Andare in vacanza e sempre utile e bello. Associare alle vacanze la visita ai musei, lo ritengo un viaggio meraviglioso. Non sempre ciò accade. Purtroppo. Dalle nostre parti, parlo del meridione poi, la cosa risulta alquanto rara. L’italico paese risulta pieno di meraviglie, stipate nei musei anche in quelli sconosciuti.
A Ruvo di Puglia (Ba) risiede un piccolo ma importante museo che andò formandosi dal 1820 fino al 1842 all’interno della residenza di Giovanni Jatta.
“Ideato come una vera e propria casa-museo, il palazzo Jatta è destinato ad accogliere al piano terra oltre al già citato museo, gli uffici, i locali agricoli, un tempo rimesse per cavalli e carrozze, mentre al primo piano (al quale si accede attraverso una bellissima scalinata) l'appartamento privato per la residenza familiare”.
La famiglia Jatta nel corso del tempo ha raccolto, trovandoli anche nei suoi possedimenti, numerosi e importanti vasi, oggetti vari in terracotta, pietra e bronzo datati dal settimo secolo al quarto secolo prima della nostra era. Non tutti gli oggetti esposti sono di Ruvo: molti, affermano le fonti, provengono da Canosa e Taranto altri invece direttamente dalla Grecia.
I reperti sono sistemati secondo la disposizione originaria voluta dal suo fondatore, il cui unico catalogo redatto all’epoca non è stato mai rivisto ne tanto meno pubblicato.
Gli oggetti contenuti sono di massima importanza per comprendere i costumi dell’epoca: religione, cultura, vita quotidiana: il lavoro, la società. Il livello raggiunto nella composizione artistica e nella realizzazione degli oggetti è pregevole. Una comparazione figurativa ad esempio sulle figure religiose farà sicuramente riflettere il visitatore: paganesimo e cristianesimo. Quest’ultimo, che combattendo il primo ne prende il posto, utilizzando usi, costumi e raffigurazioni dello sconfitto. Le sorprese sono dietro l’angolo.
Il pezzo più importate della collezione è quello di Talos.
“Talos era un gigante, un custode. Il suo compito era quello di proteggere l'isola di Creta, cercando di tenere lontano tutti coloro che volevano approdare lanciando contro dei grossi macigni di pietra. Il gigante era tutto di bronzo ma aveva una piccola vena, che percorreva il proprio corpo visibile solo vicino al malleolo. Un uomo di nome Giasone con la propria nave e con i propri amici (chiamati Argonauti) cercò di fare scalo all'isola per rifornirsi di acqua, ma il gigante Talos impedì loro di avvicinarsi. Intervenne allora una maga chiamata Medea che innamorata di Giasone cercò di aiutarlo con uno stratagemma:preparò per Talos un incantesimo, una porzione magica (una bevanda). Talos stordito urtò il suo punto debole (il malleolo del piede) ad un sasso e si ferì. Sul vaso il gigante è rappresentato morente tra le braccia di due personaggi a cavallo chiamati Castore e Polluce”. La mitologia greca vista dal vivo. Un’occasione sicuramente da non perdere.
Orari del museo:
Tel.: 080 3612848
Dal Lunedi al Giovedi, Domenica e festivi: 8,30 - 13,30
Venerdi e Sabato: 8,30 - 19,30
I giorni di chiusura sono 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre
Ingresso gratuito.

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