Sull’amore si è scritto, cantato e recitato nel corso della storia, espressione tipica dell’uomo di interpretare e spiegare un sentimento non solo complesso ma anche fugace e controverso.
L’amore, si sa, sfugge alle convenzioni e inquadrarlo risulta estremamente difficile.
Chi ha cercato di dare un’interpretazione e una visione non certo banale su questo sentimento è Woody Allen che nel suo film “Vicki, Cristina, Barcelona” propone una chiave di lettura assolutamente originale e sbalorditiva.
Le due protagoniste, Vichi e Cristina appunto, sono amiche da sempre ma la loro diversità è ampia quanto gli anni che le uniscono. Vichy è forte e decisa, prossima al matrimonio e soddisfatta della sua vita; la seconda, Cristina, ha una visione disincantata della vita e cercando il suo vero, o presunto tale, amore incappa sempre nell’uomo sbagliato. La vicenda si svolge a Barcellona, dove l’incontro con un pittore di nome Juan sconvolgerà le vite di entrambe.
Un film originale e non scontato, così come lo sono la sceneggiatura e i luoghi in cui è ambientato; non va trascurata la corona di personaggi che ruotano attorno alle protagoniste, calamitando l’attenzione dello spettatore.
Allen più che conferire significato, lascia che sia lo spettatore stesso a dare un senso tutto personale al film, aprendo porte finora conosciute ma mai esplorate. Visione controcorrente e finale inaspettato rendono questo film necessario per chi crede che l’amore sia come ce l’hanno raccontato nelle favole.

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