Ebbene si. Siamo in dirittura d’arrivo. La bella stagione è arrivata. I lidi balneari e tutte le altre strutture marittime si stanno riattrezzando e riorganizzando per accogliere la solita massa di turisti che per tre interi mesi si muoverà lungo tutto lo stivale, ed oltre. Ma la domanda nasce spontanea: noi siamo pronti per la fatidica “prova costume”? Siamo pronti a dover scoprire il nostro corpo senza dover mostrare il più delle volte imbarazzanti rotolini accumulati durante i lunghi mesi freddi? Non siamo pronti? E’ dunque ora di iniziare a pensare seriamente ad una soluzione per rimettersi in forma in poco tempo!
Leggi tutto...
La ricetta che proponiamo oggi è davvero semplice da realizzare. Per ottenere risultati ottimi non c'è bisogna di essere chef o bravissime in cucina. Gustosa e colorata al punto giusto può rappresentare la variante giusta al solito pranzo. Da provare.
Ingredienti per quattro persone
300 g di petto di pollo
3 uova sode
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaio di senape
Leggi tutto...
Da mesi ormai sta aumentando in misura sempre più consistente il numero di email inviate da mamme preoccupate per il futuro professionale ed occupazionale dei loro figli, in particolar modo mi chiedono su quali corsi universitari o in quali paesi dovrebbero indirizzare la preparazione accademica per metterli nelle condizioni di poter avere più chance possibili una volta completato il loro percorso di formazione scolastica. Ahimè proprio le loro ridondanti cure materne e la voglia di proteggerli dal nuovo che avanza rappresentano oggi le più aberranti attenzioni che si possano ricevere in procinto di indirizzarsi sul nuovo mondo del lavoro che verrà. Iniziamo con il decretare la fine per sempre dei percorsi di studio troppo canonici o convenzionali che un tempo si era abituati a intraprendere certi che i sacrifici sarebbero stati successivamente ben ricompensati.
Leggi tutto...
La violenza sulle donne rappresenta la prima causa di morte per le donne fra i 25 e i 44 anni. Lo comunica l’Organizzazione mondiale della sanità. A conti fatti ogni anno vengono uccise di media 100 donne dal marito, dal fidanzato o da un ex. E la mattanza non conosce confini geografici, culturali o sociali.
Circa il 10% degli omicidi avvenuti in Italia negli ultimi dieci anni, secondo autorevoli fonti, ha avuto come prologo atti di stalking, l'80% delle vittime è di sesso femminile e la durata media delle molestie insistenti è di circa un anno e mezzo.
Secondo i dati in possesso del ministero della giustizia almeno cinque milioni di donne hanno subito violenze sessuali, ma le denunce superano di poco il 7%. L'introduzione del reato di stalking, che mira a prevenire e a punire i comportamenti violenti e persecutori, le denunce sono aumentate ma è ancora troppo poco. A frenare le donne di tutte le età è la paura, la vergogna e la consapevolezza del fatto che il proprio aggressore, se pur condannato, non sconterà mai la pena che si merita e comunque la condanna per intero.
 Il cocktail Mimosa, il cui nome originale è Buck’s Fizz, viene servito generalmente prima dei pasti, e prende il nome dal suo particolare colore che ricorda per l’appunto i fiori della mimosa. Preparato con succo d’arancia e Champagne, fu inventato nel 1921 da Mr McGarry, un barman che lavorava al Buck's Club di Londra.
Ingredienti per una persona
Succo d’arancia 4/10
Champagne 6/10
Preparazione
Spremere dell’arancia, filtratene il succo in un flute (mettetene leggermente meno della metà) ben freddo ed aggiungere lo Champagne ghiacciato. Mescolate qualche secondo e servite.
Se volete un sostituto più economico, potete preparare questo cocktail con Prosecco di ottima marca al posto dello Champagne.
Nel 1925, in Francia, precisamente all’Hotel Ritz di Parigi venne preparato un cocktail molto simile al Buck’s fizz, se non per una spruzzata di granatina e la guarnizione di ciliegie:a questo cocktail fu dato il nome di Mimosa, e quando viene preparato con l’aggiunta di Grand Marnier, viene chiamato Grand Mimosa.
