Sei qui:   Home >> Cultura e Culture >> Costume >> Un fenomeno invisibile: il mobbing

News

Joomla Slide Menu by DART Creations

Ricerca su...

Googlezonafrancanews.it

Newsletter

Nome:

Email:

Condizioni

ZonaFrancaNews on Facebook


Un fenomeno invisibile: il mobbing

Hits smaller text tool icon medium text tool icon larger text tool icon

mobbing

Mobbing: termine inglese la cui etimologia potrebbe derivare dal latino “mobile vulgus”, il cui significato è propriamente “gentaglia mobile dedita al vandalismo e alle sommosse”, oppure dal più storicamente recente slang statunitense “mobster”, termine che indica sostanzialmente l’individuo che adotta un comportamento di stampo malavitoso o che comunque reca offesa o attacco a terzi. Oggigiorno lo si utilizza con un’accezione più allargata ma al tempo stesso determinata, identificando con questa parola tutte quelle situazioni in cui vi è un soggetto debole che vive un quotidiano stato di vessazione, reiterato nel lungo periodo e procurato da terzi. Ma quali sono di solito i contesti viziati da questo spiacevole fenomeno? Senza ombra di dubbio è molto semplice trovare riscontri di mobbing nel mondo del lavoro, anche se questo non è l’unico campo risentito dal fenomeno invisibile.
I motivi? Ad esempio convincere il lavoratore “mobbizzato” a dare le dimissioni o chiedere il trasferimento, in modo tale da evitare strani licenziamenti di dubbia legittimità. Ma bisogna prestare attenzione, poiché, affinché una situazione possa essere realmente caratterizzata da mobbing, è necessario che siano trascorsi 6 mesi di continue vessazioni, che inducono a loro volta ad una serie di problematiche psicofisiche: un esempio? Stress, ansia, insonnia e depressione, tutte patologie psicologiche che comportano inevitabilmente anche ripercussioni fisiche (in alcuni casi piuttosto gravi). I modi di attuazione del mobbing possono essere svariati: essi variano dal demansionamento del lavoratore ai continui rimproveri anche in pubblico per futili motivi, per poi poter giungere perfino alle puntuali e pressanti visite fiscali in caso di malattia. In ogni caso, si tende ad ostracizzare l’individuo, facendolo sentire solo, poco apprezzato e inutile nel contesto. Nella maggior parte dei casi, a mobbizzare è il datore di lavoro, ma non è strano né raro trovare ambienti lavorativi in cui a mobbizzare uno o più individui siano gli stessi colleghi.
Un fenomeno quello del mobbing che cresce ogni giorno di più sia in Italia che in Europa: nel Bel Paese, infatti, si stima superi di poco il 2 %, il 5 %, invece, in Europa. Ma questi dati, purtroppo, oltre ad essere destinati a crescere sempre più, sono anche falsi e tendenziosi, in quanto nella maggior parte dei casi si tende a non denunciare simili situazioni. Benché l’ordinamento nazionale disciplini il risarcimento e il danno biologico se associati a situazioni di mobbing, in Italia non esiste una vera e propria legge in materia, e quindi il fenomeno a se stante non è considerato reato. Gli atti di mobbing, invece, valutati singolarmente, possono essere ritenuti fattispecie di reato ed essere perfino giudicati in base al diritto penale se comportano lesioni personali gravi.
Di sicuro dunque la legge italiana è poco chiara in materia, lasciando così in un certo senso “proliferare” il mobbing, anziché combatterlo, ma questo è un altro discorso…

 


Commenti
Nuovo Cerca
+/-
Commenta
Nome:
Email:
 
Titolo:
 

Dario Verolino collabora con noi da Mercoledì 31 Marzo 2010.

GTranslate

Italian English French German Portuguese Russian Spanish

Corsi

Archivio

REALIZZATO DA STEFANO RICCI sviluppatore sistemi web "la Città" s.r.l. casa editrice P.IVA 03291610727 num. matricola impiegato: 7 num. matricola INPS azienda: 0912675725