L’aprile del 1970 viene ricordato dai più come il mese e l’anno dello scioglimento ufficiale dei mitici “FabFour”: il 24 aprile di quello stesso anno usciva, come da programma, Letitbe, ma il gruppo praticamente non esisteva già più. Il rapporto fra i vari componenti era logoro da tempo, Lennon e McCartney faticavano persino a parlarsi in maniera civile, Ringo non aveva nessuna voce in capitolo in merito alla direzione artistica del gruppo, mentre Harrison, isolato, lavorava ormai con sempre maggiore impegno ai suoi lavori da solista – nel ’70 infatti pubblicherà il capolavoro Allthingsmust pass - .
Eppure c’è chi giura che l’idillio sarebbe continuato a lungo se solo Yoko Ono si fosse fatta un po’ più i “fatti suoi” non entrando di fatto come quinto membro non-ufficiale, aggiunto (di forza) da John. Fu proprio questo, secondo i rumors inglesi dell’epoca il “casus belli”, l’inizio delle ostilità tra i quattro ed in particolare tra Lennon e gli altri tre che, d’altro canto, se non andavano proprio d’amore e d’accordo, avevano tuttavia una certezza: quell’artista giapponese “non si sa di che” proprio non la sopportavano, era ovunque in ogni esibizione in ogni studio di registrazione, parlava dei Beatles al posto di John, ne discuteva come se fosse il suo gruppo. La tesi dei tre era che “la strega orientale” teneva in pugno il fragile e paranoico John e tentava di distruggere il gruppo: questa idea fu immediatamente sposata dalla stampa musicale e scandalistica e la terribile Yoko divenne il capro espiatorio di mezzo mondo di aficionados. “Per colpa di Yoko…” si diceva e ancora si ripete perché, vero falso o mitico che sia, fu lei a farli sciogliere. Le cose in realtà, viste con meno passione e con più oggettività, stanno diversamente. Certo la giapponesina non aveva un carattere facile, ma nemmeno loro, i Beatles. Sin dal ’67 il loro rapporto vacillava, complici alcool e droghe a go-go, e dopo SgtPepper’s restare insieme fu una mossa più economica che affettiva. Come spesso accade però il clima turbolento va di pari passo con la creatività e fu proprio nel biennio successivo, nel ‘68 e nel ‘69, che sfornarono i loro capolavori assoluti, il caleidoscopico White Album e l’inarrivabile Abbey Road. Il resto è pettegolezzo. Leggenda.