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Nuova Boschi: il prosciutto è un’opera d’arte

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prosciuttoUna provocazione che si è rivelata un successo: prosciutti come opere d’arte. “Il prosciutto è presentato sottotono, la gente vuole solo il prezzo dunque, per richiamare l’attenzione del pubblico, abbiamo vestito i nostri prosciutti con le opere di Picasso, Mondrian, De Chirico. Perché il vero capolavoro è dentro”. Ne è convinto Enrico Delfini, amministratore delegato della Nuova Boschi.
Al Cibus, il salone internazionale dell’alimentazione, lo stand dell’azienda con le originali opere non è passato inosservato ma questa non è stata la sola provocazione.
“Abbiamo anche partecipato alla fiera del lusso con prosciutti rivestiti d’oro. Ci sentiamo un po’ degli artisti perché dopo anni di lavorazione con sale e paziente stagionatura riusciamo a tirar fuori un ottimo prosciutto. Per produrre qualsiasi cosa ci vuole estro e genuinità: così mentre per il pittore è fondamentale il colore, per noi lo è il sale”.
Come si articola il processo produttivo?
“Abbiamo ereditato il meglio dell’arte italiana di fare prosciutti. Per quanto riguarda il ciclo produttivo nei due stabilimenti, nelle zone di Parma e di San Daniele del Friuli, la Nuova Boschi è caratterizzata da una filiera integrata e completamente certificata che comprende allevamenti, macello e prosciuttificio tutti di proprietà. Non c’è passaggio che non sia a norma e non valorizzi tecnica, esperienza, rintracciabilità e sicurezza. Ogni anno si producono più di 450.000 pezzi e per adeguarci alla domanda del mercato abbiamo nella nostra linea prosciutto già affettato”.
Per la realizzazione di un’opera d’arte è fondamentale una buona mano.
“La nostra ricetta è in equilibrio ideale fra tradizione e tecnica. Nuovi impianti e tecnologie avanzate sono preziosi per il controllo costante dell’umidità e della temperatura, ma l’esperienza e la sensibilità dell’uomo restano comunque determinanti, specialmente in fasi delicate come la salatura. Tradizione e tecnica assieme garantiscono un perfetto equilibrio fra dolcezza e morbidezza, per prodotti dal gusto unico e irripetibile”.
Il San Daniele è un prodotto made in italy da esportazione?
“La nostra azienda esporta i suoi prodotti in molti Paesi del mondo: dalla Francia e dalla Germania al Sud America e all’Estremo Oriente”.
Lei è anche esponente di primo piano nel consorzio del prosciutto di San Daniele, com’è cambiato negli ultimi anni lo scenario del mercato?
“Il San Daniele, è stato fino a tempi recentissimi, un prodotto collocato al consumatore mediante il negozio tradizionale. In questi ultimi anni la Grande Distribuzione è divenuta invece il canale di vendita che nei volumi ha superato tutti gli altri. In questo senso, però, non è aumentata la domanda di prodotto bensì si è determinata una diversa modalità di acquisto del nostro cliente finale, il quale ha cambiato il modo di approvvigionarsi”.
Qual è stato l’atteggiamento della GDO nei confronti di questo prodotto?
“C’è anzitutto un’eccessiva quantità di coloro che si propongono quali fornitori alle catene della GDO. Ciò rende la vita più difficile per noi potenziali fornitori, offrendo il fianco ad una possibile ‘guerra del prezzo’. Fortunatamente non tutta la GDO guarda esclusivamente in direzione del prezzo, bensì anche all’analisi ed alla valutazione delle caratteristiche qualitative dei prodotti tipici, agendo in questo caso sull’attenta selezione dei fornitori. In tutto questo, c’è poi qualcosa di strano, e cioè la ricorrente constatazione del fatto che vengano sovente posti in vendita due o più tipologie di San Daniele, con prezzi molto diversi tra loro, il che, a mio parere, può generare sorpresa e disorientamento tra i consumatori finali, i quali, “se non bene informati” e quindi in grado di cogliere e riconoscere le caratteristiche organolettico-qualitative del prodotto, potrebbero arrivare a conclusioni tali da indurre una sorta di svalutazione del comparto”.
Alla luce di questo scenario la Nuova Boschi com’è posizionata nella grande distribuzione?
“Il rapporto con la grande distribuzione è positivo. Siamo partiti dal dettaglio tradizionale per poi fare il salto. Oggi tuttavia non siamo presenti in tutta la Gd ma nei tre maggiori gruppi. Siamo contenti di quello che stiamo facendo. Siamo consapevoli che la nostra è una scelta di qualità con la quale non si può entrare ovunque. Coerentemente con questa scelta produciamo un prodotto di valore di cui difendiamo la qualità e il prezzo, lavoreremo anche in futuro in questa direzione per mantenere la nostra mission”.


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Michele de Sanctis collabora con noi da Lunedì 28 Settembre 2009.

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