Forse dirò qualcosa di impopolare. Forse qualcosa di demagogicamente scontato. Sta di fatto che a me, persona alle soglie dei quaranta, la festa della donna, così com’è non piace. Anzi, mi lascia perplessa. Mi intristisce. Innanzitutto non capisco perché le donne, per festeggiare, devono necessariamente scimmiottare gli uomini, devono imitarli nelle loro peggiori rappresentazioni. Poi mi riesce difficile condividere la gioia effimera di chi crede che sia sufficiente mostrare i muscoli, per un giorno all’anno, per sentirsi realizzate.
Ma poi realizzate in cosa? In una uscita notturna a caccia di un incontro corsaro; in una serata hot con le amiche in ristoranti e discoteche piene zeppe di donne esagitate che sbavano guardando ballerini e spogliarellisti lucidissimi, unti e madidi di sudore; nella rivincita sul compagno, sul marito, sul fidanzato, che, per una sera deve tenersi i bambini, deve “accontentarsi” di uscire con gli amici. Triste. Decisamente triste.
Anche perché per noi donne c’è davvero poco da festeggiare. In nome di una uguaglianza dei sessi, che non è mai stata riconosciuta se non su carta, abbiamo perso di vista l’essenziale. Abbiamo rinunciato a quanto di più bello e unico abbiamo “per natura”. Esercito di virago posticce ci illudiamo, spesso, di aver vinto. E invece abbiamo perso. A parità di capacità, di professionalità, di età, ai vertici vengono scelti sempre e solo gli uomini a meno che la donna in questione, la “miracolata”, non sia moglie, sorella, figlia, amante di un uomo; ed anche per le mansioni più semplici, spesso, le aziende private preferiscono assumere uomini, specie se la candidata è ancora in età fertile Perché? Potrebbe decidere di diventare mamma e, a quel punto, diventerebbe solo un costo e in tempo di crisi…
E poi le quote rose sempre sottodimensionate, anche se c’è un provvedimento che qualche buontempone ha varato proprio l’8 marzo di qualche anno fa; e le discriminazioni verbali oltre che concettuali e moralistiche: se un uomo frequenta più donne è un macho, se è la donna a farlo è una poco di buono. Ed è inutile, a questo punto, soffermarsi su questioni che rasentano il gossip o peggio ancora le chiacchiere da barbiere.
Perché c’è un altro mondo che, forse, meriterebbe più attenzione: quello delle donne abusate; di quelle che sono costrette ad abortire perché non possono avere il loro bambino, non possono garantirgli la sopravvivenza; di quelle stuprate nell’anima e nel corpo dagli sconosciuti, ma anche dagli uomini di famiglia, padri, fratelli, nonni, zii, cugini; dagli ex fidanzati, mariti, amanti; dal giudizio degli altri, da un mondo che ragiona al maschile.
E allora l’8 marzo diventa la festa del non senso. E quel ramoscello di mimosa che qualcuno decide di regalarci diventa un po’ come l’elemosina di pochi spiccioli che il ricco riconosce al mendicante che incontra: pochi centesimi che non cambiano il suo bilancio ma lo fanno sentire a posto con la sua coscienza.
“Mi persuado ogni giorno di più che non c’è studio più inutile di quello dell’economia politica (…). Perché costringere gli studenti a studiare quella roba?”
A scrivere questa affermazione non era uno sprovveduto ma un certo Vilfredo Pareto che di economia ne capiva, tanto da contrassegnare gli studi economici dell’inizio del secolo scorso.
La domanda è da riproporsi oggi con una nuova formulazione.
Leggi tutto...
“Gli uomini che non sanno il vero delle cose procurano d’attenersi al certo, perché non potendo soddisfare l’intelletto con la scienza, almeno la volontà riposi sulla coscienza”.
Bieco plagio o citazione? Una dichiarazione sulla monotonia lavorativa, come va di moda adesso?
Oppure, più semplicemente, le nostre serate trascorse in compagnia di Bruno Vespa?
Leggi tutto...
