Sei qui:   Home >> Fiabe >> Il gigante Osvaldo

News

Joomla Slide Menu by DART Creations

Ricerca su...

Googlezonafrancanews.it

Newsletter

Nome:

Email:

Condizioni

ZonaFrancaNews on Facebook

L'Opinione

Dov’è il Cavaliere?
article thumbnailMa dove è finito Silvio Berlusconi? Alla Scala di Milano, per l’inaugurazione della stagione lirica, c’erano proprio...
  • “Barbarians at the gate”
    Non per atteggiarmi a Mario Platero, straordinario corrispondente da New York per Il Sole 24 ore, ma la visione di Teddy Forstman,...
  • Caso di ipnosi collettiva
    Dopo la caduta delle torri gemelle, lo tsunami di Fukushima, i gialli di sesso e droga... si è scoperto che i racconti più...
  • Lettera aperta al Professor Monti
    Ill.mo Professor Monti Ella è percepita come espressione di quella cultura economica che non ha saputo prevedere e curare la crisi...

Altri Mondi

Maglia nera all’Italia nella lotta alla povertà nel mondo
article thumbnailI dati preliminari sullo stato dell’aiuto pubblico allo sviluppo dell’Italia, fatti circolare dall’OCSE, sono la...

Attualità

Puniti i comportamenti estorsivi del datore di lavoro
article thumbnailIl mercato del lavoro, in questo particolare periodo di crisi economica, è indubbiamente a favore degli imprenditori, a causa della...

Cultura e Culture

Don Gallo, lo scrittore, l’uomo, il prete
article thumbnailRoba da non crederci. Il giornalista chiede: “Cosa gli diciamo allora ai Vescovi sui preservativi?”. La risposta: “Che se...

Diritto e Fiscalità

La cessione d’azienda e la responsabilità fiscale del cessionario
article thumbnailL’azienda, intesa quale complesso di beni unitariamente destinato all’esercizio dell’impresa (teoria unitaria),...

Finestra sui Mercati

Question time
article thumbnailDov'è andata a finire tutta la fretta che ci aveva messo l'Unione Europea per fare le riforme? Perchè in quindici giorni di...

Moda e Tendenza

Tutti pazzi per le bretelle
article thumbnailÈ stato l’inglese Albert Thurston il bretellaio per così dire più famoso del mondo. Sin dal 1822 la casa...


Il gigante Osvaldo

Angelo Lo Verme Entertainment - Fiabe
Hits smaller text tool icon medium text tool icon larger text tool icon

gigante

C’era una volta un gigante buono di nome Osvaldo, che abitava in una grande caverna posta sulla scogliera nel regno di re Manfredi. Era alto più di quattro metri e pesava non meno di trecento chili. A vederlo era spaventoso, ma in realtà non era capace di fare del male a una mosca. Si cibava di erbe bollite, di carne cotta e di frutta, che la popolazione gli portava quotidianamente fin nella caverna, dato che non era capace di procurarsi né il cibo né l’acqua e sarebbe morto di fame e di sete nel giro di pochi giorni. Era amato da tutti per la sua bontà e allegria. Re Manfredi gli aveva proposto di vivere in città in una casa costruita appositamente per lui, per rendere più agevole il suo approvvigionamento, ma egli aveva rifiutato preferendo vivere nella campagna affacciata sul mare, immerso nella natura e nel silenzio.

