Invita a fare i buoni il signor Balocco e ora che è cominciato il conto alla rovescia verso il Natale conviene dargli ascolto. Il classico Mandorlato è in forno e intanto lui va in tivù a promuovere i frollini. L’attore Cosimo Cinieri è il volto noto al grande pubblico dell’azienda dolciaria di Fossano, scelto nel 2006 per trasmettere i valori di artigianalità e cura del prodotto, ma il vero signor Balocco è Alberto, amministratore delegato dell’azienda che ha raccolto il testimone del padre Aldo.
Fra il 2005 e il 2009 il patrimonio netto della Balocco è passato da 9,4 a 17,1 milioni di euro, registrando un incremento complessivo dell’82%. Quale il segreto di questa ascesa?
“Alle soglie del 2000 abbiamo fatto una scommessa che ad alcuni operatori e retailer in un primo momento è sembrata una follia, quella di diversificare.
Quindi non più solo lievitati da ricorrenza ma abbiamo cominciato a declinare il nostro marchio sui prodotti da colazione. La crescita è andata di pari passo con gli investimenti in tecnologia (oltre 18 milioni di euro negli ultimi cinque anni), con l’ampliamento della rete distributiva e la scelta di investire in modo massiccio nella comunicazione (10 milioni di euro per la nuova campagna)”.
Siete così diventati il secondo player del mercato dolciario italiano.
“Lo dicono i numeri. Nel 2009 sono state realizzate oltre 40.000 tonnellate di prodotti da forno, grazie a una capacità produttiva disponibile di 220 tonnellate giornaliere. Sia nel Natale 2009 che nella Pasqua 2010 Balocco si è confermata la seconda azienda del mercato. Con 94 punti di distribuzione ponderata, la share registrata nel mercato domestico ha raggiunto il 12% nel mercato panettoni, l’8% nel segmento pandoro e l’11% nel segmento colombe”.
E fuori dalle ricorrenze?
“Abbiamo iniziato con i frollini classici, un segmento presidiato da attori importanti, optando per il mass market. Oggi quel segmento vale l’86% dell’intero mercato biscotti. Complessivamente fra il 2005 e il 2009 le tonnellate vendute sono passate da 9.700 a 24.500, registrando una crescita annua del 30% e facendo di Balocco il marchio più dinamico dell’intero comparto. Poi ci sono i wafer, siamo la terza azienda del mercato per quota a valore e registriamo una crescita annua del 4%”.
Mentre sul fronte del mercato estero?
“A dicembre del 2009 il giro d’affari dell’export ha superato i 15 milioni di euro, pari al 13% della produzione. Il 60% resta in Europa, principalmente in Francia, Germania, Gran Bretagna oltre che in Grecia, Bulgaria, Turchia. Il restante 40% va in paesi extra Ue, specialmente in nord America”.
Quali sono le novità in programma?
“Presto lanceremo ‘Vita mia’, una linea salutistica con cinque prodotti senza zucchero e grassi, poco colesterolo e coi cereali. Sono pensati per quelle persone, le donne soprattutto, attente alla salute e alla linea”.
E per il Natale 2010 che sorprese riserverete ai vostri clienti?
“Il Mandorlato, nato negli anni Sessanta, con una glasse artigianale fatta di mandorle amare, nocciole, zucchero e olio resta il nostro prodotto di punta. Lavoriamo però nella profondità della nostra gamma e nell’inserimento del mondo kids. Si tratta di una gamma specifica di prodotti da ricorrenza dedicati ai bambini. Mini panettoni e Mini pandoro in sfere di metallo o con sorprese ispirate al mondo dei cartoon. Un successo assicurato dalla collaborazione con le più forti licenze del mercato: Disney, Warner Bros, Dreamworks”.

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