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Euro, che fare?

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Ormai anche i più euroentusiasti lo ammettono: i sacrifici e i malesseri dell’eurozona sono dipesi dall’euro. Ma cosa fare? Come si fa senza? I Trattati sono stati pensati senza via di uscita e senza scadenza; sarà stato un errore, certo, ma come si rimedia?

Uscire dall’euro significa svalutare la futura moneta (per esempio quella italiana, greca...); se lo fa uno lo faranno tutti semplicemente perché il vantaggio è enorme: il debito diviene svalutato, i prezzi dei prodotti nazionali divengono internazionalmente più competitivi e quindi l’occupazione, il reddito, il gettito divengono come per incanto più copiosi. I prodotti importati divengono più cari, cosa che è un problema, ma si sostituiranno parzialmente con quelli domestici con ulteriore occupazione e ricchezza. Il petrolio e quindi la benzina rincareranno? Ma aumenterà il gettito fiscale proveniente da altre parti e quindi la fiscalità sui carburanti potrà scendere. Tutto a posto quindi? Certo! ma come mai non lo si fa? Come mai si dice ancora che sarebbe un grande guaio uscire dall’euro?
Quando si dice che non si può uscire dalla moneta unica ci si riferisce ai problemi che questa operazione porrebbe alla finanza e alle monete che si rivaluteranno. Questo perchè i debiti pubblici potranno essere denominati, dopo l’uscita dall’euro, ancora in euro o in moneta futura svalutata. Sono due opzioni alternative; i finanzieri e le banche vorrebbero continuare ad avere titoli in moneta non svalutata; ma non sarà possibile per i paesi debitori; quindi bisognerà denominarli in moneta debole e i detentori di questi titoli perderanno una parte consistente di crediti verso stati sovrani: una mazzata solenne per banche e istituzioni finanziarie di tutto il mondo. Ma anche le economie che rivaluteranno la loro moneta saranno nelle pesti: la Germania, caso emblematico, che fino ad oggi ha beneficiato di una moneta molto più svalutata di quanto non sarebbe stata se fosse stata slegata dalle altre monete europee, si rivaluterebbe tanto da ridurre le esportazioni di una misura enorme. Di quanto? Di tanto quanto si ridurranno le importazioni degli altri stati con moneta svalutata! Una enormità! Si tratta -in soldoni-  di trasferire sulle spalle dei tedeschi tutti i problemi (in quantità e qualità) che oggi stanno subendo i paesi in difficoltà economica. Sarà un regalo enorme ai nazionalisti tedeschi che additeranno gli altri europei come la causa del disastro economico tedesco: una storia già vista nel primo dopoguerra! Che, anche questa volta potrebbe portare un nuovo Hiltler. Probabile? quasi sicuro! Quindi il disagio che oggi stiamo sperimentando noi mediterranei è un disagio che qualcuno deve avere: o lo subiamo noi o lo subiscono i tedeschi! qualcuno dovrà subirlo con le conseguenze che si possono immaginare.
Certo, non è giusto addossarci noi i problemi che sono originati dall’interesse tedesco ad esportare e quindi il loro interesse a rimanere, loro con noi, nell’euro; non è neanche giusto che per pagare interessi e dividendi a banchieri e finanzieri intere generazioni di giovani di tutto il mondo indugino nei letti fino a tarda mattinata! però andare a dire a loro che se vogliono una moneta forte se la facciano per proprio conto significa gettarli nelle mani della recessione più nera e quindi nell’estremismo nazionalista. Anche Kolh è stato chiaro: la guerra è alle porte!
Che fare dunque? Siamo sempre allo stesso punto di grande incertezza? Il bivio è di quelli storici e, qualunque scelta si faccia saranno guai grossi!
La ricetta Monti (che poi è la ricetta di tutte le grandi università dell’Europa e dei tedeschi stessi) in questo quadro è semplicemente naif. Non merita nessun commento. Stessa cosa è da dire di nuovi Trattati che si propongono in questi giorni: servirebbero a cercare di lasciare le cose come stanno con più autoritarismo; si rimanderebbe solo la resa dei conti e si rincarerebbe il conto finale. Una bufalata pazzesca!
Serve dell’altro, cose di ampio respiro che permettano al problema tedesco di essere risolto all’interno dell’Europa ma senza che a pagarne le spese siano tutti gli altri. Quale è questo problema tedesco? L’economia tedesca non è così forte come fanno credere! essa può sopravvivere senza una grande esportazione che è possibile con una moneta che venga mantenuta bassa da qualcun altro; lo scenario ideale per loro è quello creato con lo Sme prima e con l’euro dopo: gli altri governi siano allegri nella finanza in modo da tenere bassi i cambi mentre loro cercano con il rigore dei conti interni di tenere bassi i prezzi delle materie prime importate. Una specie di lebensraum e pax germanica senza panzer e bombardamenti. Ecco perché le cose a loro vanno bene e vanno sempre bene: paghiamo noi! E possono pure dire che gli scialacquoni sono gli altri! Questo giochetto che gli è riuscito dal 1979 ad oggi asserendo che la loro economia sia meglio di quella degli altri non può più essere sostenibile; è andata oltre l’accettabile; ha creato la bancarotta in ogni parte d’Europa e presto accadrà anche nella stessa Germania.
Serve un’altra strada, che esiste, che non è difficile, né bizzarra. È una strada che ponga al centro e prima di ogni altro obiettivo l’occupazione e la crescita perché solo nuovo sviluppo può generare gettito e risanamento contabile. È una strada che i tedeschi devono accettare anche se dovesse generare un po’ di inflazione; ed è una strada che anche la nostra Pubblica Amministrazione (che è sulla stessa linea dei tedeschi) deve accettare anche se produrrà meno potere della casta politica sulle categorie produttive.
Il Potere deve far marcia indietro e pregare i produttori veri, quelli che si sporcano le mani, (e quindi smetterla di colpevolizzarli e perseguitarli) di produrre qualcosa in più e assumere qualcuno in più. Cosa che non si fa con i diktat o con i decreti; si fa lasciando liberi i produttori di operare; cioè renderli più liberi dall’invadenza della Pubblica Amministrazione cioè del Potere pubblico e degli altri ad esso collegati. Difficile? Certo, oggi direi impossibile. Ma l’alternativa è la fine, e subito.

 

 


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Autore di questo articolo: Canio Trione

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