Così ogni mattina dalla città partiva un carro carico di cibo, acqua e legna per il fuoco, in direzione della sua enorme grotta. I vestiti glieli confezionavano su misura i sarti della corte del re.
Il gigante Osvaldo viveva davvero in modo agiato e tranquillo, senza pensieri per la testa. L’unica cosa che sapeva fare era suonare il flauto in modo divino. In cambio di tanti servigi dunque, il re gli aveva chiesto di produrre ogni sabato sera un concerto in piazza, dove il popolo poteva ascoltarlo suonare e lui poteva socializzare un po’ stando a contatto per qualche ora con la gente che lo applaudiva con passione. Naturalmente le dimensioni del flauto erano proporzionate alla sua mole, ma pur essendo uno strumento gigantesco, produceva un suono dolcissimo grazie alle sue enormi ma abili mani e alle sue carnose labbra. 
Quando ogni mattina le quattro guardie incaricate dal re gli portavano i viveri, già da lontano sentivano risuonare le note del suo dolce flauto. Scherzavano un po’ con lui, lo ascoltavano per un po’ suonare e poi tornavano in paese.
“Osvaldo, stamattina abbiamo parlato con la Carmela e ci ha detto che vorrebbe diventare la tua fidanzata.”
“Non è vero,” si schermiva lui imbarazzato, e poi si metteva a ridere a crepapelle divertito per lo scherzo, provocando l’allegria in tutti.
“Ma guarda che la Carmela è alta due metri e ha delle curve…” diceva uno dei quattro, lasciando volutamente la frase in sospeso e mimando un seno e delle anche enormi. Osvaldo, vergognandosi per l’allusione, arrossiva e poi si metteva a ridere fragorosamente fino alle lacrime nel vedere mimare gli attributi muliebri. Insomma, era uno spirito candido e giocondo.
Un giorno, mentre suonava il suo flauto davanti la grotta e osservava il mare fragoroso sotto di lui, sentì un fracasso più forte. Si affacciò sul promontorio e vide una nave con la bandiera dei pirati in difficoltà contro i cavalloni, che si era schiantata sugli scogli sottostanti. In breve la nave imbarcò acqua da tutte le parti e affondò. Sull’acqua spumosa e in tempesta, in balia delle onde, c’erano sei sopravvissuti che lottavano con le acque agitate per non affondare insieme alla nave. Subito il gigante Osvaldo calò le cime di due corde dal promontorio alto una decina di metri. Gli uomini cominciarono a lottare l’un l’altro per aggiudicarsi le cime e mettersi in salvo. In questa lotta quattro annegarono, con dispiacere del gigante che piangeva di sconforto, due invece, i più determinati, riuscirono ad aggrapparsi alle corde; cosicché Osvaldo poté issarli su. Appena arrivati sul pianoro, i due si spaventarono nel vedere quel colosso, ma esausti com’erano, si sdraiarono per recuperare un po’ di forze. Il gigante continuava a piangere, e i due rimasero parecchio stupiti, non meno che dalle sue dimensioni. Riavendosi dalla stanchezza e sentendosi rassicurati dalla bontà che ispirava il gigante, gli chiesero come mai piangesse.
“Avete fatto annegare i vostri compagni… potevate aggrapparvi tutti alle due corde… invece avete lottato l’un l’altro. Bastava aspettare un po’, e potevate salvarvi tutti,” diceva singhiozzando come un bambino il gigante.
“Suvvia, non fare tante storie, nel momento del pericolo ci si arrangia come si può” disse ringalluzzito il più smilzo dei due.
“Bastava aspettare! Bastava aspettare, invece di lottare tra di voi!, e vi avrei tratti tutti in salvo!” urlò il gigante Osvaldo. I due indietreggiarono spaventati.
“Dai, adesso non ti arrabbiare, ognuno voleva salvare la propria vita, non è poi così grave!” esclamò l’altro, più tracagnotto.
“Sarete giudicate dal mio saggio re” disse il gigante.
“Domattina, quando verranno a portarmi il cibo, vi consegnerò ai suoi uomini.” I due cominciarono a preoccuparsi.
“Qui si mette male” disse lo smilzo.
“Dobbiamo pensare a qualcosa” disse il tracagnotto.
“Intanto asciugatevi al fuoco dentro la grotta e poi mangiate un boccone per rimettervi in forze” disse il gigante Osvaldo.
“Grazie” dissero i due scambiandosi un’occhiata furba. Quando mangiarono a sazietà dissero che avevano sonno e che andavano a dormire. Nella notte, mentre il gigante dormiva, i due si alzarono e in silenzio fuggirono dalla grotta per scampare al giudizio del re. Quando il gigante all’alba si svegliò, non vide più i due naufraghi. “Sciocchi, hanno temuto di essere puniti, non conoscendo la saggezza del  nostro re che non avrebbe fatto altro che comprenderli e aiutarli,” disse fra sé il gigante Osvaldo.
I due intanto erano giunti in città e per non dare nell’occhio con quegli stracci sporchi che indossavano, derubarono un mercante per potersi comprare dei vestiti nuovi. Col resto del denaro si pagarono un lauto pranzo e una camera per la notte. Poi nel pomeriggio entrarono in una taverna, provocarono una rissa con l’oste per una bazzecola, che gli avrebbe servito del vino acido, sfasciarono il locale e fuggirono via. Le guardie però erano già sulle loro tracce. Per quella notte comunque riuscirono a dormire nei loro letti.
Intanto il gigante Osvaldo raccontò l’accaduto alle quattro guardie che gli portarono i viveri, che a loro volta riferirono tutto al re Manfredi. In breve a corte collegarono i due sconosciuti che avevano provocato tanto disordine in città, ai due naufraghi. Il capo delle guardie, per ordine del re, fece sguinzagliare per la città cento guardie per acchiappare i due fuggitivi. Cercarono in tutte le taverne e in  tutte le locande della città, fin quando non riuscirono ad acciuffarli mentre ubriachi molestavano due giovani donne. Insomma, nel loro breve soggiorno in città dimostrarono di che mala carne erano fatti. E’ proprio il caso di dire che chi è avvezzo al male, pensa e fa solo il male. I due hanno ricambiato l’atto di generosità del gigante Osvaldo con tante malefatte, ma infine furono puniti dai giudici del re Manfredi con cinque anni di lavori forzati.
 

