Si chiama Quader, il nuovo missile testato dall’Iran. “Abbiamo collaudato un missile terra-mare che è riuscito a distruggere bersagli predeterminati nel Golfo” è quanto ha dichiarato all’agenzia di stampa iraniana l’Irna, l’ammiraglio Mahmud Mussavi.
L’esercitazione navale iraniana mette in allerta l’occidente, i nuovi missili a lungo raggio, sarebbero in grado di colpire Israele e le basi Usa. Totalmente made in Iran, i missili sono dotati di tecnologia all’avanguardia capaci di colpire obiettivi invisibili e sistemi intelligenti che provano a interromperne la traiettoria, ha spiegato l’ammiraglio iraniano. La risposta dell’Iran ad ulteriori sanzioni economiche imposte dall’occidente è quella di chiudere lo Stretto di Hormuz, passaggio obbligato per circa la metà del traffico marittimo mondiale di petrolio.
“Il libero flusso di beni e servizi attraverso lo stretto è vitale per la prosperità regionale e globale, e nessuna limitazione sarà tollerata” è la pronta risposta del portavoce della V Flotta americana di stanza nel Golfo Persico senza far alcun riferimento all’Iran.
Nel 2012 si pronostica la fine del mondo, qualcun altro ha parlato invece di fine del vecchio mondo e inizio di un altro, altri i più sensibili forse, di presa di una nuova coscienza, saranno forse i Paesi arabi a prendere coscienza della loro forza e ricchezza e a dominare il Mondo?
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I dati preliminari sullo stato dell’aiuto pubblico allo sviluppo dell’Italia, fatti circolare dall’OCSE, sono la dimostrazione del drammatico stato in cui versa la cooperazione allo sviluppo nel nostro Paese.
Stando ai dati forniti dall’OCSE/DAC, l’aiuto italiano è sceso dallo 0,16% allo 0,15% del PIL, con una contrazione in termini reali rispetto al 2009 del 1,5%, ma del 35% rispetto al 2008.
Non solo l’Italia continua a mettere all’ultimo posto delle proprie scelte di bilancio l’aiuto pubblico allo sviluppo, ma questa scelta sta provocando l’allontanamento di tutta l’Unione Europea dagli obiettivi continentali: mentre l’aiuto UE sale del 6,7%, infatti, l’Italia si conferma fanalino di coda dei paesi dell’Unione, addirittura dopo la Grecia che, invece, nonostante le difficoltà di bilancio continua a destinare lo 0,17% de Pil all’aiuto pubblico allo sviluppo.
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A Fukushima, la città giapponese colpita di recente dallo stesso disastro nucleare di 25 anni fa a Chernobyl, in quanto a gravità (livello 7, il massimo nella scala INES dell’AIEA), se non più grave, la Tepco, società che ne gestisce l’impianto, sta cercando di evitare che quantomeno l’acqua inquinata dalle mortali radiazioni non si infiltrino nel terreno, dopo che ha già fortemente inquinato il mare, con la costruzione di muri sotterranei attorno ai reattori, fino a raggiungere il suolo impermeabile che si trova 15 metri più giù. Anche se c’è da dire che la quantità totale di radionuclidi di Iodio-131 e Cesio-137 rilasciata a Fukushima è triplo del valore minimo per classificare un incidente nucleare di livello 7 nella scala INES, poiché a Chernobyl l’incidente aveva coinvolto un solo reattore mentre a Fukushima ne ha coinvolti ben quattro. Quindi questo è ancora più grave, ma non classificabile come tale solo perché la scala prevede solo 7 livelli di gravità.
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Essere a Damasco nonostante tutte le rassicurazioni degli amici, di mia figlia, dell’ambasciata italiana, mi ha creato comunque una certa inquietudine. Tutti a dire che la città è calma, ma vedere dappertutto il faccione del presidente Bashar al Asad non mi rassicura. Come non mi rassicurano le dimostrazioni di piazza alle quali ho assistito, tutte in favore del presidente e del suo partito Baatista.
Dov’è l’opposizione? Non c’è opposizione, è la risposta. Si tratta di un complotto mediatico.
Non so se hanno ragione, ma posso dire di aver letto su Aljazeera che c’è stata una dimostrazione degli oppositori a Damasco. Ma nel luogo indicato c’ero io e non mi sono accorto di niente.
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Il 6 gennaio 2011 sul sito dell' European Union Times Times, è stato pubblicato un articolo intitolato Birds and fishes are now dying all around the world, ovvero Pesci ed uccelli stanno morendo adesso in tutto il mondo.
Nell’articolo l'autore esprime il suo stupore per quanto sta accadendo in questi giorni alla fauna terrestre. Egli non fa menzione alcuna di presagi della fine del mondo, argomento al quale generalmente si attaccano i disinformatori per screditare chi denuncia i veri motivi che stanno dietro certi fenomeni (per esempio riguardo alle Scie Chimiche, utilizzando argomentazioni usano il paranormale come pretesto per ridicolizzare la triste verità).
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Nei primi giorni del 2011 le agenzie giornalistiche lanciano notizie a carattere scientifico molto interessanti a cui però non seguono approfondimenti al fine di far comprendere cosa stia accadendo spiegandolo in parole povere.
Una breve ricerca porta alla seguente sintesi.
Che il Polo Nord magnetico si muova in continuazione, non rappresenta nessuna novità scientifica; infatti lo spostamento tra il Canada e la Siberia è un fatto accertato e codificato. Basti pensare che 700 mila anni fa, si trovava a sud del pianeta. Quello che ha messo in allarme i responsabili dell’aeroporto internazionale di Tampa in Florida, è invece la velocità con la quale sta avvenendo in questi giorni, tanto da far chiudere una delle principali piste di atterraggio, per motivi di sicurezza.
