C’era una volta una lumachina di nome Cesarina che viveva tutta sola nella sua piccola casetta. Usciva la mattina per andare a mangiare qualche fogliolina in mezzo alla campagna, e tornava la sera col suo incedere lento ma costante. Un giorno sul suo cammino incontrò una tartarughina di nome Antonina che si era persa; era piccola, ma proprio piccola, quasi quanto la lumachina. Subito fecero amicizia e lentamente s’incamminarono insieme nella campagna. Nel loro percorso venivano superati da una miriade di animaletti e insetti, e loro li lasciavano passare, rispettosi di chi era più veloce di loro. Alcune formiche che uscivano scariche dal formicaio in cerca di cibo, mentre le superavano le prendevano in giro.
“Pista! Pista! Ché noi abbiamo fretta, lumaconi e tartarugoni che non siete altro!” esclamavano sghignazzando le formiche.
“Prego, prego! Accomodatevi pure, voi che andate sempre così di fretta” diceva Cesarina la lumachina mentre si faceva da parte.
“Che possiate inciampare e rompervi qualche gamba” imprecava piano Antonina la tartarughina per non farsi sentire, mentre le lasciava passare stizzita dalla loro arroganza.
“Vedetemi quando nuoto nel mare se sono lenta; terricoli che vivete sottoterra, vi sfiderei nel mio ambiente naturale, vi sfiderei!...” diceva avvilita e irritata Antonina la tartarughina.
“Intanto siamo sulla terraferma e devi lasciarci passare” rispondevano crudeli le formiche.
Un giorno ci fu un incendio nella campagna e tutti gli animali fuggivano più velocemente possibile per scampare alle fiamme. Le formiche si rifugiavano dentro i loro formicai, la selvaggina nelle loro profonde tane, i cani con la loro velocità sfuggivano bene le fiamme, gli uccelli volavano alti, lontani dalle fiamme. Solo per Cesarina la lumachina e Antonina la tartarughina si metteva proprio male, lente com’erano nel fuggire. Stavano per essere avvolte dalle fiamme, quando un coniglietto impietosito le chiamò e le invitò ad entrare nella sua profonda tana. Riuscirono appena in tempo ad entrare con la loro proverbiale lentezza, quando il fuoco passò oltre il buco della tana, senza averla incendiata.
“Grazie per il tuo aiuto coniglietto bello” disse Cesarina la lumachina.
“Ci hai salvato la vita buon coniglietto, te ne saremo per sempre grate” disse Antonina la tartarughina.
Un altro giorno ci fu un tremendo maremoto e l’onda alta del mare sommerse la spiaggia e s’inoltrò per la campagna sommergendo tutto, piante e animali. Le tane furono tutte inondate e molti animaletti morirono annegati, così pure tutti i formicai, ove perirono migliaia di formiche. Antonina la tartarughina invece si trovò improvvisamente nel suo ambiente naturale, e senza alcun timore dell’acqua invitò a salire sulla sua corazza l’amica Cesarina la lumachina e quattro formichine che si trovavano vicino a lei. Quando furono tutte salite, Antonina si mise a nuotare trasportando la sua amica lumachina e le formichine che proprio da amiche non s’erano comportate, quando camminavano sicure e spedite sulla terraferma.
“Grazie tartarughina, sei stata troppo buona con noi, che non abbiamo fatto altro che deridere la tua lentezza e quella della tua amica lumachina sulla terraferma. Ora che siamo sull’acqua potevi deridere noi mentre annegavamo, e invece ci hai salvate da una morte certa” disse una formichina. “Mi spiace che moltissime vostre compagne siano annegate, senza aver potuto far nulla per loro” disse addolorata Antonina la tartarughina.
“Non potevi certo salvare tutte le formiche di questa campagna!” la scusò un’altra formichina.
“Non ci burleremo mai più della vostra lentezza, poiché ogni creatura ha i ritmi che il buon creatore le ha assegnato” disse una terza formichina.
Antonina la tartarughina trasportò sulla terra asciutta le sue amiche, che la ringraziarono di vero cuore per il suo aiuto. Si salutarono con grande trasporto; poi Antonina tornò in acqua e nuotando si diresse verso il mare aperto dove avrebbe incontrato tante altre tartarughine con cui vivere insieme. Da adulta sarebbe ritornata sulla spiaggia in cui era nata per depositare le sue uova da cui sarebbero nate decine di altre tartarughine.

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