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Auricchio: un nome, una garanzia

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provoloneAuricchio? Il Provolone. Punto. Basterebbe questo per inquadrare l’azienda nata a San Giuseppe Vesuviano nel 1877, leader indiscussa in tutto il mondo. Merito del “Segreto” di don Gennaro. Gennaro Auricchio, è stato, infatti, l’inventore del “caglio speciale” che ha dato al suo provolone un sapore unico. Lavorava partendo dalla selezione del latte e seguendo passo passo la fabbricazione nei caseifici a garanzia della qualità, fino all’organizzazione delle vendite. La lavorazione, allora, non avveniva in un unico stabilimento, perché il latte doveva essere trattato quasi sul posto di produzione per ovvi problemi di trasporto.
Il Provolone Auricchio si è affermato velocemente, e sul finire dell’Ottocento il cognome del suo produttore è diventato sinonimo del formaggio stesso, creando uno stretto legame nel consumatore tra marca e qualità del prodotto. Ma la produzione era necessario che aumentasse per fronteggiare le crescenti richieste del mercato. Il latte locale era scarso e per questo motivo uno dei figli impegnati nell’attività paterna, Antonio, alla fine del secolo scorso, salì nella Pianura Padana in cerca di latte buono ed abbondante. Si fermò a Cremona trovò una zona fertile e ricca di bovine da latte, e organizzò il lavoro dei casari per insegnare loro a produrre il provolone, allora quasi sconosciuto in quelle zone.
Dunque una bella storia di colonizzazione imprenditoriale al contrario: da sud a nord, ma anche dall’Italia all’estero. Infatti già agli inizi del novecento la fama del provolone Auricchio, con i primi emigranti, varcò l’Atlantico ed arrivò negli Stati Uniti. Nel 1976 venne stabilita la prima joint venture con un produttore nord americano e ancora oggi gli States rappresentano il principale mercato estero di riferimento.
La storia imprenditoriale assume connotati di originalità anche perché, come ci ha raccontato Alberto Auricchio, erede con Antonio e Gian Domenico dell’impero costruito dal capofamiglia, è rimasta un’azienda padronale, nonostante le allettanti offerte di multinazionali straniere. Anzi ha acquisito nuove aziende dalle stesse multinazionali, come la divisione prodotti ovini della Locatelli di proprietà della Nestlè. Così dal 1997 Auricchio è riuscita a portare al suo interno tutto il ciclo di lavorazione del latte ovino, diventando un’azienda casearia completa con una gamma di formaggi unica sul mercato.
Un’altra tappa significativa sì è compiuta nel 2002 al compimento dei 125 anni dalla fondazione. Auricchio si è collocata, per quote di mercato, tra le prime 10 aziende del settore caseario e come leader mondiale della produzione del provolone. Per l’occasione si è regalata un nuovo stabilimento, il quinto, a Pieve San Giacomo che ha consentito di potenziare la capacità produttiva giornaliera di oltre 100 tonnellate, portando il quantitativo di latte vaccino lavorato ad oltre 6000 quintali di latte per i 10 marchi di proprietà dell’azienda. Cosa è rimasto di quel segreto originario? Come scrisse Giovanni Ansaldo sul “Borghese” nel ’50: “Il vero segreto del provolone Auricchio è nella mentalità, nel costume antico, adattato ai tempi, ma serenamente difeso…”.


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Michele de Sanctis collabora con noi da Lunedì 28 Settembre 2009.

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