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Rivaldo, dal pallone d’oro al pallone di… legno!

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Per il “grande Dimenticato” della settimana ci teniamo a ringraziare Maurilio che ha segnalato la presenza di un grandissimo calciatore, ormai “disperso” nel senso più sportivo del termine.
Come si poteva capire chiaramente dal titolo parliamo di Rivaldo Vitor Borba Ferriera, più semplicemente soltanto Rivaldo. Brasiliano classe ’72 è stato considerato addirittura uno dei 125 calciatori più forti mai esistiti. Nella sua vita ha vinto davvero tutto, passando dal mondiale con la maglia verde oro nel 2002. Ma sebbene la sua carriera è stata fiorente per certi versi, è possibile tracciare una linea di demarcazione tra il “buon” Rivaldo e il “cattivo” Rivaldo.
Il “buon” Rivaldo comincia a soli 16 anni presso il Paulista-PE, dove si consacra come “mini-talento” in patria. In sole quattro stagioni cambia quattro maglie per approdare sempre a un livello superiore pur restando in patria. Così passa dal Santa Cruz al Mogi Mirim e dal Corinthians al Palmeiras. Sarà proprio in quest’ultima squadra che otterrà un bottino di reti superiore alla 50ina e gli osservatori di tutto il mondo cominciano a fare gola sul ragazzo. Dotato di tiro preciso e potente, di fisico snello e agile era davvero un giocatore adatto a giocare da trequartista piuttosto che ala o seconda punta.
Queste caratteristiche permettono al Deportivo La Coruna di convincersi delle sue capacità importanti, portandolo in Spagna con un vero affare: in 41 presenze sigla 21 reti, il passaggio da un “campionatuccio” al calcio vero sembra non aver scosso il talento che dimostra grande professionalità. Proprio per questo la sua avventura in Spagna prosegue, però con la maglia del Barcellona, dove raggiungerà l’apice del successo. Dal 1997 al 2002 vincerà di tutto con la maglia blu-granata: Coppa del Re, due scudetti, una Supercoppa Europea, un Pallone d’oro e un FIFA World Player. In 157 presenze si porta a 87 reti, una media impressionante per lui che poteva essere considerato il “tuttofare” del Barca.
Sulla scia del mondiale vinto ,in cui sigla 5 reti, il Milan decide di assicurarsi le prestazioni del calciatore brasiliano acquistando l’intero ammontare del suo cartellino. L’operazione va a buon fine, vince una Champions League con la maglia rossonera ma non stupisce più di tanto, sotto i suoi standard e in fase calante. L’accordo triennale diventa così un semplice appoggio di una stagione, perché preme per rescindere il contratto e l’anno successivo, nel 2003 fa tappa al Cruzeiro. Qui nessun miglioramento, così opta per il campionato greco, sponda Olimpiakos. Dichiara di volerci restare fino a fine carriera, e i presupposti sembrano essere buoni, dal 2004 al 2007 sigla 36 reti risollevandosi di poco. Ma dopo il 2007, per contrasti con la dirigenza decide di ripagarli con un’aspra moneta, facendo tappa all’ AEK Atene, storico avversario dell’Olimpiakos nel campionato nazionale.  Sarà solo una meteora la sua partecipazione in una carriera largamente in discesa.
Ora? Rivaldo si “diverte” giocando per Bunyodkor, squadra della massima serie del campionato Uzbeko dove gioca da capitano, alla fine…meglio di niente!


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Autore di questo articolo: Nicolò Altizio

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