Le sue origini risalgono alla metà del 1700 come spezieria in località Piazzolla, nel centro storico di Salò. Divenuta farmacia nel 1868 è stata acquistata prima da Nicola Tassoni e nel 1884 da Nicola Amadei che ha mantenuto il nome del suo predecessore e sviluppato le potenzialità industriali dell’attività. In un primo tempo separando l’attività della farmacia da quella della distilleria che in principio produceva Acqua di Cedro, liquore simbolo dei salotti gardesani d’epoca. Fu poi la volta dello sciroppo di cedro da allungare con acqua che veniva prodotto nell’area di Viale Bossi a Salò dove tuttora c’è la sede legale e l’attività è ancora guidata dagli eredi Amadei.
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Siamo nel 2012. E questa, in linea generale, è una buona notizia. Lo è certamente perché siamo vivi, e di questo non possiamo non essere grati. Ogni anno, ogni mese, ogni giorno ed ogni momento sono risorse disponibili per crescere, per realizzare e per godere. Qualcuno, soprattutto all’interno del panorama finanziario, si attendeva stravolgimenti clamorosi in Italia, in Europa e nel mondo?
Se non ce ne sono ancora stati, a tutt’oggi, di concreti è da considerarsi, altrettanto, una buona notizia. In questo scenario chi è disposto ad acquistare per 500 euro un oggetto che costa (e quindi vale?) pochi centesimi? In realtà dalla seconda metà del 2011 la situazione è apparsa in grande trasformazione. La maggior parte delle persone, professionisti del settore e non, si attendeva la prosecuzione della ripresa avviata nel 2009 e proseguita nel 2010. Si è invece trovata catapultata, nel bel mezzo delle vacanze estive, in uno scenario che ha progressivamente esteso la percezione del pericolo. L’attenzione dei media e della gente comune si è focalizzata sulla finanza, come in ogni bolla speculativa che si rispetti, al rialzo o al ribasso che sia. Il focolaio della crisi è stata l’Italia, o almeno così è parso.
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LaLitro di Levissima è la prima bottiglia di acqua minerale realizzata con il 25% di R-PET. Ma non è l’unica innovazione in tema di sostenibilità introdotta dalla Sanpellegrino, come ha modo di spiegarci la dott.ssa Daniela Murelli, direttore Corporate Social Responsibility Gruppo Sanpellegrino.
“In Sanpellegrino il tema della sostenibilità ambientale è da sempre parte integrante del dna aziendale, valorizzare l’acqua minerale è una missione, ogni strategia e azione è orientata alla creazione di valore sostenibile nel tempo, prendendosi cura in primis della risorsa acqua, bene rinnovabile, ma non inesauribile.
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Ho difficoltà a pensare che il problema dell’Italia sia risolvibile con le cosiddette liberalizzazioni.
O meglio fatele o facciamole ma non cercate di convincerci che sia la soppressione delle regole a risolvere la crisi.
Forse abbiamo bisogno di più regole. Di regole più stringenti. Regole per i comportamenti dei nostri politici, regole per il mercato finanziario, regole per gli amministratori pubblici.
Regole che ridistribuiscano la ricchezza, che preservino le risorse energetiche dalla privatizzazione, che ridistribuiscano i servizi sociali, che diano migliori scuole per tutti, una sanità migliore per tutti.
Regole che separino gli istituti finanziari dal loro ruolo di banche di investimento e banche di credito ordinario.
Regole che ci preservino dagli scivolamenti. Esemplare il caso del comandante della nave da crociera che ha affermato di essere scivolato nella scialuppa di salvataggio. Poi è scivolato in un taxi ed infine è scivolato in albergo.
Vorremmo regole che impediscano ad un Ministro di scivolare nell’acquisto di una casa pagata da altri o di scivolare in vacanza milionarie pagate da altri o di scivolare nel favorire cognati ed imprenditori amici.
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Il 2011 è un anno importante per la Riseria Cremonesi. Da celebrare. Ricorrono, infatti, i sessant’anni dell’azienda. “La catena della qualità non deve esaurirsi in azienda ma proseguire fino alla tavola del consumatore”. È questo il principio fondamentale sul quale dal lontano 1951 ad oggi si è basata tutta l’attività della Riseria Cremonesi. Questo è lo spirito con il quale il fondatore, Egidio Evelino Cremonesi, oggi Presidente onorario dell’azienda, ha trasformato la materia prima risone nelle pregiate varietà di risi italiani, che poi ha tramandato ai suoi figli Andrea e Paolo, oggi dirigenti dell’azienda di famiglia. “Siamo entrati con gradualità – ci racconta Paolo - ma abbiamo apportato quel contributo fondamentale per sprovincializzare la riseria e proporre i nostri prodotti nelle più importanti fiere internazionali.
