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REWIND:// Goran Bregovic, ”Ederlezi”

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Nato da padre croato e madre serba, Bregovic è oggi il più famoso compositore balcanico assieme a Emir Kusturica, quest’ultimo anche bizzarro e brillante regista (Arizona Dream, Le Temps des Gitans, Underground). La musica di Bregovic non è facilmente definibile perché rappresenta la cultura di un popolo, quello slavo, continuamente alla ricerca di una identità, o forse, semplicemente, di un po’ di sacrosanta quiete. Bregovic definisce la sua musica in generale “per matrimoni e funerali” riferendosi al carattere ora dionisiaco/cabarettistico ora melanconico e triste della melodia che in entrambi i casi rompe le barriere della psiche per entrare nel cuore.

E la musica di Bregovic è ancor più penetrante se pensiamo alla situazione politica e sociale dell’area balcanica, alla guerra mai del tutto alle spalle, ai massacri, al barbaro che è l’uomo a volte... Dal punto di vista squisitamente tecnico Bregovic opera una fusione di generi musicali tenendo però sempre ben saldo il carattere popolare e indigeno che contraddistingue come un punto focale insostituibile la totalità delle sue composizioni; evidenti gli accenti rock- ricordiamo che il compositore balcanico dal 1974 al 1989 aveva militato nei “White Button”, gruppo punk-rock da lui stesso fondato, i riferimenti alla musica occidentale e ad un certo tipo di elettronica in stile Brian Eno e Sakamoto, non mancano dunque le melodie pop, il tango, né un certo tipo di lirismo sinfonico classicheggiante. Alcuni dicono che Bregovic dopo un periodo “purista” si sia contaminato un po’ troppo, scadendo non nel commerciale, ma in una sorta di compromesso, perdendo dunque la radicalità della sua musica: in un certo senso può essere vero, ma non dev’essere sempre una colpa avere successo, perché rimanere nell’anonimato se da un lato è coerente dall’altro è paralizzante, e poi certo, sono pochi, ma non sono mancati, casi in cui la qualità e il successo vanno d’accordo: pensiamo ai Pink Floyd di “The Dark Side of the moon” per esempio. “Ederlezi” del 1998 è una raccolta di canzoni tratte da varie colonne sonore, fra cui alcuni film del suddetto Kusturica. Nell’arco dell’ascolto è bello così passare attraverso varie dimensioni e stati d’animo: si va da un inizio intimista, poi si esplode con TV Screen (in collaborazione con Iggy Pop), ci calmiamo un attimo con il tango di Ausencia, quindi saltelliamo con il cabaret amaro della celeberrima Kalasnjikov, arrivando infine alla conclusione anticipata da uno splendido recitato con Johnny Depp in American Dreamers. Un disco allora che non è solo tale, ma è invito alla fantasia ed al contempo riflessione sulla realtà.
 

 


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Mauro Stallone collabora con noi da Lunedì 26 Aprile 2010.

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