta Paolo - ma abbiamo apportato quel contributo fondamentale per sprovincializzare la riseria e proporre i nostri prodotti nelle più importanti fiere internazionali.
Questa vetrina ci ha permesso di conoscere personalmente nuovi partner e entrare, grazie alle peculiarità del nostro riso, in nuovi mercati”.
Quali in particolare?
“Nel mercato internazionale abbiamo cominciato rivolgendoci a esportatori di alta qualità, ristoranti che espongono il tricolore italiano. Negli ultimi 15 anni con maggiore maturità siamo entrati nella gdo e do con quote di mercato rilevanti. All’export verso 25 Paesi è destinato il 30% della nostra produzione. I principali sono Nord America, Canada, Brasile, Sud Africa, Australia, India. Poi la caratterizzazione geografica dell’azienda, la pianura veronese, negli anni ci ha permesso di affacciarci sui paesi dell’area balcanica e dell’Europa dell’est. Posso anticiparvi che presto i nostri prodotti saranno a Mosca e San Pietroburgo e esportiamo già anche in Cina”.
Questa è una notizia. I cinesi invece di essere vostri concorrenti mangiano riso italiano.
“La Cina sul nostro prodotto non è concorrenziale, anzi è un mercato che ci offre delle opportunità. Basta guardare cosa sta accadendo all’ombra della grande muraglia in questi ultimi anni. Si sta diffondendo maggiore benessere e questo spinge la popolazione a incrementare i suoi consumi. All’aumento demografico corrisponde invece un decremento delle risaie in favore di città e fabbriche. Dunque la Cina non è per noi un concorrente, ma la forte domanda che proviene dal Paese contribuisce a far aumentare consumi e purtroppo i prezzi, anche se per loro i principali mercati di approvvigionamento di riso sono il Vietnam e la Thailandia”.
Quale invece l’origine del vostro riso?
“Il nostro approvvigionamento per il novanta percento avviene su tutto il territorio nazionale e stiamo parlando di circa 250.000 quintali l'anno immessi sul mercato. L’importazione è invece legata ai risi etnici come lo jasmine profumato thailandese e il basmati indiano. Si tratta di prodotti di nicchia che importiamo e distribuiamo perché ormai il loro consumo non è solo legato al mercato degli stranieri. Si sta iniziando a diffondere anche in Italia una diverso uso del riso, non più solo per il risotto ma anche come contorno e le qualità importate si prestano meglio a questo consumo”.
Mentre nel veronese resistono le valli del riso?
“Da anni in Italia cerchiamo di far estendere ettarato della risaia ma perché questo accada ci vogliono anni, un primo risultato è che le piantagioni di Tabacco si stanno riducendo poco alla volta per lasciare spazio al riso. Ma ci sono nuovi rischi. I coltivatori stanno guardando con interesse al mais e al frumento che potrebbero sembrare più redditizi per il loro uso sia umano che animale ma anche come biocombustibile”.
Abbiamo accennato al mercato della materia prima. Qual è la situazione?
“Parliamo del cereale più consumato al mondo. Ricorderà che nel 2008 ci sono state sui mercati situazioni di frenesia nel cerealicolo, allora specie nel frumento, che portarono all’aumento del prezzo della pasta. Bene, a partire dal secondo semestre del 2010 ad oggi, ci sono dinamiche similari sul riso. Inevitabilmente c’è una componente speculativa che non è corretto ci sia. Quest’anno dopo anni abbiamo registrato la lievitazioni della materia prima delle risiere nel periodo natalizio. Dunque nelle prime settimane del 2011 ci siamo trovati con un incremento impattante e ancora oggi è in corso una forte crescita”.
Dobbiamo aspettarci aumenti?
“Un dato è certo, la materia prima costa più della scorsa annata e non abbiamo ancora chiara la visione di quella che può essere la campagna delle semine. Ma prima di ricadere sul consumatore finale ci vorrà del tempo e soprattutto in una franca dialettica tra risiere e distributore questo aumento potrà essere spalmato e gestito nel tempo per evitare i picchi del prezzo e il crollo dei consumi. In questo momento è in atto un importante sforzo della azienda, che grazie all’esperienza e alla capacità di gestione delle derrate, stiamo affrontando con grande senso di responsabilità”.
Guardiamo ora ai vostri prodotti.
“La forza della nostra azienda è quella di essere specializzata nel riso, così abbiamo potuto diversificare marchi e rapporti qualitativi. Siamo in grado di fornire un prodotto da un minimo garantito alla superiore qualità del riso EXTRA. Questa gestione della materia prima ci permette di offrire al mercato prodotti diversi in rapporto qualità/prezzo. Inoltre abbiamo sviluppato, grazie alle nuove tecnologie, una serie di importanti innovazioni come il sistema di confezionamento in atmosfera protetta e il packaging a doppio fondo quadro che permette alle confezioni di restare in posizione verticale occupando poco spazio negli scaffali”.
Dunque siete presenti in tutti i canali distributivi?
“Operiamo indifferentemente dall’ingrosso al dettaglio, serviamo gdo e do, i cash and carry e la ristorazione collettiva e qualificata. Abbiamo portato avanti programmi di produzione per il private label, anche qui la nostra politica è stata di interazione con i nostri clienti in ottica di fidelizzazione reciproca”.
Quali le ultime novità e i progetti futuri?
“Abbiamo recentemente realizzato risotti pronti con condimento ai funghi porcini, alla zucca e misto verdure primavera. Sono prodotti di servizio che stiamo già commercializzando. Sempre sul piano delle innovazioni abbiamo realizzato gnocchi e chicche con farina di riso per quei consumatori che vogliono seguire una dieta più salubre o per i celiaci. Presto saranno sul mercato. Obiettivi futuri? Continuare a rafforzare il nostro brand e a svolgere il nostro ruolo che quest’anno ci vedrà particolarmente impegnati a cercare di contribuire a calmierare gli effetti distorsivi degli incrementi dei prezzi, sempre operando con chiarezza nei confronti dei nostri interlocutori”.

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