La carriera di Massimo Taibi è una carriera di tante gioie e di alcuni ma pesanti dolori. Gioie che giungono subito nella vita di un giovane calciatore di 17 anni che conquista la maglia del Licata, difendendone i pali in una sola occasione durante tutta la stagione. La sua fortuna vuole che conquisti, in questa sola occasione, la fiducia del Trento che nel 1989 gli affida i pali per 23 gare, nelle quali subisce un pari ammontare di reti.
Nella sua vita stabilisce due record che lo rendono molto noto sulla scena nazionale e internazionale. Nel 2001 sigla una rete su azione eguagliando il primato di Rampulla, portando alla Reggina uno storico pareggi firmato Taibi. Il secondo record, non da andarne fieri, consiste in un piazzamento in prima posizione in una classifica stilata dal Times come “peggior portiere della Premier League”.
La sua storia tra alti e bassi. Nel ’90 è il Milan a investire, per così dire, su di lui arruolandolo come terzo portiere, un’operazione economica e fattibile giusto per coprire il ruolo in caso di emergenze. Al tempo Massimo era ancora un giovane ventenne con il sogno di diventare qualcuno. Il Milan è sempre stata una società di talenti ma di scarsa lungimiranza in quanto a portieri (vedi caso Valerio Fiori e vedi Nelson Dida). L’anno dopo Taibi decide di mettersi in gioco, passa a Como e conquista la stagione da titolare, finalmente qualcuno parla di lui come un titolare.
Nel 92’ è il Piacenza a mettere sul piatto un’offerta per il portierone palermitano, un quinquennale per lui è quello che ci vuole per poter ambire a qualcosa di più grande. Resta a Piacenza per cinque stagioni dove subisce più di un gol a partita, complice anche una difesa “da salvezza”. Nello stesso tempo il Milan non perde di vista il suo ex giocatore, così lo riacquista per sostituire Sebastiano Rossi, al termine della sua carriera. Massimo nel frattempo si è fatto le ossa, ha fatto esperienza ma non è ancora pronto a uno scenario di grande livello, al termine del girone d’andata perde la priorità nelle scelte del Mr. e viene scavalcato e messo sul mercato. Il Venezia punta su di lui, Massimo accoglie la sfida e si rituffa in una nuova avventura, nuova casacca, nuova squadra. Termina la stagione 98 – 99 con 34 presenze e più di 40 reti subite.
Nel 99 – 00 arriva la grande opportunità della vita: Alex Ferguson in persona chiede il trasferimento del portiere italiano presso il Manchester United, l’offerta è di un triennale più eventuali bonus. Taibi non ci pensa due volte e l’esordio in Premier League è di tutto rispetto, fino a meritare il titolo di Man of the match. Il resto però non porta onore al siciliano, le sue prestazioni peggiorano tanto che dopo 4 partite è già fuori dai progetti inglesi, il ritorno in Italia è sempre più vicino, il sogno è sempre più lontano.
Ricomincia il suo girovagare per l’Italia alla caccia di fiducia e tranquillità: passa da Reggina ad Ascoli transitando per Atalanta e Torino.
Ora Taibi, digeriti i dissapori con la Corona Inglese, è dirigente di una squadra di Promozione emiliana, la Rubinese, una magra consolazione…..lasciatecelo dire

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