Il prezzo si conferma la principale discriminante che orienta la scelta del punto vendita per fare la spesa e dei prodotti da acquistare. Si fanno strada tuttavia anche altri fattori come il buon assortimento, la vicinanza a casa, il possesso di carte fedeltà e la facilità di muoversi e indirizzarsi all’interno degli esercizi commerciali. L’innovazione, soprattutto, seduce sempre più i consumatori. In particolare: gli strumenti di comunicazione, gli strumenti tecnologici di spesa e l’offerta di nuovi servizi e prodotti aggiuntivi.
Sono questi i principali risultati della ricerca Lo shopping journey: attitudini e comportamenti in fase d’acquisto condotta da PricewaterhouseCoopers e Tns Italia presentata a Milano in occasione del quarto Consumer & Retail Summit. L’indagine è stata realizzata su un campione rappresentativo della popolazione adulta di età compresa fra 18 e 65 anni di 1002 intervistati. E dunque quali sono le principali leve di acquisto? Come si organizzano i consumatori prima e durante l’ingresso nei punti vendita? Il primo aspetto preso in esame è il confronto fra i prezzi. Quanti lo fanno prima di decidere dove far compere? Il 36% lo fa qualche volta, il 33% spesso, il 20% sempre. Mai, invece, solo l’11%. Ma come ottengono le informazioni sul prezzo utili per poter operare il confronto? Il 93% dal volantino. Un quinto dei consumatori poi ricorre a internet, al passaparola o alle email e sms. Gli autori della ricerca forniscono anche dei suggerimenti ai negozianti. Eccoli: legare la comunicazione personale, che è importante ma dovrebbe essere meno “invasiva”, più al punto di vendita, in particolare al momento dell’acquisto; segnalare tramite le carte fedeltà sullo scontrino le future occasioni di risparmio; spingere l’utilizzo delle carte fedeltà all’ingresso per comunicare le occasioni prima di fare la spesa.
Una volta messo piede all’interno del supermercato a farla da padroni sono le promozioni (45%) e il prezzo (33%). Insieme sommano l’88% delle preferenze. Seguono a distanza i punti fedeltà (5%), i prodotti Bio (5%), la posizione sullo scaffale (4%) e infine, tutti al 2%, l’ambiente, la prova assaggio dei prodotti e la comunicazione. Non mancano i dati interessanti se si prova ad andare oltre il prezzo. La ricerca mette sotto la lente altri quattro elementi: assortimento, comodità, rapporto e abitudine. Mettendo dunque da parte l’aspetto economico, dall’indagine emerge, quanto all’assortimento, che una buona varietà di prodotti con il 42% è al primo posto fra le motivazioni che guidano la scelta del punto vendita, seguita dalla presenza di prodotti freschi locali al 19%. Stessa percentuale (42%) per la vicinanza a casa o al lavoro. Sempre con riferimento alla comodità rilevano l’esistenza di un parcheggio (35%), gli orari d’apertura (28%) e la poca coda alle casse (8%). Quanto all’aspetto indicato come “Rapporto”, i consumatori sono influenzati dalla possesso della carta fedeltà (35%). Che ottengono il doppio dei sì della risposta “per consuetudine” (15%). Infine la voce “Abitudine”. Le due determinanti più importanti sono la facilità di orientarsi e muoversi all’interno degli spazi commerciali (24%) e la possibilità di risparmiare tempo (18%). La ricerca, come anticipato, fornisce anche lumi sul tema innovazione e strumenti di spesa. Ai consumatori, queste le conclusioni, interessa molto «tutto ciò che aiuti e velocizzare la spesa». Non vanno trascurati pertanto l’appeal della tecnologia e l’aspetto ludico.