Si ritorna a parlare di condono. E come al solito si ritorna ai luoghi comuni. Il luogo comune relativo al condono dice che esso premia i furbi e aumenta la incertezza fiscale. I luoghi comuni hanno già fatto tanto male a tutta l’Europa (“l’euro è meglio delle precedenti valute... Bisogna pagare i debiti anche se sono stati fatti da altri... Bisogna combattere l’inflazione con alti tassi di interesse, anche se è causata dalla cupidigia dei petrolieri... Si deve sconfiggere l’evasione e non ridurre le tasse per chi le paga tutte...” ecc.ecc.) e quindi serve un po’ di chiarezza.
Primo: chi ha pagato non dovrà dare più nulla e quindi non accederà al condono mentre chi ha evaso potrà pagare almeno parte di quanto dovuto; quindi il condono non penalizza chi ha pagato, non serve ai furbi ma serve a stanarli.
Esattamente l’inverso di quanto si sostiene da parte della disinformazione dei media.
Secondo: il fisco, si sa, è iniquo e farraginoso; fino a che il fisco sarà così complesso sarà fisiologico e dovrebbe essere obbligatorio procedere a ricorrenti condoni (almeno uno ogni cinque anni) che chiudano le infinite diatribe sorte dalla incomprensibilità e arbitrarietà delle interpretazioni. Quindi dopo il condono non si devono appesantire i controlli ma cambiare la legislazione fiscale per renderla più semplice e quindi meno bisognosa di ricorrenti condoni. Esattamente l’inverso di quanto si sostiene dalla disinformazione dei media.
Terzo: se il condono deve servire a fare cassa è meglio non farlo; infatti fare cassa è cosa cattiva e non buona perché non vi sono soldi in circolazione e quindi le adesioni saranno più basse di ogni previsione e se mai i contribuenti terrorizzati dalle pene fiscali dovessero decidere di indebitarsi per accedere ai “benefici” del condono toglieranno danari alla ripresa che così si allontanerà ancora. Infatti quello che serve oggi è immettere danari in circolazione e non toglierli. Esattamente l’inverso di quanto si sostiene dalla disinformazione dei media.
Quarto: la incertezza fiscale è già nei fatti della nostra vita quotidiana; il condono, azzerando il passato e aprendo le porte ad un periodo nuovo, potrebbe portare maggiori certezze. Ma anche questo dipende dai contenuti della legge sul condono e dalla successiva legislazione fiscale più leggera; se mai ci sarà. Esattamente l’inverso di quanto si sostiene dalla disinformazione dei media.
Quindi per sintesi possiamo dire che il condono ha dei vantaggi e degli svantaggi ma è tutto sommato da evitare ma non perché si premiano i furbi ma per l’inverso: perché quei soldi è bene che rimangano in circolazione e non nelle tasche della casta politica.
Oggi sarebbe bene invitare la casta a semplificare il fisco e ridurre le proprie richieste perché se si tira troppo la corda, alla fine si spezza!

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