C’era una volta una stella alta nel cielo, che si sentiva molto sola, distante anni luce com’era dalle altre sorelline. Allora si mise a viaggiare alla velocità della luce per l’universo, fino a raggiungere, dopo migliaia di anni, un’altra stella. Era stato un viaggio bellissimo, in cui aveva incontrato tante nebulose gassose, stelle comete, pianeti e meteore. Le si affiancò e la salutò:
“Ciao stellina, come ti chiami?”
“Io mi chiamo Vega e tu?”
“Il mio nome è Sirio.”
“Che ci fai qui, non ti avevo mai vista prima?” chiese Vega.
“Mi annoiavo a starmene tutta sola nella galassia, così ho raggiunto te che eri la stellina più vicina” rispose Sirio.
“Bene, così ci facciamo compagnia!” esclamò Vega.
“Sai che hai avuto una buona idea!” continuò Vega.
“Siamo miliardi di stelle, eppure dobbiamo sentirci tanto sole!” esclamò Sirio.
“Ma tu non avevi alcun pianeta da riscaldare nella tua orbita?” le chiese Vega.
“Ce l’avevo, si chiamava Apollo, ma i suoi abitanti si sono autodistrutti insieme ad esso con le bombe atomiche.”
“Bombe atomiche? E che cosa sono?” chiese stupita Vega.
“Le bombe atomiche funzionano come noi stelle, con esplosioni nucleari, molto distruttive però se usate male dagli uomini” rispose Sirio.
“Gli abitanti di Apollo sono riusciti a costruire delle stelle?” chiese sempre più sbalordita Vega.
“In un certo senso... in dimensioni ridotte... sì” rispose Sirio.
“Gli abitanti del mio pianeta, Sputnik, solo da poco tempo hanno imparato a riscaldarsi col fuoco, quando io sono coperta dalle nubi e fa freddo” disse Vega.
“Gli abitanti del mio pianeta avevano superato questa fase già da migliaia di anni, ed erano giunti ad uno stato molto avanzato nelle scoperte scientifiche. Volavano con gli aerei, parlavano con i telefonini, lavoravano con i computer, viaggiavano in macchina, ecc.” disse Sirio.
“Tu mi parli di cose che non ho mai visto né sentito” disse Vega un po’ frastornata.
“Fra qualche migliaio di anni li vedrai pure tu nel tuo pianeta. Questi uomini sono esseri straordinariamente intelligenti, e riescono ad evolversi magnificamente” disse Sirio.
La stellina Vega era sempre più confusa, così cambiò discorso: “Dopo aver tanto viaggiato, vorrai pur mangiare?”
“Sì, un rifornimento di idrogeno ed elio non mi farebbe male” rispose Sirio.
“Ne ho conservati in dispensa, te ne prendo un po’” disse Vega. Andò a prendere una bella bottigliona di elio e idrogeno e ne diede a Sirio che si rifocillò.
“Ne avevo veramente bisogno” disse soddisfatta la stellina Sirio che ricominciò il suo chiacchiericcio.
“Gli abitanti del mio pianeta erano molto evoluti nella testa, ma dentro, nel cuore, erano vuoti come otri bucate.”
“I miei abitanti invece usano ancora poco la testa, ma fanno tutto con il cuore” disse Vega.
“Buon per loro!; ma l’evoluzione, che sarà inevitabile e te ne accorgerai fra qualche migliaio di anni, deve avvenire in loro parallelamente nella testa e nel cuore, cioè nella loro civiltà deve avvenire un’evoluzione morale pari a quella scientifica, altrimenti gli capiterà quello che è successo al mio pianeta” disse Sirio.
“Non capisco bene quello che dici, ma so che gli abitanti del mio pianeta vivono in maniera semplice e adorano me, il loro sole” disse Vega.
“Un tempo adoravano pure me gli abitanti del mio pianeta, ma poi hanno perso ogni spiritualità a tutto vantaggio del materialismo più sfrenato” disse Sirio.
La stellina Vega non riusciva a capire tutto quello che la compagna le diceva; per la sua natura semplice, quelle erano discussioni astruse. Stettero un po’ in silenzio nella quiete dell’universo. Vedevano molteplici galassie brillare lontano sullo sfondo nero. Dopo un po’ si avvicinò la luna del pianeta Sputnik, tutta bianca e brillante.
“Ho percepito sulla mia superficie che c’è più caldo oggi, così sono venuta a vedere, e ora capisco che succede, hai trovato una compagna!” esclamò la luna rivolta alla stella Vega.
“Sì, ti presento la stella Sirio che è venuta da molto lontano in cerca di compagnia” disse Vega. “Piacere, io sono la luna del pianeta Sputnik.”
“Piacere” disse Sirio.
“Beh, vi lascio, devo continuare a girare intorno al mio pianeta” disse la luna che continuò ad orbitare.
Anche sul pianeta Sputnik cominciò a esserci troppo caldo, il quale, preoccupato, chiese a Vega che succedeva. Saputo della nuova stella s’inquietò, pensando al pericolo che correvano la sua superficie e i suoi abitanti con un aumento della temperatura abbastanza significativa.
“Stella Vega, questa tua compagna non può stare vicino a te, perché mi scombina l’equilibro termico, facendo sciogliere i ghiacciai e facendo soffrire gli uomini, gli animali e le piante, i quali difficilmente potrebbero adattarsi a queste temperature elevate” disse il pianeta Sputnik.
“A questo non ci avevo pensato” disse Vega. “Neanch’io” aggiunse Sirio.
“Per compagna devi cercarti una stella che dista abbastanza dai suoi pianeti che quindi sono freddi. In due potrete riscaldare bene qualche pianeta e permettere in loro la formazione della vita” disse il pianeta Sputnik.
“Conosci qualche stella simile?” chiese la stella Sirio.
“C’è Andromeda, non molto lontana, qualche centinaio di anni luce al massimo. I pianeti che gli orbitano intorno sono bui e freddi, e quindi disabitati. Accoppiandoti con Andromeda, potrete riscaldare e illuminare bene quei pianeti” disse il pianeta Sputnik.
Parve a tutti una buona idea, così la stella Sirio salutò i suoi compagni, pianse lacrime di tristezza e si avviò a malincuore, per affrontare qualche centinaio di anni di solitudine prima di raggiungere Andromeda. Dopo cento anni di viaggio arrivò da Andromeda con la quale fece subito amicizia. I pianeti più vicini ricevettero più luce e calore, più radiazioni e radioattività dalle due stelle attorno cui orbitavano, e da questa nuova energia e da composti chimici come l’idrogeno, il metano e l’ammoniaca, si formarono le molecole organiche. Una prima forma di vita era nata, c’era solo da aspettare parecchi milioni di anni per assistere alla nascita di organismi complessi, come animali e uomini intelligenti.
La stella Sirio che a fianco a Vega stava distruggendo la vita per un eccesso di energia, a fianco di Andromeda, alla distanza giusta dai pianeti e con la giusta energia, contribuì a creare la vita. In fondo creare e distruggere sono solo gli opposti di una medesima energia, che non possiamo non chiamare divina.

Twitter
Myspace
Slashdot
Furl
Yahoo
Googlize this
Blinklist
Facebook
Wikio
Diggita
Kipapa.cc
Notizieflash
OKnotizie
Segnalo
Ziczac

