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RUBRICA REWIND// “A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata”: Franco Battiato e gli Italiani alle soglie degli anni ‘80

battiato

Musica sacra, world music, sperimentazione elettronica, opera, rock, colonne sonore per film, film: tutto questo e ancor di più è Franco Battiato, il nostro compositore filosofo più amato, emblema della coerenza e insieme della contraddizione. Attivo sin dalla metà dei  ‘60, si fa presto notare dalla critica più colta agli inizi dei ’70 con alcuni lavori impegnati di manipolazione elettronica, peraltro fra i primissimi in Italia, in cui coniuga con ardito spirito “dada” musica cosmica edAldousHuxley, Philip Glass e le leggi della termodinamica: insomma, una sorta di ironico e sperimentale blob sonoro, uno Stockhausen in salsa pop. Il successo però, come prevedibile, abitava altrove.

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REWIND://Nick Cave – “The boatman’s call”

nick

Nessuno si sarebbe sognato, neanche lontanamente, che nel 1997 Nick Cave si mettesse a fare un disco dai toni mistici e rivolto quasi completamente alla ricerca di Dio. Per tante ragioni. Il primo disco dell’angelo nero (eccone una) australiano che risale al 1984 rappresenta l’apocalisse nella storia della musica rock, una sorta di distruzione/autodistruzione che non lascia presagire alcun tipo di palingenesi. Quasi ogni anno Nick Cave sfornava dischi sempre più cupi, sicchè i critici musicali e i suoi fan, pur gridando ai capolavori, scommettevano circa un suicidio sempre più probabile e prossimo dell’australiano invischiato sempre più nel tunnel delle ossessioni e della droga. Eppure con “The boatman’s call”, l’artista ci fornisce tutte le motivazioni che lo hanno mantenuto in vita e che lo hanno cambiato profondamente.
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REWIND: // Leonard Cohen, “The Future”: una sanguinosa profezia

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Quando nel 1988 Leonard Cohen incise lo stupendo “I’m your man”, nessuno poteva aspettarsi, eppure grande era l’attesa, che potesse ritornare sulle scene musicali mondiali. Credo che Cohen, se leggesse quanto ho detto poc’anzi, si scatenerebbe come una furia contro di me. Ma ho già capito cosa mi rimprovererebbe: la parola “scene”. L’artista canadese, sin dai te mpi del suo primo, insuperato album nel 1969, “Songs of Leonard Cohen”, quello che contiene la stessa Suzanne ripresa poi qualche tempo dopo da De Andrè, è sempre stato schivo e abbastanza ombroso, lontano dai palcoscenici e dai riflettori del music-business, a parte la parentesi “peace&love” di Woodstock(1969), per cui fece una eccezione.
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REWIND//: Fabrizio De Andrè, “Creuza de ma”

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Il vuoto lasciatoci dalla scomparsa di Fabrizio De Andrè, avvenuta l'11 gennaio del 1999, non potrà essere colmato da niente e nessuno. Per tante ragioni. In primis per l’uomo che De Andrè era, una persona umile e sempre vicina alla gente più povera e vilipesa, senza però mai prendere posizioni politiche striotipate, e non per qualunquismo ma per un terribile desiderio di purezza morale.

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Paolo Nutini: il giovane artista con l’Italia nel sangue

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Giovane, bello e mezzo italiano.  Chi è lui? Un ragazzo di 23 anni. Musicista e cantante. Semplicemente… Paolo Nutini.
Torna a raccogliere, dopo il Tour fortunatissimo del 2010, altri fans con il suo disco, “Sunny side Up”, che lo ha portato a girare l’Italia e a non deludere le aspettative di quanti, ancora prima dei suoi concerti, si chiedessero se davvero fosse il ragazzo pieno di vita che professa di essere.
Il giovane (e non) pubblico che lo ha seguito sin dagli esordi, dal suo album “These Streets”, è rimasto incantato dalle dolci melodie di amori finiti e  dalla semplicità di un giovane ragazzo che affida ad un nuovo paio di scarpe - dalla canzone “New shoes” - il compito di aiutarlo a mettere da parte la tristezza.

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Il vento inglese dei Florence + The Machine

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Forse non saranno molto conosciuti come altri gruppi, ma la loro bravura li distingue. Proprio per questo ritornano, più forti di prima.
Sto parlando di un gruppo inglese, a metà strada tra il soul e l’indie rock: i Florence and the Machine.
Il nome del gruppo è per metà quello della stessa voce, Florence Leontine Mary Welch, una giovane ragazza di 25 anni dalla voce graffiata, a volte cupa, a volte squillante. In tutti i casi professionale.
La restante parte del gruppo sono gli strumenti, le “macchine” appunto che accompagnano Florence nella realizzazione dei pezzi.
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REWIND//: Il prisma milionario: Pink Floyd, “The dark side of the moon”

