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Bruce e Brandon, la leggenda

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Un tragico destino accomuna Bruce e Brandon Lee.
Nato a San Francisco il 27 novembre 1940 e cresciuto a Hong Kong, Bruce Jun Fan Lee è l'attore più ricordato per la presentazione delle arti marziali cinesi al mondo.
Figlio ribelle che in giovane età si scontra spesso con la criminalità di Hong Kong.
Questi scontri lo spingono a iscriversi alla prestigiosa scuola di Wing Chun sotto gli insegnamenti del Maestro Yip Man dove imparerà le tecniche di difesa marziali.
Dopo essere stato espulso da varie scuole, a causa del suo carattere ribelle, i genitori decidono di farlo trasferire negli Stati Uniti.
Dopo una breve permanenza a San Francisco, il Piccolo Drago si trasferisce a Seattle dove svolge i lavori più umili e allo stesso tempo frequenta la Edison Technical School, ottenendo il diploma di scuola superiore.
Lee decide addirittura di iscriversi alla facoltà di Filosofia dell’Università di Washington ma abbandona gli studi al penultimo anno.
Nel frattempo inventa una nuova forma di arte marziale, lo Jeet Kune Doo.
Il suo allenamento include tutti gli elementi di fitness, forza e resistenza muscolare, resistenza cardiovascolare e flessibilità. Utilizza le tecniche tradizionali del culturismo per scolpire e aumentare la massa muscolare. Tuttavia, fu sempre attento nel sottolineare quanto la preparazione mentale e spirituale fossero fondamentali per il successo dell'allenamento fisico e nella pratica delle arti marziali.
Nel 1967 Hollywood gli offre un ruolo di spalla nel film “Il Calabrone Verde” e Bruce, rubando la scena, trasforma in un successo personale quella che sarebbe stata una serie altrimenti modesta ma Hollywood non vuole come protagonista un cinese quindi al Piccolo Drago non rimane che tornare in Hong Kong.
Nel 1971-1972 Lee produce tre indimenticabili film (Il furore della Cina colpisce ancora – Dalla Cina con furore – L’urlo di Chan terrorizza anche l’occidente) che battono tutti i record in patria.
Questi successi attirano l’attenzione di Hollywood che gli offre un ruolo da protagonista nel film “I tre dell’operazione Drago”.
Durante le riprese del film, Bruce Lee viene colto da malore. In ospedale riscontrano un edema celebrale, l’attore riesce a riprendersi ma questo incidente è probabilmente un campanello d’allarme in vista di ciò che succederà in seguito.
Il 20 luglio 1973 il Piccolo Drago fu colto da una forte emicrania in casa di Batty Pei, attrice nota per gossip scandalistici. Dopo aver assunto una pastiglia di Equagesic, l’attore decide di riposarsi per qualche minuto ma quando Betty cerca di svegliare Bruce, si accorge che l’attore ha perso i sensi e piuttosto che chiamare i soccorsi, perde tempo in chiamate inutili.
L’attore morirà presso l’Elizabeth Hospital.
C’è chi sostiene che sia stata la mafia cinese a uccidere il Piccolo Drago, poiché, negli anni vissuti a Hong Kong, l’attore era riuscito a farsi parecchi nemici, senza dimenticare che Bruce aveva esportato in occidente i segreti delle arti marziali, offendendo i tradizionalisti che mai avrebbero divulgato quest’arte in occidente.
Non dimentichiamo che in quegli anni, per commissionare un omicidio bastavano 200 dollari e qualsiasi erborista avrebbe potuto realizzare un infuso fatale.
C’è chi invece sostiene che la causa della morte sia da attribuire ad un eventuale uso di droghe, oppure all’iperattività mal compensata da un adeguato allenamento.
C’è di fatto che la morte di Bruce Lee rimarrà un mistero.
20 anni dopo, un colpo di pistola stronca Brandon Lee, figlio di Bruce, durante le riprese de “Il Corvo”.
Curioso riscontrare che nel suo ultimo film, il padre, sarebbe dovuto essere vittima di un proiettile vero caricato insiemi ad altri proiettili a salve.
Tragica coincidenza o in questo caso c’è un quadro ben preciso per portare al successo una pellicola che probabilmente non avrebbe mai avuto così tanta fama.
La carriera internazionale di entrambi, dura 7 anni, uno dei numeri della cabala cinese ed entrambe gli attori muoiono mentre stanno girando il quinto film (The game of death e Il Corvo).
Rimarrà sempre il dubbio che in entrambe i casi la morte dei Lee sia stata orchestrata da altre persone.

 


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Marco Fiorentino collabora con noi da Mercoledì 04 Novembre 2009.

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