L’acqua minerale Lauretana ha una storia bellissima. Inizia oltre mezzo secolo fa, quando il signor Teresio Rossello, a Biella per incarichi professionali, camminando in montagna, nel comune di Graglia, bevve ad una fonte, a 1050 metri di altitudine in un luogo incontaminato, lontano da insediamenti industriali e civili. La sensazione che provò fu di una appagante leggerezza. E tornò una seconda volta, una terza e poi tante altre volte, rendendosi conto che l'acqua di quella fonte era un’acqua eccezionale. Ebbe dunque l'intuizione di farla analizzare chimicamente. Vennero scoperti valori chimico-fisico organolettici straordinari, che rendono ancora oggi Lauretana un’acqua di elevata qualità. Come poi l’acqua Lauretana è passata dalla fonte di Graglia alle nostre tavole lo spiega l’attuale presidente Giovanni Vietti.
“È stata fondata una società a gestione familiare, che nel 1964 fu trasformata in accomandita semplice, con la partecipazione di nuovi soci. Fu costruito uno stabilimento nei pressi della fonte, nel quale, direttamente dalla stessa, veniva convogliata l’acqua per caduta spontanea attraverso tubazioni in acciaio inox. L'attività di imbottigliamento iniziò nel 1965 e l’acqua commercializzata fu denominata Lauretana in onore alla Madonna di Loreto venerata nel Santuario di Graglia.
Nel giro di alcuni anni l'azienda si espanse. E nel tempo è diventata la prima acqua fra quelle in commercio in quanto a “leggerezza”.
Gli ultimi dati Nielsen sulle acque delineano un trend piatto, come acquisire nuovi segmenti di mercato?
“Fortunatamente i dati di Lauretana sono in controtendenza rispetto a quelli delle altre acque in commercio. Ci siamo espansi moltissimo, in Italia, ma soprattutto all’estero in questi ultimi anni, andando a conquistare quei mercati che meglio possono apprezzare le qualità della nostra acqua”.
Cosa rende Lauretana diversa dalle altre acque in commercio?
“Siamo molto fortunati: la nostra acqua ha delle caratteristiche chimico fisiche ed organolettiche uniche. Acqua Lauretana è diversa dalle altre: ha pH leggermente acido, un bassissimo contenuto di sodio, ma soprattutto è leggera (14mg/l è il suo residuo fisso), la più leggera d’Europa”.
Qual è il rapporto con il canale distributivo?
“La nostra distribuzione è suddivisa in diverse fasce: non abbiamo mai puntato per scelta aziendale solo sulla grande distribuzione, che infatti rappresenta per noi il 30%, mentre vendiamo circa il 15% della nostra produzione all’estero, in Europa ma moltissimo viene esportato nei paesi Arabi, in Australia e in Giappone; un altro 15% è HO.RE.CA.
Ma la nostra grande forza è la vendita a domicilio, che fornisce ai nostri clienti un servizio di qualità estremamente fidelizzato”.
Quali sono le aree di maggiore penetrazione nel mercato italiano?
“Sicuramente siamo presenti moltissimo nel Nord Italia, ma abbiamo distributori sparsi in tutta Italia, comprese le aree del sud”.
Un packaging innovativo. Perché si è reso necessario?
“Abbiamo modificato dopo anni la nostra bottiglia blu, che è stata accolta con grande entusiasmo dai nostri clienti: una nuova bottiglia blu che piace e permette una migliore conservazione e protezione dell’acqua”.
In quale prospettiva di sviluppo si sta muovendo l’azienda?
“Il nostro impegno oramai da molti anni è cercare di penetrare in aree di mercato nuove, soprattutto all’estero: una sfida che ci appassiona e che ci permette di contribuire a portare il Made in Italy in giro per il mondo”.

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