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All'inizio fu Telebiella. Poi arrivarono le altre

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La prima televisione privata italiana fu probabilmente Telebiella, fondata il 20 aprile 1971 da Giuseppe Sacchi, ex dipendente Rai, che aveva installato un piccolo impianto via cavo e ottenuto dal tribunale del luogo la registrazione della testata come “giornale periodico a mezzo video”.
Nell’ottobre dello stesso anno, un gruppo di giovani fonda a Rimini, Babelis Tv. Il loro intento era quello di riprendere con una piccola telecamera le partite di calcio (la prima fu RIMINI – SPAL), registrarle e poi proiettarle in un bar cittadino.
Molti altri imprenditori installavano ripetitori per portare il segnale di stazioni estere in lingua italiana e mentre la Rai continuava a trasmettere in bianco e nero, queste televisioni alternative diffondevano programmi a colori, compreso il campionato del mondo di calcio in Germania (1974). Gli intoppi però non tardarono ad arrivare. Nel 1972 un cittadino denuncia Telebiella perché sprovvista di autorizzazione del ministero delle Poste. Nel frattempo però tante altre emittenti sorgono in tutta Italia.

Nel maggio del 1973 la Gazzetta Ufficiale pubblica il nuovo Codice postale, e subito si scopre che un articolo, il 195, punisce severamente, con l’arresto da tre a sei mesi, chi stabilisce o esercita un impianto di telecomunicazioni.
Nel 1974 la Corte Costituzionale, nell’ambito del processo contro Telebiella, emette due sentenze. La prima (n.225) riconosce il diritto dei privati a ripetere i programmi televisivi esteri, purché non interferiscano con le frequenze della Rai, la seconda (n.226) legalizza la trasmissione via cavo su scala locale.
Con queste due sentenze il monopolio Rai viene confermato anche se il diritto di trasmettere le stazioni estere via etere lo contraddice. Perché questo non vale anche per una stazione locale? Perché la tv locale deve per forza utilizzare il cavo? La questione non appare chiusa.
Nel frattempo nell’estate del 1974 in tutta Italia sorgono tante altre emittenti televisive, alcune delle quali ormai trasmettono via etere a somiglianza delle radio libere e per le quali il cavo sarebbe improponibile.
Tra le emittenti via cavo c’è però Telemilano, che l’imprenditore edile Silvio Berlusconi organizza per eliminare le antenne dai tetti del complesso residenziale, Milano 2, che ha appena costruito a Segrate. La rete in cavo è collegata con un’antenna centralizzata collocata sopra il grattacielo Pirelli, che riceve i due canali Rai, la tv svizzera, Telemontecarlo, Telecapodistria.
Una delle bande è libera e Berlusconi ci inserisce una televisione di servizio per i 10mila residenti di Milano 2. Sono questi gli esordi della futura Mediaset.
Redazione formata da 4 persone, tre ore di programmazione al giorno, due notiziari su attività culturali e sportive del quartiere e ampia offerta cinematografica con cui allietare le serate degli abitanti della zona residenziale.

 

 


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Marco Fiorentino collabora con noi da Mercoledì 04 Novembre 2009.

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