Giusto per dar seguito alla precedente recensione del libro: “Le crociate viste dagli Arabi”, quest’oggi si vuole continuare nella recensione di un libro che solo in apparenza è uguale ma in realtà ci invita a scoprire l’intimità di un impero che ha dominato e condizionato molto spesso positivamente il mondo per diversi secoli
Quella degli ottomani fu una storia di espansione e declino durata seicento anni. Cominciò ai piedi delle montagne dell'Anatolia, si nutrì delle energie delle zone di frontiera per poi travolgere il potere bizantino e portare alla costruzione di un impero che all'epoca del suo massimo splendore si estendeva dal Danubio al Nilo. L'impero era islamico, ma molti dei suoi sudditi non erano musulmani e nessuno cercava di convertirli. Controllava le più importanti vie commerciali tra Oriente e Occidente, ma non era particolarmente interessato al commercio. Era un impero turco, ma molti dignitari, funzionari e soldati erano slavi dei Balcani. Chi viveva fuori dai suoi confini lo temeva, i popoli che ne facevano parte lo consideravano un miracolo di dinamismo e organizzazione. Prodigioso anche nella decadenza, nonostante la crescente corruzione, l'inconcludenza di alcuni sultani e l'inettitudine dei comandanti militari, smentì per trecento anni continui pronostici di imminente collasso e riuscì comunque a sopravvivere ai suoi più acerrimi nemici: lo zar di Russia e l'imperatore asburgico.
Jason Goodwin accompagna il lettore in un viaggio dilatato nel tempo e nello spazio in cui capitoli narrativi si alternano ad altri dedicati ad aspetti particolari, come il ritmo di vita all'interno dell'impero o il modo in cui gli ottomani combattevano o andavano per mare.
Tanto nominato quanto poco conosciuto, l'Impero ottomano arrivò a estendersi, a partire dalle polverose colline dell'Anatolia, fino all'Arabia, il Danubio, il Mar Nero e il Maghreb. All'interno delle sue frontiere vissero insieme, conservando le proprie principali caratteristiche, popoli di culture molto diverse (greci, albanesi, curdi, tartari, arabi). Popoli che con tutte le loro tradizioni, usanze e credente sfilano in questo libro. Jason Gooclwin racconta con vivida originalità la magnificenza di Solimano il Magnifico, la perfezione della burocrazia ottomana, il terrore che i suoi eserciti provocavano sui nemici, le stravaganze dei giannizzeri e di non pochi sultani, gli intrighi del serraglio, 10 sviluppo di città come Salonicco (importante centro della comunità sefardita), Sarajevo, Belgrado, Ragusa e, naturalmente, Istanbul. Lina completa panoramica storica dei mosaico etnico, culturale e religioso che tu 11 territorio dominato dai "signori degli orizzonti".
La ricostruzione fortemente evocativa di seicento anni di un Impero con pochi uguali nella storia delle civiltà.
Alcune sere fa ho avuto modo di riguardare in vhs una vecchia commedia italiana girata negli Stati Uniti agli inizi degli anni novanta ed intitolata California Dreaming, in cui i vari personaggi, interpretati da noti attori italiani, organizzavano un viaggio coast to coast per visitare, scoprire e conoscere la cultura e la movida americana. Inutile aggiungere che la meta finale doveva essere la tanto desiderata California, lo stato che per eccellenza allora incarnava tutti i sogni ed aspettative di libertà, divertimento, appagamento e spensieratezza di vita. Sono passati ormai quasi 20 anni da quella pellicola, direi che oggi dovrebbero proporre un remake intitolandolo California Nightmare.
Leggi tutto...
In tutti i quotidiani leggiamo che le borse cadono, lo spread sale e la disoccupazione raggiunge i massimi. Non è una novità! Sono anni che leggiamo la stessa cosa e probabilmente si andrà avanti ancora per molto allo stesso modo; ma i quotidiani continuano a titolare nella stessa maniera.
Leggi tutto...
Forse non tutti sanno che il numero uno del Ranking Atp di Tennis è celiaco.
Stiamo parlando di Novak Djokovic, nato a Belgrado il 22 maggio 1987, diventato il tennista più forte del mondo in seguito ad una vittoria ai danni di Jo-Wilfried Tsonga, nella semifinale del torneo di Wimbledon 2011.
La sua intolleranza al glutine, ignorata fino agli Australia Open del 2010, ne limitava le prestazioni, costringendolo addirittura ad abbandonare dei match in seguito a vomito e diarrea.
In seguito a delle analisi che confermano la celiachia, Djokovic cambia alimentazione, eliminando pane e pasta a vantaggio di una nutrizione integrale a base di soia e pollo.
Leggi tutto...
