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In Italia primo contatto con alcool a 12 anni

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Riduzione della lucidità, diminuzione della memoria, perdita di coscienza. Gli effetti dell'eccessivo consumo di bevande alcoliche possono essere devastanti e causare danni futuri, troppo spesso, irreparabili. In Italia ci sono meno consumatori di alcolici rispetto agli altri paesi europei e il binge drinking (bere con lo scopo preciso di ubriacarsi) è meno diffuso, ma rispetto all'Europa gli italiani cominciano a bere prima.

Lo fa sapere il Ministero della Salute nella Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati da Ministero e Regioni in materia di alcol e problemi alcolcorrelati per il 2007 e il 2008. Nella fascia di coloro che consumano alcol, fa sapere il ministero, il 26% lo fa quotidianamente (il doppio della media europea), il 14% lo fa da 4 a 5 volte a settimana (valore più alto in Europa) e il 34% pratica il binge drinking almeno una volta a settimana (contro il 28% della media europea). Ma l'aspetto di maggiore debolezza dell'Italia rispetto all'Europa, avverte il Ministero, è quello relativo all'età del primo contatto con le bevande alcoliche: in Italia la media è di 12,2 anni, contro i 14,6 della media europea. Nel 2008 il 17,6% dei giovani di 11-15 anni ha consumato bevande alcoliche, in un'età al di sotto di quella legale per la somministrazione e per la quale il consumo consigliato è pari a zero. Il binge drinking, segnala il Ministero, è diffuso soprattutto nella popolazione maschile di 18-24 anni (22,1%) e di 25-44 (16,9% ), ma è in crescita anche il dato relativo alle donne consumatrici. La tipologia di consumo a rischio prevalente tra i giovani è il consumo fuori pasto, che ha riguardato nel 2008 il 31,7% dei maschi e il 21,3% delle femmine di età compresa fra gli 11 e i 24 anni. Nella stessa fascia di età, il 13,2% dei maschi e il 4,4% delle femmine ha praticato il binge drinking nel corso dell'anno. Il consumo di alcol tra i più giovani, infine, si riflette anche nei dati sui morti e feriti negli incidenti stradali. Tra i giovani conducenti, si legge nella relazione del ministero, si riscontra il più alto numero di feriti e morti negli incidenti stradali (29.672 feriti di 30-34 anni e 432 morti di 25-29 anni nel 2007) e l'ebbrezza da alcol ha rappresentato nel 2007 il 2,09 % del totale di tutte le cause di incidente stradale rilevate.

 

Quali effetti produce l’alcol nell’organismo dei ragazzi? Per l’incapacità dell’organismo a metabolizzare l’alcol prima dei 18-20 anni, bere sotto i 16 anni può produrre nei ragazzi effetti sul sistema nervoso centrale e più in generale sull’intero organismo, con episodi di intossicazione da alcol, come perdita di coordinamento, riduzione della lucidità, diminuzione della memoria, rallentamento dei riflessi o anche perdita di coscienza o danni futuri. Per queste ragioni la legge italiana vieta la vendita di alcolici ai minori di 16 anni in tutti i luoghi pubblici in cui è possibile acquistarli. Bere alcolici non è la stessa cosa per ragazzi e ragazze: l’organismo femminile ha infatti una capacità dimezzata rispetto a quello maschile di smaltire l’alcol, dovuta alla minore massa corporea e una minore presenza di liquidi. L’alcol può avere un effetto depressivo, sedativo o eccitante, spesso si può associare o essere la causa di comportamenti violenti e può influenzare negativamente l’attività cerebrale. È infine una sostanza che ha interazioni con molti farmaci, anche con i più comuni come gli antibiotici, ed è particolarmente pericolosa da associare a sedativi e tranquillanti.Bisogna sapere che l’alcol, al pari di altre sostanze, è responsabile della “Sindrome da Dipendenza”: una condizione patologica che sostiene il bisogno spesso forte, talora irresistibile di assumere la sostanza, la necessità di aumentarne le quantità e l’incapacità di smettere nonostante si abbia la consapevolezza di avere un problema fisico o psicologico.
Quanto si può bere? È bene sapere che non c’è una quantità “sicura”, si può parlare solo di quantità a basso rischio, tenendo presente alcuni fattori che incidono sul consumo come l’età, il sesso, se si beve a stomaco vuoto, se vi sono patologie e controindicazioni, e che i rischi esistono per qualunque livello di consumo e sono maggiori all’aumentare del consumo stesso.
 

 


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Autore di questo articolo: Benedetta Maffia

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