Un recente rapporto dell'agenzia delle Nazioni Unite sul traffico umano ha messo in luce un dato allarmante: in Cambogia c’è stato un considerevole aumento di giovani donne impiegate in bordelli, karaoke bar e centri massaggi. Le cause sono da ricercare nella crisi finanziaria globale.
La stragrande maggioranza delle donne costrette a prostituirsi sono giovanissime, in molti casi minorenni, che si trasferiscono dalle campagne alle città o raggiungono la capitale dalle aree più povere della sua periferia.
Si tratta di donne prive di sussistenza, indebitate, che a causa della perdita del lavoro e delle circostanze sempre più difficili, diventano vulnerabili alla violenza e allo sfruttamento. Gli operatori umanitari locali esprimono profonde preoccupazioni per il futuro del loro Paese. Al momento non ci sono dati per comprendere quante bambine cambogiane, ogni giorno, vengono trafficate e ridotte in schiavitù, spedite all'estero per alimentare il mercato della pedofilia e della pornografia, o finiscono a mendicare ai piedi delle rovine di Angkor.

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