Siamo nel 2012. E questa, in linea generale, è una buona notizia. Lo è certamente perché siamo vivi, e di questo non possiamo non essere grati. Ogni anno, ogni mese, ogni giorno ed ogni momento sono risorse disponibili per crescere, per realizzare e per godere. Qualcuno, soprattutto all’interno del panorama finanziario, si attendeva stravolgimenti clamorosi in Italia, in Europa e nel mondo?
Se non ce ne sono ancora stati, a tutt’oggi, di concreti è da considerarsi, altrettanto, una buona notizia. In questo scenario chi è disposto ad acquistare per 500 euro un oggetto che costa (e quindi vale?) pochi centesimi? In realtà dalla seconda metà del 2011 la situazione è apparsa in grande trasformazione. La maggior parte delle persone, professionisti del settore e non, si attendeva la prosecuzione della ripresa avviata nel 2009 e proseguita nel 2010. Si è invece trovata catapultata, nel bel mezzo delle vacanze estive, in uno scenario che ha progressivamente esteso la percezione del pericolo. L’attenzione dei media e della gente comune si è focalizzata sulla finanza, come in ogni bolla speculativa che si rispetti, al rialzo o al ribasso che sia. Il focolaio della crisi è stata l’Italia, o almeno così è parso.
Leggi tutto...
Ho difficoltà a pensare che il problema dell’Italia sia risolvibile con le cosiddette liberalizzazioni.
O meglio fatele o facciamole ma non cercate di convincerci che sia la soppressione delle regole a risolvere la crisi.
Forse abbiamo bisogno di più regole. Di regole più stringenti. Regole per i comportamenti dei nostri politici, regole per il mercato finanziario, regole per gli amministratori pubblici.
Regole che ridistribuiscano la ricchezza, che preservino le risorse energetiche dalla privatizzazione, che ridistribuiscano i servizi sociali, che diano migliori scuole per tutti, una sanità migliore per tutti.
Regole che separino gli istituti finanziari dal loro ruolo di banche di investimento e banche di credito ordinario.
Regole che ci preservino dagli scivolamenti. Esemplare il caso del comandante della nave da crociera che ha affermato di essere scivolato nella scialuppa di salvataggio. Poi è scivolato in un taxi ed infine è scivolato in albergo.
Vorremmo regole che impediscano ad un Ministro di scivolare nell’acquisto di una casa pagata da altri o di scivolare in vacanza milionarie pagate da altri o di scivolare nel favorire cognati ed imprenditori amici.
Leggi tutto...
Formato: Brossura; Pagine: 462; Lingua: Italiano; Editore: Einaudi
Chi l’avrebbe mai detto. Un Italiano ha combattuto in Indocina contro i francesi prima e gli americani dopo.
C'erano anche italiani a combattere i guerriglieri Meo, nel fango e nell'orrore della giungla indocinese. Uscito in prima edizione nel 2000 presso Tropea, viene riproposto il romanzo corale, avventuroso e documentario in cui gli autori raccolti sotto il nome collettivo di Wu Ming e Vitagliano Ravagli fanno rivivere una pagina sanguinosa di storia, cancellata dalla memoria ufficiale. Alla base della ricostruzione, testimonianze dirette, tra cui quelle dello stesso Ravagli.
Sotto la patina pacificata della storia ufficiale, ci sono storie che ancora fanno male. Come quella di Ravagli, il partigiano mancato che va a combattere in Laos a fianco dei guerriglieri comunisti, insieme a un piccolo ma consistente drappello di europei.
Tutti combattenti "invisibili", guardati con sospetto da quelle "formiche rosse" che non capiscono le loro motivazioni. Di fronte, gli indigeni Meo, "bande di ragazzi, quasi bambini, feroci come belve". Molti muoiono, Vitaliano torna. Il suo disagio, la sua storia, aprono una crepa nel presente, si saldano ad altri disagi, altre storie, altre fratture della Storia.
Che internet abbia rivoluzionato il mondo, è un dato di fatto. Dopo quasi due anni è stato presentato il IX Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione. L’istantanea è quella di un paese diviso in cui gli utenti Internet rappresentano il 53,1% (+6,1% rispetto al 2009) della popolazione. Questo dato però mostra un’ulteriore divisione generazionale e di istruzione l’87,4% degli utenti ha un’età compresa tra 14-29 anni e il 72,2% ha un’istruzione elevata.
Leggi tutto...
|
|