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La Federazione Moda Italia ha commissionato ad AstraRicerche un monitoraggio sul "sentiment" degli italiani e la loro propensione all'acquisto, con particolare riguardo al settore moda, in questo Natale 2011. L'indagine ha rivelato che il 68% degli italiani ha una percezione negativa della propria situazione socio-economica. Ed in tale situazione, anche il clima di fiducia degli italiani non poteva essere positivo, tant'è che il 61,5% degli intervistati si è dichiarato pessimista riguardo al proprio futuro nel prossimo anno, a fronte di un 38,5% che ritiene che la situazione si manterrà stabile o che ci possa essere un lieve miglioramento. Quindi la maggioranza dei consumatori è preoccupata, depressa, pessimista riguardo al futuro e di certo anche i necessari sacrifici previsti dalla manovra "Salva Italia" non aiuteranno ad incrementarne la fiducia. Si tratta di un trend gravemente preoccupante: basti dire che dopo l'Epifania 2010 i "positivi" ammontavano al 63% contro un attuale 38,5%, con un vero e proprio tracollo dall'inizio del giugno 2011 (quando i soggetti con sentiment positivo erano ancora pari al 55% degli intervistati).
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Tredici anni fa i prodotti biologici non erano così ricercati come lo sono oggi. Così per sfondare sul mercato il sig. Salvatore Cammisa fu costretto a convertire la sua azienda di produzione di pasta biologica Bio Murgia in Rio Murgia. Tuttavia non cambiò il bacino di approvvigionamento del grano che restò appunto quello italiano, pugliese, murgiano. Da un piccolo pastificio di 70 mq ad Altamura, città nota in tutto il mondo per il pane che gode della denominazione di origine controllata, passò dopo alcuni anni ad un nuovo stabilimento di 2500 mq per la produzione di pasta di grano duro e pasta fresca.
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Dal 01 gennaio 2012 è entrata in vigore la Legge di Stabilità n. 183 del 12 novembre 2011, (G.U.n.265 del 14/11/2011) con la quale all’art. 34, comma 7, è stato previsto che: “a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge le transazioni regolate con carte di pagamento presso gli impianti di distribuzione carburanti, di importo inferiore ai 100 euro, sono gratuite sia per l’acquirente che per il venditore”.
Questa gratuità prevista dalla ns. Legge rientra in un programma di contrasto alla criminalità e di lotta al riciclaggio favorendo i pagamenti a mezzo carte di credito e di debito.
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Auricchio? Il Provolone. Punto. Basterebbe questo per inquadrare l’azienda nata a San Giuseppe Vesuviano nel 1877, leader indiscussa in tutto il mondo. Merito del “Segreto” di don Gennaro. Gennaro Auricchio, è stato, infatti, l’inventore del “caglio speciale” che ha dato al suo provolone un sapore unico. Lavorava partendo dalla selezione del latte e seguendo passo passo la fabbricazione nei caseifici a garanzia della qualità, fino all’organizzazione delle vendite. La lavorazione, allora, non avveniva in un unico stabilimento, perché il latte doveva essere trattato quasi sul posto di produzione per ovvi problemi di trasporto.
Il Provolone Auricchio si è affermato velocemente, e sul finire dell’Ottocento il cognome del suo produttore è diventato sinonimo del formaggio stesso, creando uno stretto legame nel consumatore tra marca e qualità del prodotto.
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E se facessimo come l’Argentina? Dieci anni fa, nei primi mesi del 2002, 200.000 cittadini argentini lasciarono il loro paese per tornare alla loro patria di origine: l’Italia.
Dopo 10 anni questi cittadini sono ritornati in Argentina trovando un paese trasformato.
Un paese con gli indici di povertà scesi ad un quarto di quelli degli anni ’90. Un paese che cresce con ritmi dal 7 al 10% l’anno. Un paese che ha rinazionalizzato tutto quello che la politica di asservimento ai dettati del FMI (fondo monetario internazionale) aveva privatizzato. Tutto era diventato dei privati. Sanità, scuole, banche, energia, acqua,linee aeree, poste.
A completamento dell’operazione, nel 2005 l’Argentina con il sostegno del Brasile e del Venezuela di Chavez ha chiuso i conti con il FMI.
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“Vado in fabbrica tutte le mattine, lavoro, tocco la pasta come dice la nonna, vedo le scatole che partono per tutto il mondo”. La battuta è di Tommaso, il protagonista del film Mine Vaganti girato proprio nel Pastificio Tandoi di Corigliano d’Otranto. Le somiglianze, però, con il vero Filippo Tandoi, presidente dell’omonimo gruppo, finiscono qui. Mentre nella pellicola di Özpetek agli eredi proprio non andava di continuare la tradizione, per la vera famiglia Tandoi il pastificio è un motivo di orgoglio.
La passione per il grano è stata tramandata a Filippo e Adalberto dai nonni nei primi del 900 e ha permesso la realizzazione di un team di aziende che si dedicano con amore e costanza a curare ogni dettaglio: dalla selezione alla macinazione, alla trasformazione in semola e farina, alla creazione di formati di pasta capaci di trasmettere in tutto il mondo tutto il gusto della tradizione gastronomica italiana.
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Ormai anche i più euroentusiasti lo ammettono: i sacrifici e i malesseri dell’eurozona sono dipesi dall’euro. Ma cosa fare? Come si fa senza? I Trattati sono stati pensati senza via di uscita e senza scadenza; sarà stato un errore, certo, ma come si rimedia?
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