C’era una volta una coccinella con due belle elitre rosse macchiettate sette volte di nero, che passeggiava su una lattuga in cerca di afidi e cocciniglie da mangiare. Faceva troppo caldo, per cui aveva fretta di tornarsene a casa. Dopo che si ebbe saziata, volò verso casa. Mentre volava, vide una formichina su un percorso accidentato di zolle, pietre e grandi foglie, intenta a trasportare con fatica una mollichina. Atterrò davanti a lei e dopo averla salutata le disse:
“State sempre a faticare voi formichine, ma non vi stancate mai?”
“Eccome se ci stanchiamo! per tutta l’estate dalla mattina alla sera; ma ci riposiamo tutto l’inverno al calduccio dei nostri formicai, con tante provviste nei magazzini, per sfamarci noi e la nostra regina con le sue larve” rispose la formichina.
“Eh sì, voi siete insetti sociali, ben organizzati e vivete molti anni. Noi invece d’inverno andiamo in ibernazione e d’estate viviamo alla giornata, quello che si trova, senza accumulare, tanto a che servirebbe!”
“Ho capito” disse la formichina.
“Però siamo molto utili all’agricoltura, divoriamo tanti parassiti pericolosi per le piante, e gli uomini ci trattano bene perché serviamo loro da antiparassitari” disse con soddisfazione la coccinella.
“Bene, sono contenta!... Adesso però devo andare, mi ha fatto piacere parlare con te” disse la formichina alla coccinella, e ricominciò a trascinare la sua mollichina. La coccinella dispiegò le ali e si avviò alla sua casa. Diede da mangiare alle sue piccole coccinelle ancora in forma di larve e poi si riposò insieme al suo sposo.
L’indomani le due coccinelle coniugi volarono nel campo lì vicino coltivato a verdura. Si posarono su una verdura e cominciarono a mangiare gli afidi e le cocciniglie che vi si trovavano sopra. Un bambino, appena vide le due rosse coccinelle volle prenderle in mano per giocarci. Era ammaliato dal rosso vivo delle loro elitre e da tutte quelle macchiette nere che le facevano sembrare come vestite con un tessuto a pois. Il padre gli disse di non maltrattarle perché sono insetti utili all’ambiente; così il bambino, dopo averle accarezzate con delicatezza, le riposò sulle foglie della verdura.
“Che fai di bello, bimbo bello?” gli chiese la coccinella madre.
“E’ finita la scuola da qualche giorno e quindi posso giocare qui nei campi di papà” rispose il bimbo.
“Anche noi abbiamo dei figli” disse la coccinella madre.
“Davvero?! Voglio vederli!” esclamò il bimbo con la bocca aperta per lo stupore. “Non puoi vederli, perché ancora non escono di casa, giacché sono allo stato larvale” disse la coccinella padre un po’ autoritaria.
“Oh... che peccato!” esclamò il bimbo deluso.
Intanto il padre era intento a irrigare le verdure e quando ebbe bisogno di un coltello per tagliare la verdura, chiamò il figlio perché si facesse dare un coltello dalla mamma. Il bimbo salutò le due coccinelle e corse verso casa per prendere il coltello che serviva al suo babbo. Quando tornò dal babbo col coltello, gli chiese che cosa fosse uno stato larvale.
“Devi sapere che gli insetti nascono dalle uova, ma nella maggior parte delle specie non sono subito uguali ai genitori. Dall’uovo si schiude appunto la larva che non somiglia ai genitori; ma nel tempo subisce una metamorfosi e dalla larva al bozzolo si trasforma infine nella pupa, che è il piccolo completo di ali e zampine” gli spiegò il padre. Il bimbo sembrò soddisfatto della spiegazione e si rimise a giocare con l’acqua che scolava nei solchi preparati per l’irrigazione. Faceva caldo, le cicale frinivano forte e gli uccelli cantavano all’ombra tra i rami degli alberi. Poi il bimbo, stanco di giocare con l’acqua, andò di nuovo dalle cicale per giocare con loro e conversare un po’.
Mentre conversavano allegramente, il cielo si oscurò per l’arrivo di uno stormo di corvi gracchianti. Cra... cra... cra... Il cielo riecheggiò del gracchiare dello stormo dei corvi. Le due coccinelle cominciarono ad agitarsi per lo spavento. D’un tratto, due corvi si calarono in direzione delle coccinelle, ma vedendo il bambino non osarono avvicinarsi.
“Papà, papà!” urlò il bimbo.
“Aiutaci, i corvi vogliono fare del male alle coccinelle!” urlava ancora il bambino. “Resta vicino a loro, che vado a prendere il fucile!” gridò il padre che corse verso casa a prendere il suo schioppo. Per far fuggire lo stormo di corvi sparò due colpi in aria, e questi, nel sentire gli botti, cambiarono direzione e fuggirono lontano. Per il momento le due coccinelle erano salve.
“Grazie, buon uomo, per averci aiutato” disse la coccinella madre.
“E grazie a te bel bimbo, per aver chiamato tuo padre in nostro aiuto” disse la coccinella padre.
“Appena le larve si saranno trasformate, ti faremo vedere i nostri figlioli” continuò la coccinella padre.
“Se ci accompagni fino alla nostra dimora, vedrai dove abitiamo, così fra qualche tempo ci potrai venire a trovare e ti faremo vedere quanto sono carine le coccinelle appena formate, piccole piccole come miniature, ma rosse e macchiettate di nero come noi” disse la coccinella madre. Così fecero. Il bimbo controllava che qualche corvo non si avvicinasse troppo alle due coccinelle che volavano basse, mentre il bimbo le seguiva correndo. Arrivati alla casa delle coccinelle, queste ringraziarono, salutarono il bimbo augurandosi di rivederlo presto ed entrarono in casa. Il bimbo memorizzò bene il posto perché ci teneva a ritornare per vedere i figlioletti delle due coccinelle sue amiche.
“Papà, papà, ho visto dove abitano le due coccinelle!” urlò eccitato il bimbo al padre, sempre intento ad irrigare le verdure.
“Bene, fra qualche giorno i piccoli saranno formati. Ti accompagnerò io stesso per vederli” gli disse il padre.
Difatti, dopo qualche giorno, tutta la famigliola, padre, madre e bimbo, si recò alla casa delle due coccinelle che li accolsero con molta gioia. Ad uno ad uno fecero uscire in sfilata le loro piccole coccinelle. Appena il bimbo le vide, rimase con la bocca aperta per la meraviglia e la gioia. Vedeva tante minuscole coccinelle, di un bel rosso vivo macchiettate di nero come un vestito a pois, che come piccole modelle sfilavano per farsi ammirare. I genitori del bimbo, soddisfatti, lo guardavano sorridendo. Dopo che il bimbo ebbe giocato un po’ con le piccole coccinelle prendendole delicatamente in mano e baciandole sul dorso rosso, col padre e la madre si avviarono verso casa, felici e contenti della bella esperienza.

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