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Stiamo ovviamente parlando di uno dei dischi più celebri nella storia del rock. Lo spunto m i viene dal fatto che è stato recentemente “remixato” utilizzando una tecnologia stellare che ne permette un ascolto perfetto, ai limiti di un futurismo estetico (di fatto ho letto che i vecchi lettori cd non sono in grado addirittura di leggerlo). La nuova edizione, oltre ad una qualità di registrazione indubbiamente esemplare, presenta una nuova veste grafica che un po’ avrà irritato gli aficionàdos, anche se poi le cose non cambiano granchè  e delle note e immagini inedite che possono essere “gustate a piccoli sorsi” secondo il più classico feticismo musicale.
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Modena City Ramblers, l’Italia che (r)esiste

Gabriella Quercia Cultura e Culture - Musica
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“Un’Italia che esiste, un’Italia che resiste”, questa la frase ripetuta più volte dal gruppo dei Modena City Ramblers ai giovani accorsi ad Apricena per assistere all’evento “Suonincava”, giunto ormai alla sua 12° edizione.
All’interno della cava Pizzicoli, si è dispiegata la musica combatfolk del gruppo modenese, che ha presentato l’ultimo lavoro discografico dal titolo “Sul tetto del mondo”. Non sono mancate canzoni che hanno fatto del gruppo musicale una pietra miliare e un punto di riferimento per le lotte sociali che si succedono in quest’Italia dal futuro incerto.
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Jar of flies: piccolo capolavoro degli anni ‘90

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“Jar of Flies” degli Alice in Chains. Un album cardine del grunge. Un album che ha fatto storia. Un album diverso dai precendenti della band. Un album in cui la loro tendenza heavy metal viene quasi del tutto meno, ma di sicuro questa defezione non comporta una minore qualità delle track, e non ne svilisce le aspettative. Anzi.  
Si inizia con “Rotten Apple”. Classico esempio di ciò che è una grunge song. Atmosfere cupe facilmente percepibili dal suono della chitarra, straziante, come se fosse un lamento. La batteria, invece, non è di certo il suono che prima di tutti risalta all’orecchio.
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Uno stile che ha fatto storia: il Grunge

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La West Coast statunitense, in particolare la città di Seattle: è qui che ha origine il grunge, ovvero quel genere musicale nato da una serie di contaminazioni fra il punk-rock, che ormai era entrato nella fase calante dopo il boom di fine anni Settanta, e l’heavy metal. Nasce così una nuova concezione di produrre musica, caratterizzata da una forte connotazione indie, nel senso lato del termine. E fu, dunque, proprio a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta, con esattezza dal 1987, che il fenomeno in questione con prepotenza si affermò in brevissimo tempo non solo nello scenario musicale americano, ma anche europeo, soprattutto con la nascita di storiche band rappresentative, quali i Nirvana di Kurt Cobain o gli Alice in Chains di Layne Staley.

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REWIND//David Bowie sbarca sulla terra ovvero ZiggyStardust and The SpidersfromMars

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C’era una volta ZiggyPolveredistelle, una creatura aliena dall’indecifrabile DNA sessuale che insieme ad alcuni suoi amici Ragni sbarcò sulla terra. L’anno era il 1972 e la provenienza delle misteriose entità era il Pianeta Rossa per antonomasia, Marte. Sembra una favola ed in effetti lo è veramente quella che David Bowie s’inventò di sana pianta all’inizio dei Seventies trasformando e rivoluzionando l’immaginario collettivo della pop-culture. Bowie èZiggy, il suo alter-ego alieno dai capelli rossi, che insieme ad altri tre tipacci – la sua band, alias gli SpidersfromMars fra cui spicca il biondo chitarrista Mick Ronson – sbarca sulla terra e dà vita ad una serie di singolari avventure di natura pressocchè erotico-sentimentale.
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REWIND// L’artista, il genio, la morte. Jaco Pastorius

pastorius

E’ difficile capire se si nasca geni oppure lo si diventa, ed è altrettanto arduo gestire la propria genialità qualora la si possieda. Caratteristica di tutti gli artisti è appunto una certa “sregolatezza” a vari livelli, spesso di tipo mentale, che se da un lato ne costituisce la grandezza, dall’altro è causa inevitabile di una caduta inarrestabile. E quando parlo di artisti non penso ad una moltitudine, ma a quei pochi che si possono contare con le dite di una mano. Nel 1971 moriva Jimi Hendrix soffocato nel sonno dal suo vomito, probabilmente provocatogli da eccessi di alcool e droghe, nello stesso anno se ne andava Jim Morrison, e penso pure a quel genio di Charlie Parker nel jazz, a Kurt Cobain più recentemente.

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Il punk: non solo musica

punk

Punk: letteralmente significa “di scarsa qualità”. La maggior parte crede che il punk sia nato nella seconda metà degli anni ’70. In realtà è con il debutto del decennio che esso prese vita come reazione al business incondizionato delle case discografiche.
Il termine viene utilizzato per aggettivare uno specifico genere di rock, il punk rock per l’appunto, ovvero una musica molto rumorosa e rozza, quasi sempre realizzata per lo più da musicisti tecnicamente scarsi.
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