Stanley Kubrick, regista di grande spessore, ha lasciato il segno sul pianeta, come l’impronta di un sigillo sulla cera molle.
Nasce il 26 luglio 1928 nel quartiere del Bronx, a New York da famiglia austriaca ma di origine ebrea. Il giovane Stanley coltiva molti interessi, quali gli scacchi, la musica jazz e la fotografia. A tredici anni riceve in regalo la prima macchina fotografica ma il suo obiettivo è quello di diventare batterista professionista. Appare subito chiaro che il suo destino sarà un altro.
Il giorno dopo la morte del presidente Roosvelt, Kubrick, fotografa un venditore di giornali in lacrime e quello scatto diventa il primo di una lunga serie di foto in seguito ad una brillante carriera come fotografo di cronaca.
Nel 1945 si sposa con Toba Metz, una sua compagna universitaria, e si trasferisce con lei al Greenwich Village.
Nel 1950 gira il suo primo cortometraggio, Day of the fight (16 min) che uscirà l’anno dopo. Nello stesso anno gira anche Flying Padre, della durata di 9 min, che uscirà nel 1952.
Nel ’53, dopo il documentario The Seafarers (30 min) reportage di un sindacato di marinai, gira Fear and Desire, il suo primo lungometraggio, cui seguirà nel 1954 Killer’s Kiss (Il bacio dell’assassino).
Nel 1956 gira The Killing (Rapina a mano armata), per una spesa totale di 320.000 dollari.
L’anno successivo gira Phats of Glory (Orizzonti di Gloria) che uscirà nelle sale dopo un anno.
L’adattamento del libro di Humphrey Cobb non viene accettato dalle grandi compagnie ed è grazie al sostegno offerto da Kirk Douglas che si arriva al consenso della United Artist.
Per motivi di budget le riprese vengono effettuate all’esterno, cosicché ci si ritrova in Germania e grazie alla collaborazione di una dozzina di tedeschi , diversi acri di territorio si trasformano in una vasta terra di nessuno ed una parte delle truppe francesi è interpretata da un centinaio di poliziotti del posto.
Secondo alcuni critici le scene della battaglia sembrano essere le migliori che siano mai stati girate e, l’alto livello di tensione, si avverte per tutta la durata del film.
Orizzonti di gloria ha luogo durante il primo conflitto mondiale, ma racconta una guerra senza nemico, combattuta all’interno di un solo esercito in una sola nazione.
Il nemico di cui tanto si parla e per il quale ci si prodiga mirando a sconfiggerlo, non appare una sol volta in tutto il film; è una guerra che sembra stratta.
In Francia la pellicola viene censurata e solo 15 anni più tardi sarà possibile vederlo integralmente.
Rapporti di dominio delle varie classi vengono rappresentati da Kubrick, confermati dalle immagini e dal tipo di inquadrature (grande luminosità del castello che corrisponde ad un potere distruttore e l’ombra delle trincee ad una resistenza vitale).
Kubrick, sempre teso a rafforzare l’effetto di realtà e verità, ricostruisce con tale cura l’ambiente bellico da meritare gli elogi di Churchill.
La scrittura kubrikiana è come sempre raffinata e curatissima. In particolare, mediante le differenti scelte stilistiche, il regista lavora sul rapporto tra individuo, spazio e sguardo rappresentativo.
Stanley Kubrick fa di qualsiasi tema un punto di partenza per denunciare l’uomo e i suoi comportamenti. Denuncia il bene e il male senza mai essere politico e, in Orizzonti di Gloria, si capisce che il giovane regista è un ribelle irriverente che non resiste alla tentazione di dire certe verità attraverso la voce dei propri personaggi.

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