Dov’è l’opposizione? Non c’è opposizione, è la risposta. Si tratta di un complotto mediatico.
Non so se hanno ragione, ma posso dire di aver letto su Aljazeera che c’è stata una dimostrazione degli oppositori a Damasco. Ma nel luogo indicato c’ero io e non mi sono accorto di niente.
Che abbiano ragione loro? Forse è vero che esiste un complotto contro la Siria.
Qualche strafalcione informativo l’ho verificato anch’io qualche giorno fa per la liberazione di Sirte in quella guerra, dove non si comprendono le parti, che si sta consumando in Libia.
Sia AlJazeera che la BBC annunciano a piena pagina la “liberazione” di Sirte trasmettendo filmati ripresida non si sa chi e non si sa cosa rappresentino. Sul luogo non erano presenti nè Aljazeera, nè la BBC.
Qualcuno aveva passato le immagini e tutte e due le “autorevoli” testate le hanno trasmesse solo perché avevano un valore evocativo di efficacia immediata. Sul posto erano presenti la Reuter e l’Afp che esprimevano la loro diffidenza sull’accaduto. Ma di fronte alla efficacia di immagini da trasmettere i dubbi delle due agenzie presenti sul territorio sono ignorati. Tutte le testate mondiali sparano la notizia, la stessa notizia fasulla che, ribadita da tutti, diventa vera.
A Sirte non era successo niente, ma che importa. L’importante è avere sparato la notizia.
La stessa scansione, per le notizie che riguardano Damasco e la Siria.
La stessa notizia forse proveniente dalla stessa agenzia viene ripresa da tutti i giornali.
Più o meno la sequenza è questa. Titolo: La Siria in fiamme, dimostrazioni a Damasco, 30 morti tra i dimostranti.
Leggendo meglio nella stessa notizia che ha la medesima sequenza narrativa si deduce che la dimostrazione di massa a Damasco era sfacciatamente filo governativa e la reazione contro i dimostranti si riferiva a Dar’a, Ancora, a Dar’a c’è di fatto un controllo politico di tipo tribale, gestito da una tribù che protesta contro il governo perché non si sente protetta contro l’esodo di immigrati che provengono da zone limitrofe e che hanno problemi di siccità maggiori dei loro (non piove da 6 mesi). Infine la “notizia" si concludeva con le dimostrazioni nello Jemen.
Che ci possa essere un conformismo mediatico è plausibile, ma che ci caschino anche coloro che hanno responsabilità di rappresentanza politica mi pare non ammissibile.
Chi parla a nome del governo italiano dovrebbe come minimo informarsi, magari facendo una semplice telefonata in ambasciata. Non arriviamo a pensare che si debba informare dalle tante pubblicazioni sia italiane che straniere che trattano gli affari esteri con serietà e competenza. Troppa fatica. I nostri Ministri e il nostro Presidente del consiglio dei ministri non leggono. Se leggessero o se si circondassero di collaboratori che leggono non parlerebbero nel modo irresponsabile
con quale parlano. Il Fora de ball di un nostro Ministro o l’ultima esternazione del nostro Presidente hanno un effetto disastroso sul piano diplomatico. Ho assistito alla reazione di responsabili di aziende che lavorano in Siria irritati dal danno di immagine e di rapporti commerciali che le esternazioni dei nostri rappresentanti politici provocano al loro lavoro quotidiano.
Abbiamo ancora un credito di credibilità ed affidabilità che i nostri Ministri stanno demolendo. La politica estera delle manate sulle spalle è stata un fallimento. Quando si parla a nome di una nazione si parla nell’interesse presente e futuro della nazione. I nostri rappresentanti parlano come se il mondo si concludesse nel cortile di casa propria. E gli altri nel mondo se ne accorgono.
Ho cercato di documentarmi prima di partire ed ho capito che non debbo cimentarmi in analisi sulla situazione degli equilibri internazionali sul Medioriente. Come minimo rischierei di fare la stessa figura del nostro Ministro degli esteri.
Cerchiamo di rimanere sulle note di ambiente cosi non rischiamo di fare danni come quelli che sta facendo il nostro governo.

Twitter
Myspace
Slashdot
Furl
Yahoo
Googlize this
Blinklist
Facebook
Wikio
Diggita
Kipapa.cc
Notizieflash
OKnotizie
Segnalo
Ziczac
