Sei qui:   Home >> Finestra sui Mercati >> Economia e Finanza >> Viaggio nella crisi

News

Joomla Slide Menu by DART Creations

Ricerca su...

Googlezonafrancanews.it

Newsletter

Nome:

Email:

Condizioni

ZonaFrancaNews on Facebook


Viaggio nella crisi

Hits smaller text tool icon medium text tool icon larger text tool icon

euro_default

E se facessimo come l’Argentina? Dieci anni fa, nei primi mesi del 2002, 200.000 cittadini argentini lasciarono il loro paese per tornare alla loro patria di origine: l’Italia.
Dopo 10 anni questi cittadini sono ritornati in Argentina trovando un paese trasformato.
Un paese con gli indici di povertà scesi ad un quarto di quelli degli anni ’90. Un paese che cresce con ritmi dal 7 al 10% l’anno. Un paese che ha rinazionalizzato tutto quello che la politica di asservimento ai dettati del FMI (fondo monetario internazionale) aveva privatizzato. Tutto era diventato dei privati. Sanità, scuole, banche, energia, acqua,linee aeree, poste.
A completamento dell’operazione, nel 2005 l’Argentina con il sostegno del Brasile e del Venezuela di Chavez ha chiuso i conti con il FMI.
Sopratutto è riuscita ad opporsi al progetto dell’ALCA. Il progetto di George Bush che tendeva a creare il mercato unico continentale dell’America Latina. Trasformandola in una fabbrica a basso costo per creare prodotti di concorrenza sulla Cina.
Tutti i media internazionali hanno tentato di ridicolizzare la strategia dell’Argentina come quella del Venezuela. Oggi l’Argentina è all’avanguardia nella battaglia contro i monopoli dell’informazione.
Pensate e paragonate con la situazione italiana. Una legge Argentina consente solo ad un terzo del mercato il ricorso al mercato dell’informazione. I due terzi devono avere finalità sociali e culturali.
I finanziamenti per l’istruzione sono passati dal 2 (ai tempi del FMI) al 6,5% del PIL di oggi.
Lo stato, la democrazia erano stati appaltati ai privati in nome del risanamento del debito pubblico.
Una cura del ministro del tesoro Cavahio, nome omen, con il quale con l’aggancio al dollaro statunitense l’Argentina aveva decretato la sua subordinazione alla scuola monetaristica al quale   
apparteneva il ministro.
Mentre si sanava secondo i monetaristi il debito pubblico privatizzando tutto il possibile si violava il patto sociale con le classi medie oltre che con la classe proletaria.
In nome del privato i bancomat non restituivano i risparmi, non si riusciva a pagare le bollette, la benzina. La privatizzazione, il mercato avrebbe salvato tutti come dicono i liberisti.
Aggiungono: nei tempi lunghi, ma nei tempi lunghi saremo tutti morti, suggeriscono i Keynesiani.
Al grido: “que se vayan todos”, che vadano via tutti, hanno cacciato tutta la casta politica e finanziaria del paese che aveva causato il disastro del paese e nello stesso tempo si era impadronita con la privatizzazione delle risorse del paese. E se gridassimo anche noi: che vadano tutti al diavolo.  
  
 
 
 


Commenti
Nuovo Cerca
+/-
Commenta
Nome:
Email:
 
Titolo:
 
Autore di questo articolo: Mariano Leone

GTranslate

Italian English French German Portuguese Russian Spanish

Corsi

Archivio

REALIZZATO DA STEFANO RICCI sviluppatore sistemi web "la Città" s.r.l. casa editrice P.IVA 03291610727 num. matricola impiegato: 7 num. matricola INPS azienda: 0912675725