Nel momento in cui viene girato il film, Tom Cruise e Nicole Kidman rappresentano la coppia dello star system hollywoodiano più popolare, amata a conosciuta. I due sono famosi e il successo non ha dato loro alla testa. La loro felicità e la loro famiglia (borghese) diviene d’esempio da prendere a modello per l’America tutta. Ma un bel giorno, l’orco cattivo Kubrick, decide di sceglierli come protagonisti di un film che racconta la discesa (la caduta?) di una coppia borghese felice che, presa dal lavoro e dalla mondanità, non si è mai fermata a riflettere.
Anche nella finzione si accentua la sensazione realistica nonché famigliare della coppia e, mostrandoceli sin da subito nella loro stanza da letto e da bagno, si eleva il grado di intimità extrafilmica che i coniugi-attori stanno veicolando sullo schermo. Non sembra il set di un film ma casa Cruise.
E’ comunque curioso il fatto che subito dopo questo film la coppia si sia sciolta.
Eyes Wide Shut tratta delle zone più intime dell’individuo, i problemi di coppia e la crisi.
L’aspetto saliente della rapporto Bill-Alice (Cruise-Kidman) è la dualità tra aspetto diurno e notturno, l’apparente normalità di una relazione felice e l’effettivo gorgo di desideri, gelosie, ossessioni che essa nasconde.
La coppia appare come lo specchio del più ampio sistema sociale in cui è inserita. Anche la società, nel suo complesso, vive sul filo di due dimensioni, una diurna e l’altra notturna, sempre pronte a sovrapporsi.
In questo film si verifica continuamente un’immedesimazione impropria tra colui che parla e il destinatario del discorso. Ognuno proferisce parole inopportune, sbaglia nel cogliere il senso di ciò che ascolta. Potenziali significati iniziano a moltiplicarsi come cellule tumorali che si riproducono disordinatamente.
Ancora una volta, la scena sociale, appare a Kubrick come un luogo di rappresentazione e travestimento. Un motivo centrale del film, infatti, riguarda la maschera: le maschere grottesche e deformate dei partecipanti all’orgia non sono altro che l’espressione di un più generale principio di mascheramento sociale. Questo principio coinvolge anche gli ambienti, tutti addobbati con le stesse luci natalizie ora bianche, ora colorate.
Alla fine la coppia si ritrova trasformata, pronta ad affrontare il futuro nel migliore dei modi.
Quest’opera si presenta come un sogno ad occhi aperti che evoca la tentazione della grande città e dei suoi luoghi equivoci.
New York viene rappresentata come un incubo, riluttante capitale del frastuono dove la cultura è diventata snobbismo, consumo, merce, cuore della società dello spettacolo.
Kubrick mostra la banalità dietro il mistero, il conformismo dietro la trasgressione, la merce dietro ogni avventura, la malattia e la morte dietro il miraggio della felicità sessuale, la povertà della ricchezza, insomma l’amara permanenza del potere, la fragilità delle donna sfruttata, l’inutilità della maschera e della fuga proprio nel mondo in cui nascono falsi miti e conquiste apparenti.
Tutto questo è Eyes Wide Shut. Tutto questo è Stanley Kubrick.
Le riprese si concludono il 31 gennaio del 1998 (19 mesi di lavorazione) e si tratta delle riprese più lunghe nella storia del cinema moderno.
Nel 1997 Kubrick viene insignito di due prestigiosi premi: il Leone d’Oro per il contributo prestato al mondo del cinema, alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e il D.W.Griffith Award del Directors Guild of America. Il regista non si reca a ritirare nessuno dei due premi ma, nel secondo caso, invia un discorso registrato in videocassetta che costituisce la sua ultima apparizione.
Nelle prime ore del 7 Marzo, Kubrick muore nel sonno presso la sua casa a Londra.

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