Il ministro Brunetta anticipa tutti e il fatidico “si” arriva poco dopo la mezzanotte del sabato, anziché alle 19 e 30 della domenica orario previsto: beffati i precari. Già tutto di nascosto, nella notte buia, per evitare che i precari “La peggiore Italia” come li aveva definiti il Ministro Brunetta durante il convegno sull’innovazione meno di un mese fa, gli rovinassero la festa. Perché loro in fondo si erano organizzati per davvero, volevano rovinargli la festa.
A Villa Rufolo, sulla costiera amalfitana, dove la notte prima si era celebrato il furtivo matrimonio con rito civile, i precari sono arrivati con buste di spazzature con le facce dei ministri e striscioni contestatari, il primo arancione in testa diceva “La peggiore Italia siete voi” e ragazzi che cantavano insieme un unico coro: “Siamo l’Italia peggiore ma abbiamo un sogno nel cuore, Brunetta a San Vittore” poi a seguire “Cretino cretino”, “Fuori la mafia dallo stato” e un cartello che lo definisce il “Primo fannullone”. Ma il ministro ha bleffato tutti, innovativo ha dribblato l’ostacolo, già perché gli ostacoli non si affrontano si aggirano, sembra quasi che essere precari sia una scelta di vita.

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