 


Angelo Lo Verme collabora con noi da Mercoledì 16 Dicembre 2009.

GTranslate

Italian English French German Portuguese Russian Spanish

Corsi

Migro Informa

Oltre Confine

Damasco, sei mesi dopo
article thumbnailNella profumata Damasco i muezzin cantano ancora, tutti i giorni, cinque volte al giorno, seguendo  la luna. Scandiscono il tempo e lo...

Scienze

Via la sofferenza con lo Yoga
article thumbnailLa vita è sofferenza. Tutti noi siamo continuamente in balia delle nostre emozioni e, a parte pochi attimi di felicità e...

Salute e Benessere

Tortino di zucchine
article thumbnailLa portata che vi proponiamo oggi è molto nutriente e può essere “utilizzata” come piatto unico magari...
  • Pasta alla norma
    Oggi in tavola un piatto siciliano: la pasta alla Norma. Un piatto molto calorico e gustosissimo che deve il suo nome alla più...
  • Risotto al radicchio e pancetta
    Per tutti gli amanti del radicchio, ecco una ricetta molto semplice e al tempo stesso raffinata: il risotto al radicchio e pancetta. ...
  • Insalata di arance
    Oggi una ricetta rubata dal ricettario della nonna: l’insalata di arance. Ingredienti semplici da reperire, sapori semplici, una...
  • Dormire molto è nocivo. Dormire poco, pure.
    Per vivere a lungo bisogna dormire dalle sei alle otto. Nè di meno, né di più. Secondo uno studio condotto in modo da...
  • Torrone o croccante, dolcezze sorelle
    L’avvicinarsi del Natale, ci riporta alla mente i suoi sapori: molti, differenti ma il sapore emblematico del Natale è dato...

Sport

Si gioca nonostante le tragedie
article thumbnailUdinese e Lazio in testa alla classifica è un gran bel vedere ma al contrario, le critiche che “piovono” sul rinvio del...
  • Juventus corsara ma occhio al Milan
    Nella nona giornata del campionato di calcio di Serie A, la Juventus conferma di essere una delle candidate alla vittoria finale. Certo,...
  • Eppure certe volte accade. Ciao Sic
    Osservi gli operai che lavorano su una impalcatura e pensi che non avendo alcuna protezione, rischiano la propria vita e difatti certe...
  • Juventus prima della classe
    Nel secondo turno infrasettimanale del campionato di calcio di Serie A, la Juventus conquista la vetta della classifica approfittando del...
  • Udinese inarrestabile
    Si parla sempre di Milan, Inter Juventus e Napoli ma pare che l’Udinese abbia intenzioni serie. Da anni assistiamo all’ottima...
  • Flop Napoli ma la Juve non ne approfitta
    Nella settima giornata di campionato, non cambia niente in testa alla classifica. Domenica particolare, caratterizzata da 5 pareggi senza...

Entertainment News

Io, l’uomo nero
article thumbnailDa qualche giorno è in piena libertà, per gravi problemi di salute, Pier Luigi Concutelli, sessantasette anni, assassino e...

Archivio

REALIZZATO DA STEFANO RICCI sviluppatore sistemi web "la Città" s.r.l. casa editrice P.IVA 03291610727 num. matricola impiegato: 7 num. matricola INPS azienda: 0912675725