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A settimane di distanza dall’inizio dell’emergenza in Pakistan 2.4 milioni di bambini non sono stati ancora raggiunti dagli aiuti alimentari di cui hanno disperatamente bisogno. I soccorsi e la distribuzione di aiuti hanno potuto raggiungere finora solo il 20% delle persone che hanno abbandonato le loro case a causa dell’estensione dell’area colpita, un quinto del Paese, e delle enormi difficoltà logistiche negli spostamenti. Decine di migliaia di alluvionati sono tagliati completamente fuori da ogni collegamento, circondati dall’acqua alta o isolati per la completa distruzione delle infrastrutture.
“In uno dei campi sfollati in cui operiamo metà dei bambini sono gravemente ammalati e debilitati per mancanza d’acqua potabile e cibo” ha dichiarato Gareth Owen, direttore emergenze di Save the Children in Pakistan.
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L’impressionante terremoto e il conseguente tsunami che il 27 Febbraio 2010 hanno sconvolto il cuore del Cile sono diventati il punto focale di un singolare iter progettuale che, partendo dall’antitesi architettura-sisma, si trasforma in un viaggio nella cultura, nella tradizione, nella storia, nell’umanità di un popolo da sempre pronto a rispondere alla ciclicità dei cataclismi con una straordinaria capacità di ripresa.
E' nato così "Chile 8.8", un accostamento emblematico, toccante, tragicamente razionale fra il nome della Nazione a uno dei più alti gradi di magnitudo della scala Richter, titolo evocativo dato alla mostra che sarà presentata alla XII Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, aperta dal 29 agosto al 21 novembre prossimi.
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Barcellona ha scelto: il tempo dei tori è finito in Cataluña. Logiche politiche, questioni identitarie, tradizioni e modernitá si intrecciano. Ma la proposta di iniziativa popolare di abolizione delle corride è ormai legge.
IIl 1˚ gennaio 2012 Cataluña sarà una regione senza corride; la seconda della Spagna dopo le Canarie che le abolirono nel 1991. Con 68 voti a favore, 55 contro e 9 astenuti, il Parlamento Catalano ha approvato il 28 luglio 2010 la proposta di iniziativa popolare (ILP) che richiede l’abolizione delle corride di tori in tutta la comunitá catalana. A favore, la maggior parte dei deputati nazionalisti catalani di Convergenza e Unione (CIU), quelli di Iniziativa per Cataluña verde (ICV-EUiA) e di Sinistra repubblicana di Catlauña (ERC). Contro si sono schierati i socialisti catalani (PSC), tranne due deputati, i deputati del Partito popolare (PP) e quelli del Gruppo misto.
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A sei mesi dal più devastante terremoto che ha colpito Haiti negli ultimi 200 anni è ancora emergenza per oltre 800.000 bambini e per le loro famiglie.
“La situazione ad Haiti è ancora critica. C'è ancora molto da fare e l'Unicef è in prima linea a fianco dei bimbi haitiani – ha affermato il Presidente dell’Unicef Italia Vincenzo Spadafora.
“Oltre ai fatti e alle cifre sulle perdite e sui danni causati dal terremoto, ci colpisce soprattutto ciò che i bambini haitiani raccontano del terremoto ai nostri operatori. Essi ne parlano come del grand serpent, il grande serpente che strisciava rabbiosamente sotto la terra, scuotendo le loro case e le loro scuole fino a ridurle in polvere”.
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Lo sceicco Aid al-Qarni, uno dei predicatori sauditi più importanti, spara a zero contro al-Qaeda. Intervistato da al-Arabya al-Qarni ha fatto sapere che "al-Qaeda oggi segue la linea seguita nella storia dell'Islam dalle sette eretiche kharijite le quali attaccavano solo musulmani. Anche al-Qaeda fa lo stesso e infatti non ha mai sparato una sola pallottola conto Israele e se la prende solo con i musulmani.
Al-Qarni ha anche commentato al giornalista che lo intervistava la notizia dell'arresto di Hila al- Qasir una delle leader delle donne di al-Qaeda e ha aggiunto "Questa - ha aggiunto lo sceicco - è un'occasione importante per mostrare al pubblico la differenza fra il vero Islam e quello di al-Qaeda".
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Amnesty Internazional ha presentato il Rapporto Annuale 2010. Nel periodo gennaio - dicembre 2009, Amnesty International segnala violazioni in 159 paesi e punta il dito contro quei governi potenti che stanno bloccando i passi avanti della giustizia internazionale, ponendosi al di sopra delle norme sui diritti umani, proteggendo dalle critiche gli alleati e agendo solo quando politicamente conveniente.
"La repressione e l'ingiustizia prosperano nelle lacune della giustizia globale, condannando milioni di persone a una vita di violazioni, oppressione e violenza", ha dichiarato Christine Weise, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International, nel corso della presentazione del Rapporto annuale.
A livello mondiale, le lacune della giustizia hanno rafforzato un pernicioso reticolo di repressione.
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Un recente rapporto dell'agenzia delle Nazioni Unite sul traffico umano ha messo in luce un dato allarmante: in Cambogia c’è stato un considerevole aumento di giovani donne impiegate in bordelli, karaoke bar e centri massaggi. Le cause sono da ricercare nella crisi finanziaria globale.
La stragrande maggioranza delle donne costrette a prostituirsi sono giovanissime, in molti casi minorenni, che si trasferiscono dalle campagne alle città o raggiungono la capitale dalle aree più povere della sua periferia.
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