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Mandela: la libertà

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Settanta anni fa un giovane sudafricano, appena ventiduenne, Nelson Mandela, decise di muovere i primi passi verso una serie di conquiste.
Mandela è oggi considerato un eroico combattente per la libertà. Leader del movimento anti-apartheid, organizzò anche azioni di sabotaggio e guerriglia. Segregato e incarcerato per ventisette anni durante i governi sudafricani pro-apartheid prima degli anni novanta.
Mandela rimase in prigione fino al febbraio del 1990 quando le crescenti proteste dell'ANC (African National Congress) e le pressioni della comunità internazionale portarono al suo rilascio avvenuto su ordine del Presidente sudafricano F.W. de Klerk. Mandela e de Klerk ottennero il Premio Nobel per la pace nel 1993.
Divenuto libero cittadino e Presidente dell'ANC, Mandela concorse contro De Klerk per la nuova carica di presidente del Sudafrica. Nelson vinse, diventando il primo capo di stato di colore mentre  De Klerk fu nominato vice presidente. Come presidente, (maggio 1994 - giugno 1999), Mandela presiedette la transizione dal vecchio regime basato sull'apartheid alla democrazia, guadagnandosi il rispetto mondiale per il suo sostegno alla riconciliazione nazionale ed internazionale. Appena entrato in carica, Mandela si pone l'obiettivo di riappacificare la popolazione del paese, ancora divisa dall'odio fra i neri e i bianchi. Simbolo di questa spaccatura diventa la nazionale di rugby degli Springbok, simbolo dell'orgoglio afrikaner (i bianchi d’africa) e detestata dai neri, che però proprio in seguito alla caduta del regime dell'apartheid viene riammessa nelle competizioni internazionali dopo un boicottaggio di circa un decennio. In vista della Coppa del Mondo del 1995, ospitata proprio dal Sudafrica, Mandela si interessa delle sorti della squadra, con la speranza che una eventuale vittoria contribuisca a rafforzare l'orgoglio nazionale e lo spirito di unità del paese. In particolare, entra in contatto con il capitano François Pienaar, facendogli capire l'importanza politica della incombente competizione sportiva. Questa frequentazione fra Pienaar e Mandela dà inizio a una serie di eventi che rafforzano il morale degli Springboks (reduci da un lungo periodo di sconfitte) e li conducono fino a una insperata vittoria in finale contro i temibili All Blacks.

 

Oggi, a 15 anni di distanza da quel trionfo, il Sudafrica ospita un altro grande evento sportivo, i Mondiali di Calcio.
Venerdì 11 Giugno 2010, altra data importante per Nenson Mandela e per il suo popolo, motivo di orgoglio nazionale mostrato anche nell’inaugurazione, macchiata solo dalla tragica notizia della morte di una pronipote dell’uomo più amato del Sudafrica.
Per la prima volta questa manifestazione sarà ospitata da un Paese africano.
Fin dal momento di tale assegnazione però sono sorti molti dubbi riguardo l'effettiva capacità del Sudafrica (o di qualunque altro stato africano) di organizzare una manifestazione di tale portata, dubbi che sono stati in seguito acuiti dalla lentezza dei lavori di costruzione degli stadi.
Inoltre non di poco conto è stata l'esplosione della violenze xenofobe in tutta la nazione ma la fiducia del presidente della FIFA Blatter e la volontà di Mandela di portare a termine questo suo progetto sono state premiate da momenti di gioia e di colore.

 

 


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Marco Fiorentino collabora con noi da Mercoledì 04 Novembre 2009.

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