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“Gli effetti secondari dei sogni” di Delphine De Vigan

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Titolo: “Gli effetti secondari dei sogni”
Autore: Delphine De Vigan – Traduzione di Marco Bellini
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: maggio 2008
Pagine: 239
ISBN-13: 9788804578734

Lou Bertignac ha dodici anni: la sua famiglia, chiusa nel ricordo inconfessabile di una tragedia del passato, vive in un silenzio opprimente, mentre a scuola la sua intelligenza fuori dal comune l'ha portata in una classe avanzata, piena di studenti più grandi che non hanno nulla a che spartire con lei. Incapace di creare una relazione con chiunque, alla stazione di Austerlitz Lou incontra una ragazza appena più grande di lei, Nolwenn, che si è lasciata alle spalle un passato difficile e ora vive da randagia. Tra le due, nel tempo di uno sguardo, si crea un'intesa speciale, che nessuna delle due aveva mai trovato prima. La vicenda, drammatica eppure lieve, di due vite chiamate a intrecciarsi e, se non a salvarsi, almeno a trovare nuove speranze.
"Les choses sont ce qu’elles sont", le cose sono quello che sono. Questo è il messaggio di tutto il libro e a questo messaggio Lou risponde con tutta la forza, l’entusiasmo, l’incoscienza e la fede dei suoi tredici anni.

Il paragone con "La solitudine dei numeri primi" di Paolo Giordano viene spontaneo, ma è quanto mai fuorviante. Alcuni critici hanno scritto che quest'opera di Delphine De Vigan, la sola tradotta in italiano dell'autrice francese, manca dell'eleganza stilistica del libro di Giordano, ma è anche vero che si presenta al pubblico ripulita dalla spinta mediatica fortemente voluta dall'editore (Mondadori per entrambi) e favorita dalla vittoria del Premio Strega e del Premio Campiello nel 2008 dell'italiano.
Ciò che resta è un ritratto impietoso del borderline, visto con gli occhi della società che li emargina più o meno consapevolmente.
Nolwenn, la giovane senza tetto co-protagonista, è il prototipo dell'essere umano ai margini, in tutti i suoi aspetti più palesi e retorici, se vogliamo, con un passato difficile alle spalle, una storia di abbandoni, sfruttamento, dipendenze. Lou Bertignac è la tredicenne, voce narrante, emarginata dalla sua stessa condizione di bambina prodigio, inserita a fatica in una classe di liceo con compagni più grandi di lei di due anni perché dotata di un QI pari a 160. Questa condizione niente affatto privilegiata la porta a guardare il mondo in un'ottica unica, acuta, sensibile, a compenetrarsi nelle sofferenze di No e a scorgere in lei un suo doppio, il solo essere umano che possa comprendere la sua solitudine, generata dall'incapacità di essere accettata e accettare se stessa, in bilico tra la costante tensione a ricercare una normalità che pare impossibile e la consapevolezza che le oscure ombre del passato che opprimono la sua famiglia non l'abbandoneranno mai.
"Gli effetti secondari dei sogni" è un libro sui sentimenti, sull'incomprensione, sui linguaggi, sui pregiudizi, sulla ribellione, sull'accettazione e il rifiuto di quest'ultima a lasciare che le cose siano quello che sono.
Stilisticamente semplice ma d’impatto, agile nella lettura, intenso nei contenuti. Assolutamente consigliato.
Nella speranza che tanto talento non venga sciupato da una trasposizione cinematografica con tutta probabilità assai deludente.

 


Angela Pansini collabora con noi da Lunedì 30 Novembre 2009.

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